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LA CARTOMANTE ( CAP 59)


di chiara94
25.07.2025    |    662    |    73 7.7
"Appena mio padre si e' allontanato, Giulia mi dice:" Valerio; io pero' ho chiesto, prima a te..."
All' uscita della scuola, ricevo un messaggio da Giulia:" Valerio; mi raggiungi in centro? Cosi' mangiamo fuori!"
Io le chiedo:" Come mai, sei uscita prima?"
Lei mi risponde:" Valerio; l'ultima ora c'era una supplenza; e allora sono uscita prima, con le mie amiche. "
Io le rispondo:" Giulia; ma non ho avvisato i miei! Mia mamma ha preparato, anche per me!"
Lei mi risponde:" Non c'e' problema. Chiedo a tuo padre, se mi fa compagnia. "
Io leggo il messaggio, provando una fortissima rabbia dentro.
Decido di non risponderle.
Dopo due minuti, Giulia mi scrive:" Valerio; a posto. Mi fa compagnia tuo padre!"
Io le rispondo subito:" Vi raggiungo!"
Lei obietta:" No, Valerio! Tu devi far compagnia a tua madre! Salutamela!"
Io replico:" Giulia; devo chiedere a mio padre, dove mangiate?"
Lei mi risponde:" Chiediglielo pure. Cosi' farai la figura, di quello geloso. Io ho i messaggi, dove ti ho invitato, per primo! Ci sono anche gli orari"
Io insisto:" Giulia; non puoi farmi questo. Dimmi dove sei!"
Lei mi risponde:" No, Valerio. Tuo padre viene, pensando che siamo io e lui. Non gli faccio trovare una terza persona. Sarei scorrettissima!"
Io ribatto:" Ma io non sono una terza persona.Io sono suo figlio!"
Lei replica:" E' la stessa cosa. Sarei scorretta!"
Io le mando un vocale, urlando:" E CON ME, NON SEI STATA SCORRETTA, A FARMI TROVARE BRANDO, VERO?"
Lei mi risponde:" Valerio; sempre a parlare di Brando. Sei veramente pesante. Passo con te, cinque giorni; con lui, due. Dunque, chi e' il mio preferito?"
Niente.
Giulia mi considera proprio uno stupido.
E ha ragione.
Perche' , da come mi sono sempre comportato; non puo' avere un'idea diversa, di me.
Prendo un panino al bar, e mi siedo su una panchina, del parco.
Vedo un signore anziano, che da ai piccioni, la mollica del pane.
Io lo imito.
Rompo parte del mio panino; e do ai piccioni, il pane.
Almeno li rendo felici.
Con questo gesto, vengo circondato dai piccioni.
Finalmente qualcuno, che si avvicina a me.
Anche se , anche loro, lo fanno esclusivamente per convenienza.
Appena la mollica terminera', se ne andranno.
Comunque, quello stronzo di mio padre, non mi ha neppure avvisato.
Mi vuole portare via Giulia.
Ormai e' ovvio.
Con tutte le milanesi che ci sono; perche' deve proprio prendersi, quella che piace a me?
Dopo un'ora, mi arriva un messaggio.
E' di mio padre:" Valerio; la mamma mi ha avvisato, che non sei andato a casa, a mangiare. Non sei andato a mangiare, con Giulia. Si puo' sapere, dove cazzo sei?"
Io decido di non rispondergli.
Pero' visualizzo.
Voglio fargli capire, che non mi puo' prendere per il culo.
Dopo qualche minuto, il telefono squilla.
E' Giulia, che sta provando a chiamarmi.
Ma nuovamente non rispondo.
Oggi daro' il meglio di me, in campo.
Mi mettero' il mostra, e dimostrero' tutto il mio valore.
Forse potrei riconsiderare Fiammetta.
Lo so, prenderei uno scarto.
Ma e' una, che si fa sborrare sulle tette.
Con le tette, che si ritrova; si possono replicare le scene dei film porno.
E dopo?
Ok, farei i film porno con Fiammetta.
Ma dopo?
Mi immagino gia' i discorsi: Valerio e' un fallito, si e' accontentato. Ha preso uno scarto , di noi milanesi!
No, basta.
Fiammetta non va proprio bene.
Intanto Giulia ha riprovato a chiamarmi, piu' volte.
E mi ha mandato anche dei messaggi.
Decido di non visualizzarli.
E' ora di dimostrare, che non sono un coglione.
Decido di rispondere a mio padre:" Papa'; sono maggiorenne. Ho mangiato fuori. Non e' la prima volta, che lo faccio!"
Lui mi risponde:" Dove sei? Cosi' ti raggiungo!"
Gli rispondo:" Sono al bar, vicino la fermata della metro, vicino la scuola"
Lui mi risponde:" Ok, Valerio.Dieci minuti e sono li'!"
Io gli sottolineo:" Papa'; pero' ti avviso. Tu mi aspetti al bancone, ed io ti raggiungo li'!"
Lui mi chiede:" Valerio; come mai questa precisazione?"
Io gli puntualizzo:" per delimitare bene il perimetro, del mio territorio!"
Mio padre mi scrive:" VALERIO; MA CHE CAZZO STAI DICENDO?"
Io non gli rispondo piu'.
Dieci minuti dopo, Giulia e mio padre arrivano al bar, e vanno al bancone.
Dopo due minuti, li raggiungo.
Giulia mi fissa, senza dire nulla.
Mio padre mi domanda:" Valerio; mi vuoi spiegare?"
Io gli rispondo:" Papa'; ti spiego subito. Io non sono un coglione, come tu pensi. E come non ti dimentichi mai, di sottolinearmi. Ho solamente mangiato fuori, punto. Ho sbagliato, a non avvisare la mamma; e le ho mandato un messaggio, per chiederle scusa!"
Lui mi risponde:" Valerio; Giulia ti ha invitato a mangiare fuori. Mi ha detto la verita', o e' una bugia?"
Io gli rispondo:" Giulia ti ha detto la verita'!"
Lui mi chiede:" E perche' le hai detto di no, pur mangiando fuori casa?"
Io replico:" Molto semplice. Perche', come mi hai consigliato tu; alle femmine, non bisogna sempre dire si!"
Lui conviene:" Ottima risposta, Valerio. Bravo. Sono fiero di te!"
Io obietto:" Pero' non capisco una cosa. Se io non vado a mangiare con Giulia; perche' devi andare a mangiare tu, con lei?"
Giulia interviene:" Valerio; non rispondere male, a tuo padre. E' stato molto gentile. Se fossi rimasta da sola, probabilmente qualcuno mi avrebbe molestata. I ragazzi e gli uomini, se vedono una ragazza mangiare da sola; si avvicinano subito. Avresti preferito, che fosse successo quello?"
Io obietto:" Giulia; saresti potuta tornare a casa, a mangiare, no?"
Giulia si innervosisce:" Valerio; ma come "
Mio padre la blocca:" Giulia; non ti intromettere. Lascia parlare me!"
Lei gli risponde:" Certo, Alberto; scusami!"
Mio padre sta per dirmi qualcosa, quando lo blocco:" No, papa'. Ti fermo subito. Giulia puo' parlare quanto vuole, con me! Sei tu, quello di troppo!"
Mio padre mi fissa:" Continua, Valerio. Sono proprio curioso, di ascoltarti!"
Io continuo:" Papa';ora delineamo bene, il perimetro del mio territorio. Io non entro nel tuo territorio, e tu non entri nel mio. Vuoi Giulia, nel tuo territorio? Portala nel tuo territorio, non c'e' problema. "
Mio padre mi domanda:" Valerio; ma che cazzo stai dicendo? Guarda, che hai frainteso!"
Io obietto:" Cosa ti ho detto ieri? Ti ricordi? Ti ho detto, che ero furioso per il ballo; e tu vai a mangiarci assieme?"
Mio padre mi precisa:" Valerio; Giulia mi ha chiamato, dicendomi che era arrabbiata, per il tuo comportamento. Mi ha detto, che ti ha invitato a mangiare fuori, e tu hai rifiutato. Perdonami, ma voi due scopate. Giulia ha ragione, quando mi dice, che non ci deve essere solamente quello. Giulia vuole anche altro, da te. Tu mi hai confermato ieri, con un messaggio, di essere molto felice con lei. Sono andato a mangiare con lei, per farmi spiegare bene, quanto successo; per poi parlarne con te. Non riesco a capire il tuo comportamento!"
Io gli rispondo:" Hai ragione, ma saranno anche fatti miei!"
Giulia interviene:" Valerio; chiedi subito scusa, a tuo padre. Io non sono una ragazza, come le altre. Io do un'alta considerazione alla mia famiglia, e a quella del mio ragazzo. Se tu tratti cosi' tuo padre, giustamente lui non vorra' piu' uscire, tutti assieme. Perche' vuoi farmi questo dispetto?"
Io le spiego:" Giulia; uscite tutti assieme; non voi due, da soli! Io mica esco da solo, con tua mamma!"
Lei mi incalza:" Bugiardo! Mia mamma ti ha accompagnato a casa, in macchina. Vi siete visti, anche senza di me. Io ti ho mai detto qualcosa? NO!"
Io le rispondo:" Il problema e', che mio padre e' stato furbo. Se lui mi avesse avvisato, esponendomi la situazione e la sua idea; io gli avrei detto sicuramente si'. Ma lui non viene a mangiare con te, senza chiedermi il permesso!"
Mio padre interviene:" Valerio; su questo, hai ragione; e ti chiedo scusa. Pero' io vorrei, che tu ragionassi. Se hai paura di me, di un pranzo tra me e Giulia; mi spieghi, come gestirai la gelosia, con il mondo intero? Hai fatto bene, a dirle di no, sull'andare a mangiare fuori, assieme. E sono fiero di te. E' un sintomo, che ti stai svegliando. Pero' devi fare ancora molta strada!"
Io insisto:" Papa'; voglio che il perimetro del mio territorio, sia ben delimitato!"
Giulia interviene :" Valerio; lo sai, che sto ascoltando? Ne sei consapevole,vero ?"
Io le dico :" certo! E non sto facendo scenate di gelosia. Io delimito il perimetro. Dentro questo perimetro , mio padre non può entrare. Non c'è nessun mio amico che , se non va a mangiare con la propria ragazza; ha un padre, che prende il suo posto. Giulia è dentro il tuo perimetro; papà? Non c' è problema! Però ti prego: d'ora in poi, non entrare più nel mio perimetro. Se no , ne parlerò a mamma. Voi potete fare tutti i giochi perversi, che volete; ma non potete coinvolgere le persone, che io frequento!"
Mio padre mi mostra il cellulare, e precisamente la conversazione, tra lui e mia mamma.
Mio padre le ha scritto:" Valerio deve aver fatto qualche casino con Giulia; e lei mi ha chiesto, di vederci!"
Mia madre gli ha risposto:" Ti prego, vai. Aiuta Valerio! E' vero, che e' maggiorenne; ma e' ancora un bambino, nei rapporti sentimentali."
Giulia scoppia in una piccola risata:" Scusatemi, ma non sono riuscita a trattenere la risata. Valerio e' un demonio, a letto. Altro che bambino!"
Io intervengo:" Modestamente si, sono un demonio a letto. Ora pero' devo tornare al tavolo di là, da una ragazza; che ho conosciuto al parco, venti minuti fa. Le ho proposto di mangiare con me. E io sono bello, ricco e di una famiglia potente. Quindi non ho una , ma mille ammiratrici. E voi, fate quello che volete. Ma state fuori, dal perimetro del mio territorio !"
Giulia si alza in piedi:" Scusa; io sarei fuori dal perimetro, del tuo territorio?"
Io le preciso:" Certo; sei nel perimetro del territorio, di mio padre!"
Giulia prova a mettermi le mani addosso;pero' io riesco a spostarmi.
Mio padre la blocca:" Giulia; ti prego. Evitiamo uno scandalo!"
Giulia gli risponde:" Scusami, Alberto. Ma Valerio mi scopa, e poi va a conoscere altre ragazze? Venendomi a dire, che io non sono dentro il perimetro, del suo territorio?"
Mio padre le risponde:" Giulia; pero' calmati. In un certo senso, Valerio ha ragione. Abbiamo fatto una cazzata. Dobbiamo chiedergli scusa."
Giulia mi guarda male, ma comunque mi dice:" scusa, Valerio!" e mi bacia sulla guancia.
Mio padre mi dice :" Valerio; posso parlare io, ora?"
Io gli rispondo :" No, papà! Io ho detto, che sarei venuto a salutare mio padre, con la sua giovane amante. Ma ora devo tornare al tavolo. Non voglio più parlare con te, della mia vita sentimentale ! Vi auguro un buon pomeriggio !"
Giulia ha una risata isterica:" Valerio; puoi ripetere, cosa avresti detto, ad una sconosciuta?"
Mio padre le ripete:" Giulia; basta! Valerio era arrabbiato. Dobbiamo capirlo. Abbiamo fatto una cazzata, e ne paghiamo le conseguenze!" e rivolgendosi a me:" va bene , Valerio. Come preferisci. Non mi immischiero' più, tra te e Giulia !"
Io obietto :" non ti saresti già dovuto immischiare, oggi!"
Giulia interviene :" Valerio; dopo la partita, possiamo andare a casa mia? Cosi' scopiamo, e dimentichiamo tutto l'equivoco!"
Io le rispondo :" dopo la partita, che vinceremo; andro' a festeggiare, con i miei compagni di classe!"
Lei mi sorride:" Preferisci andare a fare il cretino in giro, o scopare con me?"
Io obietto:" Il cretino in giro, lo posso fare solamente oggi; a te, ti scopo, quando voglio!"
Giulia si alza e mi tira uno schiaffo.
Giulia guarda mio padre:" Alberto; scusami. Non volevo tirare uno schiaffo, a Valerio!"
Mio padre le dice:" Hai fatto bene a tirarglielo; Valerio e' stato veramente cattivo, con le parole!"
Giulia mi chiede:" Valerio; scusami. Ti voglio fare una domanda. E come l'avresti conosciuta quella?"
Io le rispondo:" Molto semplicemente, Giulia. Ho preso un panino, sono andato su una panchina.Ho dato la mollica ai piccioni. Le ragazze adorano gli animali. Quando vedono uno, che ama gli animali; si sciolgono!"
Mio padre mi dice:" Ottima tattica, Valerio! Non ci avrei mai pensato!"
Giulia gli risponde:" Alberto; Valerio e' molto sveglio. Se no, non l'avrei mai scelto", mettendosi a fissarmi.
Io commento:" Modestamente, ci so fare, con le ragazze!"
Giulia mi risponde:" Va bene, Valerio. Ti sei preso i tuoi due minuti di complimenti; pero' ora l'equivoco e' chiarito, e tu non torni di la'!"
Io le rispondo:" D'accordo, Giulia! Ma"e guardo mio padre.
Lui mi chiede:" Cosa c'e', Valerio?"
Io gli faccio presente:" Il perimetro del mio territorio!"
Mio padre dice :" Ciao Valerio, ciao Giulia!"
Giulia gli chiede:" Ma cosa succede?"
Mio padre le risponde:" Valerio vuole, che io vada via!"
Giulia mi rimprovera:" Valerio; ti prego. Smettila!"
Mio padre la blocca:" No, Giulia! Valerio ha ragione. Ho sbagliato. E questo suo modo, di ragionare da uomo; mi piace veramente tanto. Sono fiero di lui. Lui non deve guardare in faccia, nessuno. Lui deve farsi rispettare. E, se voglio, che Valerio cresca; deve prendere le sue decisioni , autonomamente. Giuste o sbagliate, che siano" e mi abbraccia, dicendomi:" Valerio; sono fiero di te. Ed oggi, distruggi i compagni di Giulia!"
Mio padre non se ne accorge, ma Giulia mi sta guardando malissimo.
Giulia mi chiede:" Valerio; quindi io non potro' piu' scrivere, a tuo padre? Non potro' piu' chiedergli un consiglio , in caso di nostre piccole discussioni?"
Io le rispondo:" Svegliati, Giulia! Se gli scrivi per quel motivo, e' un conto. Se ci esci, e' un altro conto!"
Mio padre mi sorride e mi accarezza in testa:" Ti spettino un po', Valerio! In campo, non devi essere tutto perfettino!" e saluta Giulia, allontanandosi.

Appena mio padre si e' allontanato, Giulia mi dice:" Valerio; io pero' ho chiesto, prima a te. Hai sbagliato, ad accanirti contro tuo padre!"
Io le rispondo:" Giulia; non c'e' un prima o un dopo. Mio padre non c'entra nulla, con noi due!"
Lei non concorda:" Valerio; io voglio piacere alla tua famiglia. Mi spieghi, come possiamo stare assieme; se non piaccio alla tua famiglia? "
Io obietto:" Se piaci a me, piacerai anche a loro!"
Giulia non mi risponde.
Io continuo:" Immagino che, oggi, mi insulterai in campo!"
Giulia mi sorride:" No, Valerio. Proprio il contrario. Ammetto anche io, che sei stato bravo. E' la prima volta, che ti vedo, cosi' risoluto!"
Io le sorrido.
Lei ricambia il sorriso:"Valerio; ma credi veramente, di poter fare il discorso del perimetro del tuo territorio, anche a Brando?"
Io non le rispondo.
Lei insiste:" Oppure credi veramente, che Brando ti chiedera' il permesso, per uscire con me?"
Io concordo:" Non sono stupido, Giulia! Sono perfettamente consapevole che, con Brando, e' tutta un'altra storia!"
Lei mi sorride:" Se l' hai capito, Valerio; evita con Brando, di dire stupidaggini simili. Brando e' uno, che si arrabbia facilmente. E, quando si arrabbia, perde il controllo. Anche se, in fondo, e' uno buono. Infatti poi gli dispiace, se manda uno, all'ospedale!"
Io le chiedo:" Giulia; mi stai minacciando?"
Lei mi risponde:" Assolutamente no, Valerio! Pero' evita certi discorsi. Io, cinque giorni su sette, sono nel tuo perimetro. Due giorni a settimana, sono nel perimetro di Brando. Prima hai potuto fare il gradasso, perche' era tuo padre. Ma, con Brando, i tuo discorsi non funzionerebbero!"
Io le rispondo:" I miei!"
Lei mi blocca:" No, Valerio. Ora basta. Sono state due ore movimentate!Io ho commesso i miei errori, e ti chiedo scusa. Ma non era mia intenzione, ferirti. Io ho invitato tuo padre, solamente perche' tu mi hai detto di no. Ti avevo detto che, sarei intervenuta personalmente, per togliere qualsiasi sospetto e dubbio, a tuo padre.E ho pensato, che potesse essere l'occasione giusta. Dopo il tuo stupido discorso, ora mi renderai piu' difficile, la cosa!"
Io obietto:" Giulia; avresti potuto spiegarmelo per messaggio. Invece mi hai risposto, prendendomi per il culo!"
Lei mi risponde:" E' vero; ho sbagliato, Valerio! Pero' ora, non pensiamoci piu'. Mi accompagni a casa? Cosi' mi preparo, per venire a tifare per te!"
Io le dico :" ok!"
Giulia mi sorride:" Alla fine, Valerio; siamo sempre io e te!"
Io ricambio il sorriso.

Il pomeriggio, siamo nello spogliatoio, ad aspettare, che il professore ci chiami.
Anto mi dice:" Fratello; scusa per prima. Pero' non ce l'ho fatta a resistere. Cazzo, vengono a scuola con noi, da quattro anni; e sembra che serviamo loro, solamente per il passaggio in discoteca!"
Io lo tranquillizzo:" Anto; scusami tu. Ci ho riflettuto dopo, e ho capito, che avevi ragione!"
Sandrone interviene:" Valerio; basta che farai un gol, perche' io non ne prendero'!"
Il professore bussa.
E' ora.
Entriamo in palestra.
Su una panca, ci sono le nostre compagne di classe, tra cui Paola, Fiorenza e Fiammetta.
Paola urla:" FORZA VALERIO!"
Io le sorrido, mi avvicino a loro tre, e batto un cinque a Paola e Fiammetta.
Fiorenza non ricambia il cinque; ma gia' il fatto, che sia venuta; e' un evento eccezionale.
Dal lato opposto, alla diagonale opposta; ci sono Giulia, le sue amiche, e le altre loro compagne di classe.
Giulia e', come sempre, vestita sportiva: un maglioncino bianco, dei jeans non attillati, e delle scarpe sportive.
Sulle altre panche, ci sono ragazze e ragazzi di altri classi, che probabilmente non sanno come passare il pomeriggio.
Due ragazze, che non conosco, mi chiamano.
Vogliono battermi il cinque, anche loro.
Io sorrido:" Grazie per l'incoraggiamento!"
Le due ragazze mi sorridono.
Mi giro, per tornare dai miei compagni, che mi stanno guardando malissimo.
Mi avvicino ad Anto:" Cosa c'e'?"
Lui mi risponde:" Fratello; hai finito di fare il pagliaccio?"
Io non gli rispondo neanche.
E' da stamattina, che mi rompono i coglioni; e non ne capisco il motivo.
Il professore di ginnastica è l arbitro.
Sandrone è il nostro portiere.
Con la sua stazza, segnargli è veramente difficile.
Occupa quasi tutta la porta.
In difesa ci sono Luca e Michele.
Sono cosi' legati, e si conoscono cosi' bene ormai, che riescono ad intendersi, solamente con gli sguardi.
Mentre, a centrocampo, gioca Antonio.
Lui e' il cosiddetto regista, quello che dovrebbe organizzare il gioco.
Io,l' unica punta.
Ferdinando è in panchina, con altri nostri compagni.
Chissa' Giulia cosa stara' pensando, vedendo il suo " amato " Ferdinando, in panchina; e lo " sfigato " Valerio, in campo.
Tra i compagni di Giulia, il giocatore più forte è José; un ragazzo di colore , alto più o meno come me, ma gracilino.
Però e' molto bravo, nel dribbling.
La partita inizia e, per metà primo tempo, è tutta una fase di studio.
Tanti passaggi, tanti lanci; ma nessuna azione particolare.
Sapevamo gia', che non sarebbe stata facile.
Ci va bene che, quel Jose', cerca quasi sempre il dribbling; e Luca e Michele, oggi, sembrano insuperabili.
Il problema e' che,Jose', giocando praticamente da solo; i suoi compagni restano dietro, e marcano a uomo, me e Antonio.
Le ragazze sono tutte abbastanza tranquille.
Non c'e' tifo.
Anche perche' la partita, e' tutt'altro che emozionante.
Finche' Antonio non mi imbecca con un lancio perfetto ; stoppo di petto, e tiro al volo: uno a zero.
Io mi tolgo la maglia e vado a festeggiare , davanti alle mie compagne.
Paola e Fiammetta si alzano; correndomi incontro, ed abbracciandomi.
Invece Fiorenza resta seduta.
Io la guardo, e mi fa un impercettibile segno di approvazione,con la testa.
Anche alcune ragazze, di altre classi, vengono ad abbracciarmi.
Sono bello,e ho segnato.
Ecco il mio giusto riconoscimento.
Altro che sfigato.
Voglio godermi questi abbracci meritati.
Ho fatto veramente un gran gol.
L' euforia delle mie compagne e di alcune altre ragazze, non e' seguita da alcun mio compagno
Nessun di loro viene a festeggiarmi.
Le mie compagne e le altre ragazze, mi lasciano tornare a centrocampo, ed iniziano ad intonare :" Valerio; Valerio; Valerio!"
Guardo i miei compagni, che stanno guardando tutti in una direzione.
Guardo anche io.
C' è Giulia, in piedi; che mi sta fissando, in rigoroso silenzio
Ma Giulia non doveva tifare per me?
Mi aveva detto cosi'!
Io mi rimetto la maglietta e faccio una veloce corsa, verso Giulia.
Voglio sentire anche la sua partecipazione, alla mia gioia.
Mi avvicino a lei, che rimane in piedi, zitta.
Io non capisco il suo atteggiamento.
Io le dico:" Giulia; ti e' piaciuta il mio gol?"
Giulia sposta lo sguardo, oltre di me.
Sembra, che stia guardando qualcun altro.
Mi giro, ed arriva un suo compagno di classe, che mi da una violenta spinta, facendomi finire a terra.
Arrivano anche gli altri quattro, a circondarmi, mentre sono a terra.
Ricevo qualche calcio, sui glutei , sulle gambe, sulla schiena.
Qualche sputo mi colpisce in faccia.
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