Prime Esperienze
La Brasiliana
Angel1965
22.04.2025 |
492 |
1
"E lui era lì, seduto per terra, le spalle contro il muro, il cazzo ancora duro, il cuore che batteva come un tamburo impazzito..."
Fame anticaLui la teneva per i fianchi, spingendo dentro di lei con forza, mentre la guardava nello specchio. I capelli scompigliati le coprivano parte del viso, ma gli occhi brillavano — provocazione pura.
«Vai mais fundo…» sussurrò lei, con la voce roca, graffiata dal desiderio.
Lui obbedì. Più fondo. Più duro. Più forte.
Ogni spinta faceva tremare il vetro; ogni colpo era un tuono che le faceva mordersi il labbro per non urlare.
Poi lei si scostò. Lo guardò un attimo. Gli afferrò il polso e lo trascinò in camera.
Lo spinse sul letto e salì su di lui senza dire una parola. Solo quel respiro che sapeva di fame antica, selvaggia.
Si calò lentamente, gemendo piano, prendendolo tutto dentro.
«Guarda…» disse, mentre si toccava con le dita.
E lui non riusciva a staccare gli occhi da quella scena.
La guardava dominare il ritmo, dettare le regole, stringere e sciogliersi sopra di lui.
Poi si piegò in avanti, i seni che sfioravano il suo petto, le labbra che cercavano le sue.
«Quero você todo…» mormorò, e si strinse ancora più forte.
Lui la prese per i glutei e ricominciò a muoversi dal basso.
I colpi si facevano più veloci, più sporchi. Le dita di lei che lo graffiavano; le sue che la stringevano con foga.
Erano due corpi in lotta, due lingue intrecciate, due fuochi accesi nella stessa stanza.
Vennero quasi insieme. Lei per prima, un grido soffocato contro la sua spalla.
Poi lui, dentro di lei, con un gemito gutturale che si perse nelle lenzuola.
Rimasero lì, intrecciati, ansimanti.
«Você é meu vício…» disse lei, con un sorriso malizioso.
Lui non rispose. Ma dentro di sé, lo sapeva già: era vero.
⸻
Capitolo 3 – Nome proibito
Quando lei si lasciò cadere sul divano, nuda e ancora tremante, sembrava una visione uscita da un sogno sporco.
Le gambe divaricate con disinvoltura, la pelle dorata ancora imperlata di sudore, il petto che si sollevava piano, come se ogni respiro fosse un invito.
Accese una sigaretta con lentezza, lo sguardo fisso su di lui, pieno di fuoco.
Era bella da far male.
E lui era lì, seduto per terra, le spalle contro il muro, il cazzo ancora duro, il cuore che batteva come un tamburo impazzito.
«Come ti chiami davvero?» le chiese con un filo di voce, mentre i suoi occhi si perdevano tra le sue cosce ancora lucide.
Lei sorrise con quella malizia che solo chi sa quanto vale può permettersi.
Fece un tiro lento, sensuale. Poi lasciò uscire il fumo tra le labbra socchiuse.
«Se te lo dico… poi mi vorrai ancora di più.»
«Troppo tardi per tirarti indietro.»
Lei si alzò. Nuda, regale, irresistibile.
Camminò fino a lui, con i fianchi che ondeggiavano come se danzasse solo per lui.
Si inginocchiò sopra le sue gambe, lo prese per il mento e lo guardò dritto negli occhi.
La sua voce fu un sussurro di velluto:
«Mi chiamo Alidiana. Ma tu puoi chiamarmi Ali.»
Quel nome gli scivolò dentro come un veleno dolce, come un marchio a fuoco. Ali.
Lo ripeté nella testa, come una parola sacra e proibita.
Lei lo baciò.
Un bacio lento, umido, profondo.
La sua lingua si muoveva come se volesse possederlo tutto, fino in fondo.
Poi si staccò, lasciandolo con il fiato mozzato e la voglia di strapparle di nuovo tutto di dosso.
Si alzò.
Si infilò lentamente le mutandine nere che aveva lasciato a terra, poi la maglietta — senza reggiseno — e i suoi seni ballarono lievemente mentre si piegava per sistemarsi i tacchi.
Ogni gesto era un invito. Una tortura.
Prima di uscire, si voltò sulla soglia, con un ghigno sfacciato stampato sul viso:
«Domani alle undici. Non farmi aspettare.»
Poi sparì.
E lui rimase lì.
Nudo. Il respiro ancora caldo del suo profumo.
Il cazzo ancora in tensione.
Il nome Ali che gli bruciava in gola come un desiderio che non si può spegnere.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore.
Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Commenti per La Brasiliana:

Discussioni sul pianeta Swinger e non solo...
