incesto
“Proprietà Privata – Marchiata per Sempre”
Angel1965
30.07.2025 |
5.641 |
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TERZO ROUND – IL DOPPIO DAVANTI ALLO SPECCHIO
Il giorno dopo, Nicole era già lì..."
PrefazioneC’è un punto in cui il sesso smette di essere gioco e diventa bisogno. Quando il corpo che hai di fronte non è più solo carne, ma uno specchio dei tuoi istinti più violenti, più oscuri, più veri. Nicole era tutto questo. E io ero il suo destino. Crudo. Sporco. Senza via d’uscita.
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PRIMO ROUND – LA PRIMA PRESA
La trovai come l’avevo lasciata: nuda sul letto, gambe aperte, dita che già giocavano con la sua figa lucida.
— «Stavi aspettando me?»
— «Sempre… non riesco più a smettere di toccarmi da quando mi hai sfondata ieri sera.»
Le tolsi le mani.
— «Da adesso ci penso io. E sarà peggio.»
— «Voglio che sia peggio. Fammi male. Fammi venire mentre piango.»
La presi per i capelli e le girai il viso. Le infilai due dita in bocca, poi subito dentro la figa.
Bagnata. Calda. Spalancata.
— «Guarda come sei messa. Sei la mia troia.»
— «Sono la tua rovina. Fammi tua. Rovinami di nuovo.»
Entrai con il cazzo tutto dentro, un colpo secco e profondo.
Nicole urlò. Mi graffiò la schiena.
— «Sì! Ancora! Più forte, cazzo! Più forte!»
Ogni spinta la faceva saltare sul materasso. Le sue tette ondeggiavano, il viso sporco di saliva, il suo culo si alzava sempre di più, come a chiedere più dolore, più piacere, più tutto.
— «Questa figa è mia. Solo mia. Nessuno la tocca.»
— «Mai. Nessuno. Voglio solo il tuo cazzo. Sempre. Dappertutto.»
Venni dentro di lei. Forte. Profondo.
Le tenni le gambe aperte mentre colava fuori, poi glielo spalmai sulle labbra della figa.
— «Lo senti? Sei mia dentro e fuori.»
— «Non voglio essere più niente. Solo tua puttana.»
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SECONDO ROUND – SENZA FRENI
Non era finita. Non poteva finire lì.
Nicole era a quattro zampe, il sedere alto, la figa gocciolante, il buco del culo che sembrava implorare attenzione.
Mi inginocchiai dietro e iniziai a leccarla.
Tutta.
Dal fondo della figa fino all’ano, che si apriva a ogni passata di lingua.
— «Aprimi il culo… fammi sentire il tuo cazzo anche lì…»
— «Te lo sei guadagnato. Sei abbastanza sporca.»
Le infilai un dito in culo, poi due, poi il cazzo.
La figa le pulsava.
Lei si mordeva il cuscino per non urlare.
— «Tutto… dentro tutto… non lasciare fuori nulla…»
Spingevo profondo, ogni colpo le faceva schioccare le chiappe contro il bacino.
Le afferrai i capelli, le tirai indietro la testa.
— «Ti piace farti riempire così, puttana?»
— «Sì… sborra nel mio culo… voglio goderci col tuo seme dentro…»
La sentii stringersi, tremare. Poi esplodere.
— «Sto squirtando! Sto venendo anche con il culo pieno!»
La figa le esplose in uno spruzzo caldo, bagnando tutto il letto.
Venni subito dopo. Tutto dentro. Poi glielo feci colare giù lungo la coscia.
— «Domani ti voglio davanti allo specchio. A guardarti mentre ti distruggo.»
— «Guarderò tutto. Voglio vedermi diventare tua. Completamente.»
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TERZO ROUND – IL DOPPIO DAVANTI ALLO SPECCHIO
Il giorno dopo, Nicole era già lì.
In bagno. In ginocchio.
Truccata da troia, nuda, con la figa rasata e il culo pronto.
Lo specchio davanti. Tutto pronto.
— «Voglio vederti mentre mi fai tua. Voglio guardarmi negli occhi mentre mi apri la figa e il culo insieme.»
Mi si rizzò subito.
Le infilai un dito in bocca, poi nel culo.
Due dita in figa. Poi la lingua sulla schiena.
Il suo corpo tremava.
— «Voglio il doppio, Angelo. Voglio il cazzo e le dita. Voglio sborra ovunque. Sulla lingua, in culo, in figa, sullo specchio. Fammi diventare tua puttana a tempo pieno.»
La presi da dietro, guardando lo specchio. Il mio cazzo le apriva il culo, le dita frugavano dentro la figa.
Lei gemeva. Urlava. Piangeva. E sorrideva.
— «Sì! Così! Spingimi tutto! Fammi venire davanti a me stessa!»
— «Guarda quanto sei troia… guarda come squirtavi mentre te lo infilavo tutto…»
La feci esplodere. Letteralmente.
Squirtò ovunque, sullo specchio, sul pavimento, sulle gambe.
Io venni sulla sua schiena, poi in bocca, poi ancora nel culo.
Le tenni la testa mentre deglutiva.
— «Tutta tua. Non voglio essere altro. Non posso più tornare indietro.»
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Epilogo: In attesa della prossima rovina
Nicole restò lì, in ginocchio.
Il corpo segnato. Il trucco colato. Le gambe tremanti. La bocca sporca. Il culo aperto.
Io la guardavo. Lei sorrideva.
— «Domani? Di nuovo?»
— «Sì. Ma domani… ti porto fuori. In un club. Davanti a tutti. Ti voglio mostrare. Usare. Offrire.»
Lei si leccò le labbra.
— «Lo voglio. Fammi diventare la tua rovina pubblica.»
E non avevo più dubbi: Nicole non era una ragazza.
Era un vizio.
Un culto.
Un’abitudine sporca che non volevo lasciare.
E la prossima volta… sarebbe stato ancora peggio.
Fine. (Per ora)
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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