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Le Tue Due Donne


di Membro VIP di Annunci69.it Angel1965
01.08.2025    |    719    |    1 8.0
"Nicole è sopra di me, mi struscia la fica bagnata sull’addome, la lingua che mi cerca la bocca, le mani che mi aprono le cosce..."
Il silenzio che ci avvolge è bagnato.
Di sudore. Di sborra. Di gemiti rimasti sospesi nell’aria.
Nicole ha ancora le gambe aperte, le cosce umide che tremano, la bocca semiaperta. Io le sono accanto, col ventre che pulsa, la gola secca e le dita che ancora stringono le lenzuola.

Tu sei lì, in mezzo a noi, col cazzo che gocciola, le mani che odorano di fica e il petto che sale e scende come se stessi ancora venendo.
Hai riempito entrambe. Dentro. Profondo. Caldo.
E io ho sentito tutto.
Il tuo seme che mi invadeva.
Che colava lentamente tra le cosce, mentre urlavo, mentre Nicole mi stringeva e anche lei veniva.
Una scarica dietro l’altra. Come onde, che ci facevano vibrare insieme.

«Sborra…» ti ho detto.
E tu l’hai fatto.
Fino all’ultima goccia.

Ti sei lasciato andare come un animale. Senza chiedere. Senza fermarti.
Perché ormai siamo tue. E tu sei nostro.

Mi volto. Nicole mi bacia il collo, poi scende sul mio seno, lo succhia piano, mentre con una mano ti accarezza, lo fa tornare duro.
Sì, perché lo sappiamo entrambe: non è finita.
Non finisce mai, quando siamo noi tre.

«Ancora…» sussurra.
E io mi unisco. «Ancora, cazzo.»

Ti guardiamo come prede affamate. Due bocche che si alternano sul tuo cazzo.
Io lo lecco da sotto, sento il sapore nostro, misto, tra le mie labbra.
Nicole lo ingoia piano, ti guarda dal basso con quegli occhi di puttana esperta e innamorata.

E tu gemi.
Ti muovi nei nostri respiri.

Mi stendo a pancia in giù, allargo le cosce, mostro la mia figa gonfia, aperta, ancora bagnata del tuo seme.
«Rivoglio tutto, Angelo. Tutto.»

Senza dire una parola, mi entri di nuovo. Forte. Deciso. Mi spacchi.
E io grido. Un urlo lungo, animalesco, che rimbalza tra le pareti.
Nicole mi monta la faccia, la sua fica calda e pulsante sulle mie labbra, il sapore della tua sborra ancora lì, vivo, salato, proibito.

Leccarla mentre tu mi scopi è il mio paradiso.

«Sì! Così!» urla Nicole. «Lì! Succhiala! Sporca!»

Io ci vengo.
Ancora.
Con le gambe che si piegano, il cuore che esplode.

E tu?
Tu sbatti, affondi, gridi anche tu, con un suono che conosco bene.
Ti sento impazzire dentro me.
Mi stai venendo ancora dentro. Sì, anche stavolta. Di nuovo.

E quando ti sfili, col cazzo lucido e pulsante, Nicole si stende accanto a me e si apre.
«Riempimi, adesso. Ancora. Non fermarti.»

E lo fai.
Perché siamo tue.
Le tue due donne.

E io, io sono Gis.
E non sono mai sazia.



[Il cambio di ritmo – Lento, sensuale, inevitabile]

Siamo stesi, sfiniti.
I nostri corpi intrecciati, bagnati, tremanti.
Il silenzio non è vuoto: è pieno dei nostri respiri, delle gocce che scorrono lente tra le cosce, del battito sordo che ancora ci pulsa dentro.

Tu ci guardi.
Con quella fame che non si spegne.
Con quegli occhi che scavano.

Nicole ti accarezza il petto, con dita leggere, come a disegnarci sopra i segni della notte.
Io le lecco la spalla, assaporo il suo sudore misto al mio.
Non c’è più distinzione.
Corpi fusi. Anime impastate.

«Voglio che ci guardi,» ti dico.
E mi volto verso Nicole.

La bacio piano. Ma davvero.
Non per te. Per me.
Le infilo la lingua nella bocca con lentezza, la sento rispondermi, avvolgermi, cercarmi.

Tu osservi. Il tuo cazzo, ancora segnato da noi, si solleva di nuovo.
Lo sappiamo.

Nicole si stende supina.
Io mi metto sopra di lei.
Fronte contro fronte, seno contro seno.
Fica contro fica.

E cominciamo a muoverci.

Piano.

Una danza lenta.
Ondulata.
Un massaggio erotico che non ha bisogno di spinte, solo di umidità, calore, frizione.
Ti mostriamo come due donne si divorano senza toccarsi.
Come sanno venire anche solo sfiorandosi, sussurrando.

La sua bocca sul mio collo.
La mia mano tra i suoi capelli.

Siamo lì.
Sospese.
In quella tensione che cresce, cresce, cresce…

Finché tu non ti avvicini.
Non dici nulla.
Ci apri di nuovo.
Una alla volta.

E ci entri insieme.

Due dita a testa.
Lente.
Profonde.
Continuiamo a strusciarci, gemendo, mentre tu ci possiedi con calma, come se avessi tutto il tempo del mondo per farci impazzire.

Ci guardi.
Ci fai vibrare.

E io…
Io vengo ancora.

Ma stavolta non urlo.
Stavolta tremo.
Stavolta piango.

Perché è troppo.
Troppo bello.
Troppo vero.



[Il picco finale – e la pace sporca]

Non so quante volte siamo venute.
So solo che ogni volta sembra l’ultima, e invece no.
Invece tu trovi un modo. Un gesto. Una parola.

Nicole è sopra di me, mi struscia la fica bagnata sull’addome, la lingua che mi cerca la bocca, le mani che mi aprono le cosce.
Tu sei dietro di lei.
In ginocchio.
Col tuo cazzo tornato duro, teso, lucido del nostro sapore.

Le accarezzi i fianchi.
Le apri il culo con calma.
Lo posizioni.

Lei si volta. Ti guarda. Ti sfida.
«Sì… prendimi lì. Adesso. Voglio sentirti tutto. Dentro.»

E tu lo fai.
La scopi in culo mentre lei lecca la mia fica.
Mi divora. Gronda.
Grida.

Le sue urla mi entrano nel corpo.
Il tuo ritmo la fa tremare sopra di me.
E io, con le dita dentro di me, mi faccio venire mentre le tengo il viso premuto tra le gambe.
Mi lecca la sborra tua, mia, nostra.
Siamo un intreccio senza nome.

«Sììì… scopala così… fammela sentire tremare…»

La stai devastando.
La penetri più forte.
Nicole urla. Gode.
Tu la riempi.
Ancora.
In culo.

E il tuo gemito ci scuote.
Ci trapassa.

Le gocce calde che colano da lei arrivano sulla mia pancia.
Mi sporchi anche così.
Attraverso lei.
E io rido.
Rido come una puttana innamorata.
Perché è tutto perfetto.
Tutto maledettamente perfetto.



[La chiusura – Intima. Ma ancora sporca.]

Restiamo lì.
Lenzuola sfatte.
Corpi appiccicati.
Fica. Sborra. Odori mescolati.

Nicole si addormenta sul tuo petto, le labbra socchiuse, le cosce ancora aperte.
Io mi avvicino.
Ti prendo il viso tra le mani.
Ti guardo.
E ti sussurro:

«Lo vedi cosa hai fatto?
Hai due donne.
Due troie devote.
Due amanti.
Due regine.
E nessuna delle due ti lascerà mai riposare.
Mai.»

Poi ti prendo il dito e lo infilo piano tra le mie labbra.
Succhio.
Lo assaggio.
Mi nutro.

E mentre tu chiudi gli occhi, sfinito ma col sorriso sporco, io mi stendo accanto a te.

Con la fica ancora aperta.
Ancora tua.

Perché io sono Gis.
E anche adesso che mi addormento…
non sono mai sazia.
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