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Prime Esperienze

Aurora – La puttanella della porta accanto


di Membro VIP di Annunci69.it Angel1965
09.07.2025    |    1.070    |    0 8.7
"La sua lingua calda lambiva il mio culo ancora pulsante, mentre le dita affondavano dentro, scavando piacere..."
Parte 1 – Quella sera d’estate

Era una di quelle sere afose, in cui anche il silenzio suda.
Stavo sul divano, in boxer, con una birra mezza calda in mano, quando bussò alla porta.

Aurora.

Canottiera bianca senza reggiseno, capezzoli tesi sotto il cotone leggero.
Shorts inguinali. Sorriso da brivido.

«Ti va una compagnia… sporca?»

Non risposi. Le feci solo cenno di entrare.

Si tolse le ciabatte, poi salì sul divano, a cavalcioni su di me.
Il suo culo, sodo e giovane, si strusciava sul mio cazzo già teso sotto il boxer.
La sua voce fu un sussurro umido all’orecchio:

«Lo senti, vero? La mia fica è già bagnata…»

Le mani mi afferrarono forte. Strappò il boxer con rabbia.
Il mio cazzo uscì libero, duro e assetato.
Si abbassò gli shorts. Sotto, nulla.

La sua fica era liscia, calda, pulsante.

Si sedette sopra di me, lentamente, gemendo.
«Mmm… così… sì… me lo sento in gola…»

Iniziò a scoparmi lei. Selvaggia, affamata, vent’anni di pura voglia.
Io la prendevo per i fianchi, ma era lei a condurre quel ballo sudato e sporco.
Ogni spinta era una dichiarazione: una puttanella vera.
E io… non volevo più nessun’altra.



Parte 2 – Il gioco proibito

Aurora non si accontentava mai.
Quella sera prese un piccolo oggetto dalla borsa: un plug di silicone nero, liscio, freddo.

«Ti piace il rischio? Voglio sentirti dentro… fino a scoppiare.»

Mi fece sdraiare sul letto. Iniziò a giocare col mio cazzo, intrecciando bocca, lingua e mani.
Poi prese il plug, lo lubrificò con cura, e mi ordinò, con un sussurro eccitato:

«Rilassati… adesso ti apro io.»

Sentii il gelo del silicone scivolare nel mio culo, un piacere nuovo, misto a fastidio.
Lei mi guardava negli occhi, provocante, pronta a spingere il gioco oltre.

Si mise sopra di me di nuovo, la fica bagnata che stringeva, il culo che si muoveva lento.
Il plug dentro amplificava ogni sensazione.
Ogni spinta era doppia, più profonda, più sporca.

«Voglio vederti perdere il controllo», mi sussurrò mentre ansimava.

Il piacere esplose.
Ci travolse come una tempesta.
Un urlo di cazzo, culo, fica e desiderio senza fine.



Parte 3 – La bocca infinita del piacere

Aurora si sdraiò sul letto, ancora accesa.
Ma in quella notte non c’era solo lei.

C’era Angelo.

Il mio vicino. Il mio amante. La sua bocca… il mio inferno e il mio paradiso.

Scivolò tra le lenzuola.
La sua lingua calda lambiva il mio culo ancora pulsante, mentre le dita affondavano dentro, scavando piacere.
La sua bocca si fece vorace, affamata, senza freni.

Il suo cazzo cresceva tra le mie mani, ma era la sua lingua che mi faceva tremare.
Mi succhiava, mi mordicchiava, scivolava sulla fica come se volesse divorarmi.
E io urlavo. Godevo.

«Urlami, voglio sentire la tua voce di puttanella…»

Lo feci.
Persa nel vortice di cazzo, culo, fica e piacere.
La bocca infinita di Angelo era tutto.



Parte 4 – L’orgasmo pauroso

Quella notte si trasformò in delirio.

Aurora era un uragano di voglia.
Angelo la prendeva con forza, la dominava, la spingeva oltre ogni limite.
Il plug era ancora lì, a ricordarci quanto eravamo suoi.

Lei si piegava, gemeva, si offriva.
Io la prendevo da dietro, le mani strette sui fianchi, la bocca persa tra le sue urla.

«Fammi sentire tutto, cazzo, voglio il tuo piacere più vero.»

Affondai.

Il suo culo si apriva, la fica stringeva.
La tensione saliva, cresceva, diventava insostenibile.

«Sto per venire…», urlò.

Ed esplose.

Un orgasmo pauroso.
Un grido lacerante, un corpo che si irrigidiva e tremava.
Io venni subito dopo, bagnandola tutta, segnando la fine di una notte che non avremmo mai dimenticato.



Epilogo – L’eterno desiderio

Aurora e Angelo.

Vent’anni di differenza, ma nessuna distanza.
Due corpi uniti da un’unica lingua: cazzo, fica e culo.

Lei, la puttanella della porta accanto.
Lui, il padrone maturo e insaziabile.

Ogni orgasmo era una promessa.
Ogni giorno, un’attesa.
Ogni notte, una nuova trasgressione.

Non avevano bisogno di altro.

Solo voglia.
Solo carne.
Solo piacere.
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