incesto
“Il filo scoperto”
Angel1965
28.07.2025 |
1.907 |
1
"Bellissima, vestita solo di uno spolverino leggero, i capelli sciolti, lo sguardo che non lasciava scampo..."
Sottotitolo: La madre del peccato. Il culo del paradiso. L’arrivo di Gis.⸻
Prefazione
Non tutte le colpe vanno cancellate.
Alcune si devono vivere fino in fondo, goderle, ingoiarle, fecondarle.
Perché certe trasgressioni non sono errori, ma verità.
E certe verità nascono solo tra figa, sborra… e legami che non puoi spezzare.
⸻
Capitolo 1 – Il risveglio del peccato
Nicole si svegliò nel nostro letto, nuda, spettinata, ancora sporca del mio seme.
Si voltò verso di me.
Mi baciò piano, con la bocca che ancora sapeva di me.
Poi, senza mezzi termini, sussurrò:
«Voglio un figlio da te. Così non sarò più solo la nipote che hai scopato.
Sarò la madre del tuo peccato.»
Quelle parole furono come benzina sul fuoco.
Scostò il lenzuolo, aprì le gambe e mostrò la sua figa già bagnata, lucida.
«Guarda dove mi hai lasciato la tua sborra. Voglio che lo rifai. Che mi riempi di nuovo. Voglio sentirmi madre, troia, tua.»
Non servivano promesse.
La presi. Il mio cazzo entrò in lei con una sola spinta.
E lei urlò di piacere, con la figa che si stringeva come se volesse trattenermi per sempre.
«Sì, scopami… fammi restare incinta… vienimi dentro, forte, fallo ancora…»
Ogni colpo era un morso.
Ogni affondo, un atto di proprietà.
Venni in lei a fondo, senza trattenermi.
Nicole gemette e si lasciò andare, sorridendo.
«Adesso è fatto,» disse. «Adesso sono tua. Dentro. Ovunque.»
⸻
Capitolo 2 – Il fuoco della gravidanza
Le settimane passarono.
Nicole era incinta.
E ancora più vogliosa.
Mi faceva scoparla guardandoci allo specchio, mentre si accarezzava la pancia.
«La tua figa ti ha reso padre,» mi sussurrava, «e ora voglio che anche questa bocca e questo culo lo facciano.»
Ogni notte era un rituale.
Le leccavo la figa mentre lei gemeva con le mani sui seni gonfi.
Mi faceva venire dentro, sempre.
E ogni volta godeva come una bestia in calore.
Finché, una sera, si mise a quattro zampe sul letto, con la pancia tesa e il culo in aria.
«Oggi voglio che mi prendi qui,» disse, aprendosi le chiappe con le dita.
«Nel culo. Sì, voglio sentire il tuo cazzo dentro mentre nostro figlio dorme nella mia pancia.»
Non resistei.
Spalmai la mia saliva e la presi.
Piano all’inizio, poi con più forza.
Il suo ano mi stringeva come una bocca affamata.
«Sì, cazzo! Vieni nel culo di tua moglie, della madre del tuo figlio bastardo… riempimi anche qui…»
Le sbattevo il culo con forza, i colpi secchi, profondi.
Lei godeva come mai.
Venni dentro, tremando, e Nicole si accasciò sul letto, sfinita, col culo colante e il sorriso da puttana sacra.
⸻
Capitolo 3 – L’arrivo di Gis
Eravamo ancora lì, nudi, uniti, il mio seme dentro ogni suo buco.
Nicole stava per addormentarsi tra le lenzuola bagnate.
Fu allora che sentimmo il clic della porta.
Ci voltammo.
E lì, sulla soglia, c’era Gis.
Bellissima, vestita solo di uno spolverino leggero, i capelli sciolti, lo sguardo che non lasciava scampo.
Ci guardò.
Guardò Nicole, nuda, col culo arrossato e le cosce sporche.
Poi guardò me.
E sorrise.
«Voi due siete impazziti,» disse entrando.
«Ma cazzo… quanto mi piacete così.»
Si slacciò lo spolverino.
Sotto non portava niente.
«Muoviti, stronzetta incinta… fammi spazio tra le tue gambe.
E tu… stai pronto. Perché stanotte voglio tutto. La figa. La bocca. E pure il culo.»
Nicole rise. Io no.
Io avevo già il cazzo duro di nuovo.
Il filo scoperto non si era mai spezzato.
Ora eravamo in tre a percorrerlo.
E nessuno, da quel momento, volle più tornare indietro.
⸻
Fine.
(…o solo l’inizio.)
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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