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Prezzo del desiderio


di Membro VIP di Annunci69.it Angel1965
05.02.2026    |    460    |    0 8.0
"» Si passò una mano sul pube rasato, poi gliela mostrò, le dita lucide dei loro liquidi misti..."
Nicole, Angelo e Marco sono intrappolati
in un gioco di potere e desiderio nel bagno.
Nicole, umiliata e eccitata, sfida Marco a
dimostrare il suo valore, mentre Angelo
controlla la situazione, proponendo atti
sempre più degradanti.
Il silenzio nel bagno era pesante come piombo, rotto solo dal gocciolio dell’acqua che scorreva ancora tiepida
sulla pelle sudata di Nicole. Lei ansimava, le gambe che tremavano appena, il corpo ancora scosso dall’orgasmo
che Angelo le aveva strappato con violenza prima di fermarsi di colpo, lasciandola vuota, bagnata e frustrata. Lo
sperma dello zio le colava lungo le cosce, mescolandosi all’acqua della doccia, e ogni goccia che scendeva le
ricordava quanto fosse vicina al piacere totale… prima che quel bastardo decidesse di negarglielo.
Marco era ancora lì, pietrificato sulla soglia, le mani strette a pugno lungo i fianchi, il respiro affannoso. Gli occhi
gli bruciavano, fissi sul corpo nudo di Nicole, sulle sue labbra gonfie per i morsi di Angelo, sui segni rossi che quel
cazzo di vecchio le aveva lasciato sui seni e sulle cosce. Ogni dettaglio era una coltellata, ma c’era qualcosa di
peggio del dolore: una pulsazione sorda nell’inguine, il sangue che gli affluiva al cazzo nonostante tutto,
tradendolo.
Angelo, appoggiato con noncuranza al muro della doccia, si passò una mano sul petto madido, il sorrisetto
crudele che non lo abbandonava nemmeno per un secondo. «Allora, Marco?» la sua voce era una lama affilata,
tagliente. «Ti piacciono le puttane insaziabili, eh? O preferisci guardare mentre qualcuno le scopa per bene?»
Fece un passo verso Nicole, afferrandole i capelli bagnati con forza, costringendola a inarcarsi all’indietro. Lei
gemette, il corpo che reagiva istintivamente, anche se la mente urlava per quella frustrazione bruciante tra le
gambe.
Nicole chiuse gli occhi per un istante, assaporando il dolore del tiraggio, poi li riaprì, fissando Marco con uno
sguardo che era una sfida aperta. «Vedi, amore?» la sua voce era un sussurro roco, carico di disprezzo e
desiderio. «Angelo sa come trattarmi. Sa che ho bisogno di essere riempita, sfondata, umiliata…» Si leccò le
labbra, lentamente, come se potesse ancora sentire il sapore dello sperma dello zio in bocca. «Tu invece… tu mi
guardi come un cagnolino bastonato.» Fece una pausa, poi aggiunse, con un sorrisetto che era pura malizia: «Ma
forse… forse puoi ancora servire a qualcosa.»
Marco sentì le ginocchia cedere quasi, ma si costrinse a restare in piedi. Il cazzo gli doleva, duro come pietra
contro la patta dei pantaloni, e odiava se stesso per questo. Odiava il modo in cui il suo corpo reagiva, odiava il
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fatto che, nonostante tutto, la vista di Nicole così… usata, così sudicia, lo facesse eccitare oltre ogni limite.
«C-che cosa… che cosa vuoi che faccia?» riuscì a dire, la voce rotta.
Nicole rise, una risata bassa e sensuale, mentre Angelo le lasciava andare i capelli solo per scivolare una mano tra
le sue gambe, le dita che si insinuavano tra le labbra della sua figa ancora gonfia e bagnata. «Mmm, senti come
sono fradicia, Marco» gemette lei, spingendo il bacino contro la mano dello zio. «Angelo mi ha lasciata così…
vuota. Disperata.» Gli occhi le brillavano, febbrili. «Ma se vuoi… puoi finire quello che ha iniziato.» Fece una
pausa drammatica, godendosi l’espressione sconvolta di Marco. «A una condizione.»
Marco deglutì, il cuore che gli martellava nel petto. «Quale?» chiese, anche se già sapeva che sarebbe stato
peggio di qualsiasi cosa potesse immaginare.
Nicole si staccò da Angelo, facendo un passo verso di lui, le mani che si posarono sui fianchi in una posa che era
pura provocazione. «Devi metterti in ginocchio» disse, la voce un ordine vellutato. «Davanti a me. Davanti a lui.»
Indicò Angelo con un cenno del mento, senza staccargli gli occhi di dosso. «E devi ammettere che non sei
all’altezza. Che sei solo un povero cornuto che non sa nemmeno come scolare una donna.» Si avvicinò ancora,
finché Marco poté sentire il calore del suo corpo, il profumo di sudore e sesso che emanava da lei. «E poi…»
continuò, abbassando la voce a un sussurro, «dovrai leccarmi la figa. Pulirmi tutto lo sperma di Angelo. Ogni
goccia.» Si passò una mano sul pube rasato, poi gliela mostrò, le dita lucide dei loro liquidi misti. «E dovrai
ringraziarmi. Ringraziarmi per averti concesso questo privilegio.»
Marco indietreggiò di un passo, come se quelle parole fossero uno schiaffo. Ma il suo cazzo pulsava, dolorante, e
sapeva che non avrebbe potuto resistere. Non con Nicole così vicina, così disponibile, anche se solo per
umiliarlo. «Sei… sei seria?» riuscì a dire, la voce poco più di un filo.
«Mai stata più seria in vita mia» rispose lei, poi si voltò verso Angelo, che osservava la scena con un sorrisetto
compiaciuto. «Zio… gli piacerà, vero? Vedere il suo fidanzatuccio strisciare ai nostri piedi come il vermiciattolo
che è.»
Angelo annuì, poi si avvicinò a Nicole, afferrandole un seno con forza, strizzando il capezzolo tra le dita finché lei
non gemette. «Oh, mi piace» disse, la voce profonda e minacciosa. «Mi piace un sacco. E sai una cosa, Nicole?»
Le morse il lobo dell’orecchio, facendola sobbalzare. «Penso che dovremmo fargli fare di più. Molto di più.»
Nicole ansimò, gli occhi che si velavano di nuovo di desiderio. «Tipo?» chiese, anche se sapeva già dove voleva
andare a parare lo zio.
Angelo la lasciò andare, poi fece un gesto verso Marco, che era ancora lì, paralizzato, il viso una maschera di
conflitti. «Tipo fargli leccare anche a me il cazzo» disse, senza mezzi termini. «Dopo che ti avrò rifilata di nuovo.
Così potrà assaggiare com’è il sapore di un vero uomo.» Fece una pausa, poi aggiunse, con un ghigno: «E poi…
poi decideremo se merita di fotterti. Magari mentre io gli tengo la testa giù, così può guardarti negli occhi
mentre ti scopa come il miserabile cornuto che è.»
Marco sentì lo stomaco chiudersi, ma il suo cazzo, traditore, pulsò ancora più forte. Nicole lo stava fissando, gli
occhi che brillavano di eccitazione malata. «Allora, amore?» chiese, la voce un misto di sfida e supplica. «Sei
pronto a dimostrarmi che vali qualcosa? O preferisci scappare con la coda tra le gambe, come al solito?»
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Il silenzio che seguì fu carico di tensione. Marco sapeva che, qualunque cosa avesse scelto, nulla sarebbe più
stato come prima. Ma quando Nicole fece un altro passo verso di lui, le dita che si insinuavano tra le labbra della
sua figa, raccogliendo lo sperma di Angelo e portandolo alla bocca con un gemito, sapeva anche che non aveva
scelta.
Non quando il suo corpo urlava per lei.
Non quando l’umiliazione era l’unica cosa che poteva ancora dargli accesso a quel paradiso proibito.
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