Lui & Lei
Dietro il muro
Angel1965
20.08.2025 |
1.466 |
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"Lo feci rabbrividire, i gemiti diventavano più profondi, più rauchi, mentre io continuavo a provocarlo, a stimolare ogni centimetro del suo corpo, ogni piccolo impulso..."
L’annuncio era semplice, diretto, irresistibile:«Cerco un ragazzo tra i 18 e i 35 anni, fisico sportivo, che abbia voglia di lasciarsi andare completamente. Io mi prenderò cura di te: ti farò godere, ti svuoterai e ti leccherò con passione. Se sei timido o alla prima esperienza, sappi che la discrezione è totale… e dietro un glory hole tutto diventa possibile.»
Non passò molto prima che arrivasse la risposta. Un messaggio breve, quasi esitante:
«Ciao… sono Luca, ho 22 anni. È la mia prima volta.»
Perfetto. Proprio ciò che volevo.
Ci incontrammo in un piccolo locale discreto, in quella stanza nascosta che conoscevo bene. Io ero Marta, pronta ad accoglierlo. Davanti a me c’era la parete bianca, con quell’unico foro circolare che prometteva piacere senza volto.
Dall’altra parte percepivo il suo respiro nervoso. «Tranquillo, Luca… fidati di me» sussurrai, accarezzando piano il bordo del foro.
Un attimo dopo il suo cazzo comparve davanti a me: duro, giovane, vibrante di desiderio e timidezza. Lo sfiorai con le labbra, lentamente, senza prenderlo davvero. Un gemito soffocato attraversò il muro.
Lo presi tra le mani, iniziando a leccarlo piano, alternando la punta della lingua a carezze decise. «Così… rilassati… lasciati andare.»
«Marta… non resisto…» mormorò.
Sorrisi. «Non resistere, Luca.»
Aumentai il ritmo, sentendo il suo cazzo pulsare nella mia bocca, caldo e vivo. Ogni mio gesto lo portava più vicino al limite, ma lo fermavo di continuo, rallentando, lasciandolo sospeso.
«Potrei fermarmi ora, lasciarti così… duro e frustrato» lo provocai.
«No… ti prego… fammi venire…» La sua voce supplicante mi eccitò ancora di più.
Lo avvolsi completamente, stringendo con le labbra e la mano, muovendomi sempre più veloce. Sentivo il suo corpo cedere, spingere, implorare.
«Sì… sì… Marta… sto… sto per sborrare…»
Non mi fermai. Anzi, lo incitai ancora di più, succhiandolo con forza fino a quando esplose con violenza. Il suo cazzo si tese e ondate calde di sborra mi riempirono la bocca, mentre dall’altra parte il suo corpo tremava, piegato dal piacere.
Lo accolsi fino all’ultima goccia, senza lasciarne sfuggire nulla, leccandolo piano mentre si rilassava.
Poi il silenzio, interrotto solo dal suo respiro spezzato.
«Marta… non ho mai provato niente di simile…» disse con un filo di voce.
Appoggiai la mia mano sul muro. «Ricordati questa sensazione, Luca. È tua, e nessuno potrà portartela via.»
Sentii un sorriso nella sua risposta:
«Mai, Marta. Mai.»
⸻
Gioco di provocazione
Ma non potevo fermarmi così presto. Volevo lasciargli assaporare ancora il piacere proibito, fino all’ultimo brivido.
«Non pensare che sia finita…» sussurrai, accarezzandogli il cazzo ormai rilassato ma ancora pulsante di eccitazione residua.
Lo feci rabbrividire, i gemiti diventavano più profondi, più rauchi, mentre io continuavo a provocarlo, a stimolare ogni centimetro del suo corpo, ogni piccolo impulso.
«Marta… cazzo… sto per…» riusciva a dire a stento.
«Sì, Luca… sborra di nuovo… fallo per me» risposi, spingendolo a lasciare andare ancora la sua sborra, a godere fino all’ultima goccia.
La stanza si riempì del nostro respiro affannato, del suono del suo corpo che si contorceva e del sapore della sua eccitazione sulle mie labbra. Lo guardai attraverso il foro mentre le mani gli carezzavano il culo, la schiena, ogni muscolo teso dall’onda del piacere.
Alla fine, Luca crollò, esausto ma incredibilmente soddisfatto, il corpo tremante e la pelle lucida di sudore e piacere.
«Marta… non dimenticherò mai questa figa, questo culo, tutto…» disse con voce rotta.
Io sorrisi, leccandomi le labbra e sussurrando:
«E questo era solo l’inizio… il sapore del proibito non si scorda mai.»
Uscimmo dalla stanza con il cuore ancora impazzito, portandoci dentro un segreto sporco e intenso, il ricordo di cazzo, figa, culo e sborra che resterà inciso nella pelle, nella memoria, e nella voglia di tornare a provarlo ancora e ancora.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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