Prime Esperienze
Angelo & Luna
Angel1965
17.08.2025 |
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"Le presi i polsi e glieli inchiodai sopra la testa, mentre le scopavo la fica bagnata come una troia..."
Dal segreto proibito alla rivelazione di una donnaLuna si inarcò. Il suo respiro diventava più rapido.
Con una mano scivolai dentro i pantaloncini, sotto l’elastico. Era già bagnata. Calda come un sogno. La sfiorai appena con le dita, come se volessi solo accertarmi che fosse vera.
— Ancora… — mi supplicò, a denti stretti.
Sorrisi. Le spinsi la testa sul tavolo, baciandole il collo.
— Zitta, piccola. C’è tuo padre a due stanze da qui.
La tenevo ferma, piegata, con le dita che la penetravano sempre più forte, finché il suo corpo non cedette, esplodendo in uno squirt improvviso che mi bagnò tutta la mano. Rimase tremante, senza fiato, ma io non avevo intenzione di fermarmi.
Abbassai i suoi pantaloncini e le mutandine, scoprendo quel culo teso e pronto. Il mio cazzo era duro, pulsante. Lo spinsi dentro la sua fica bagnata, affondando fino in fondo. Luna gemette strozzata, mordendosi le labbra per non urlare.
La scopavo con colpi secchi, profondi, riempiendola tutta. Ogni spinta faceva sbattere il suo corpo contro il tavolo, un ritmo sporco e proibito. Poi la girai e, con una mano sulla bocca per zittirla, le spinsi il cazzo anche nel culo, facendola tremare e piegarsi sotto di me.
Con un ringhio la riempii di sborra, venendo forte dentro di lei, senza lasciarle scampo. Ma non era finita.
Le gambe di Luna tremavano ancora quando la sollevai dal tavolo.
Aveva il respiro corto, gli occhi lucidi e sporchi di desiderio, le cosce bagnate.
Le misi una mano sulla bocca, sussurrandole all’orecchio:
— Se restiamo qui ci scoprono… vieni.
La trascinai nella sua camera, chiudendo piano la porta dietro di noi.
Il buio era denso, ma bastava la luce che filtrava dal corridoio per vedere i suoi occhi pieni di lussuria.
La buttai sul letto senza delicatezza, aprendole le gambe con forza. Il mio cazzo era di nuovo duro, gonfio e pulsante, sporco del nostro primo giro.
La leccai tutta, dalla pancia fino alla fica, bevendo il suo sapore, sentendo i suoi gemiti diventare sempre più acuti.
— Voglio il tuo cazzo… — mormorò, stringendomi i capelli.
Non le diedi tempo di implorare di più: la penetrai di colpo, affondando fino in fondo.
Il suo corpo si arcuò, le sue unghie mi graffiarono la schiena, mentre pompavo dentro di lei con furia, il letto che scricchiolava sotto i nostri colpi.
Le presi i polsi e glieli inchiodai sopra la testa, mentre le scopavo la fica bagnata come una troia.
Poi mi ritirai di scatto e la girai a pancia in giù, spalancandole il culo.
— Adesso ti voglio di nuovo qui… — le ringhiai, puntando il cazzo contro il suo buco stretto.
Luna ansimava, ma non disse no. Spinsi dentro, lento ma deciso, fino a sentirla aprirsi tutta intorno a me.
Il suo corpo tremava, ma il suo culo mi stringeva con una forza che mi fece perdere il fiato.
Le presi i fianchi e iniziai a scoparla forte, alternando un colpo in fica e uno in culo, senza tregua, senza pietà.
Il suo respiro era un pianto strozzato, un lamento sporco che mi faceva impazzire.
— Sei la mia puttana segreta… — le mormorai, mentre il piacere mi montava in gola.
Non riuscii a resistere oltre.
La riempii ancora, sborra calda che esplodeva dentro di lei, prima nella fica e poi nel culo, a ondate, finché non la vidi colare da tutte le parti.
Luna rimase esausta, la faccia affondata nel cuscino, le cosce tremanti e sporche del mio seme.
Io mi stesi sopra di lei, il cuore che martellava, il respiro ancora spezzato.
— Nessuno deve sapere… — le sussurrai piano.
Epilogo
La guardai da vicino: la “piccola” Luna non c’era più.
Negli occhi non aveva più l’ingenuità, ma la fiamma di chi aveva appena scoperto la sua vera forza.
Sotto di me non c’era più la ragazzina da proteggere, ma una donna immensa, capace di prendere tutto e di restituirmi il doppio.
Si voltò verso di me, con un sorriso stanco e feroce.
— Adesso sai chi sono davvero.
E in quel momento capii che quella notte proibita non mi apparteneva più: apparteneva a lei. Alla sua trasformazione. Alla sua grandezza.
La piccola Luna era diventata immensa.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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