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Prime Esperienze

L anello lucicante


di Membro VIP di Annunci69.it Angel1965
09.01.2026    |    803    |    1 8.7
"«Senti come è facile infilarle il cazzo nel culo» continuò Angelo, respiro corto, voce più rauca..."
Angelo, Nicole e Nina si ritrovano in un
gioco di dominazione e umiliazione. Nina,
costretta a servire due padroni, viene
penetrata e umiliata mentre lecca i piedi di
Nicole, raggiungendo l'orgasmo in un
vortice di piacere e disprezzo.
Angelo si tolse lentamente da Nicole, il cui corpo rabbrividì ancora per gli ultimi tremiti dell’orgasmo. Il respiro di
Nina si udiva fievole, quasi un ululato trattenuto; aveva finito di leccare le ultime gocce di sperma dal lenzuolo,
ma la lingua le si muoveva ancora per istinto, come se non riuscisse a staccarsi da quel sapore salmastro di sborra
e pelle.
«In piedi, cagnetta» ordinò Angelo, afferrandole una ciocca di capelli e tirando su con decisione. Nina si rialzò
goffamente, le ginocchia arrossate, il viso lucido di umidità. «Ora sposti il gioco. Voglio vedere quanto ti piace
servire due padroni quando diventa davvero complicato.»
Nicole, ancora stirata sul letto, lo guardò con un mezzo sorriso compiaciuto. «Che combini, nonno?»
«Tu stai zitta e ti fai legare» replicò Angelo, porgendo a Nina due lunghe cinghie di cuio reperite nel cassetto
della testata. «Legale polsi e caviglie ai pali. Fallo bene, strette. Se riesce a muoversi anche solo un centimetro ti
frusto le tette.»
Nina annuì, le dita tremanti per l’eccitazione. Avvicinò le cinghie al corpo di Nicole, passò la pelle intorno ai polsi
delicati, strinse con un nodo robusto, poi si spostò ai piedi. Il profumo dei piedi di Nicole – pelle calda, traccia di
saliva sua, un retrogusto di siero sessuale – le riempì le narici, facendole tremare le mani. Quando terminò, la
nipote di Angelo giaceva a stella, immobilizzata, il torace che si sollevava rapido.
Angelo si piazzò dietro Nina, le mani sui fianchi, e la costrinse a piegarsi in avanti finché il petto non toccò il
materasso, tra le gambe spalancate di Nicole. «Perfetto. Ora lecchile i piedi… e stavolta non saltare neanche
un’alluce, schiava.»
Nina si chinò. La distanza le costrinse allungare la lingua; la prima strisciata partì dalla pianta sinistra, lenta,
umida, calda. Nicole trattenne il respiro, il leggero contatto elettrico la fece irrigidire. «Così…» mormorò,
«continua, troietta.»
Contemporaneamente, Angelo si abbassò la lampo, estrasse il cazzo ancora semi-turgido, lo strofinò contro le
natiche di Nina. Il culo della ragazza era ancora dilatato, l’anello scuro brillava di lubrificante residuo e sperma.
Un odore forte di sesso anale montò nell’aria – misto al tanfo di pelle bollente e pube ancora umido. Angelo
inspirò quel bouquet, gli occhi spenti di disprezzo.
«Guarda un po’…» imprecò, premendo il glande contro l’orifizio, che cedette subito, accolgendolo fino a meta in
un solo spostamento lento. «Troppo facile. Il tuo culo è come una bocca affamata, pronto a inghiottire. Non hai
nemmeno bisogno di essere aperto, vero?»
Nina emise un gemito rotto, la voce vibrava contro la pelle del piede di Nicole. Le dita della nipote si torsero
nelle cinghie mentre il calore della lingua saliva sui suoi polpastrelli. «Lecca, puttana» sussurrò Nicole, «non ti ho
ancora dato il permesso di fermarti.»
Angelo affondò del tutto, poi si fermò, godendo del calore che avvolgeva l’asta. Con le mani aperte sulle
chiappe, le tenne divaricate – la vagina di Nina, ancora più umida, colava sulle sue ginocchia. «Sei così bagnata
che goccioli sul pavimento» la derise. «Che spettacolo patetico: una cagna che gode mentre scopa il culo per il
piacere di altri.»
Nina strinse gli occhi, leccando con la punta tra il secondo e il terzo dito, poi aprì la bocca e ci infilò dentro tutte
le dita, succhiando forte, facendo schioccare la saliva. Il sapore salato della pelle, il retrogusto del proprio sudore
le facevano pulsare il clitoride. Ogni volta che Angelo ritraeva il cazzo, lei sentiva l’anello tremolare, il vuoto che
si richiudeva lasciando una scia di bruciore dolce.
«Tiri fuori il culo per me, troia» continuò Angelo, cominciando movimenti regolari, lenti. «Fai vedere alla tua
padrona quanto ti piace offrirti.»
Nina obbedì, sporgendo indietro il bacino, accogliendo ogni penetrazione con un sospiro tremolante. Le guance
le bruciarono per l’umiliazione, eppure il piacere le saliva alla gola come un fiume in piena. Sentiva la fica
pulsante, il desiderio di toccarsi, ma non osava: le mani erano troppo occupate a tenere i polsi di Nicole, come
per non cadere.
«Guardala, Nicole» disse Angelo, tirando fuori l’asta fino in fondo per poi rislittare dentro con un colpo secco
che fece sobbalzare Nina. «La tua amichetta ha l’orgasmo dipinto sul volto solo perché le sto sfondando il culo.
Che parvenza ridicola.»
Nicole rise, tirando le cinghie per sollevarsi appena. «È una vera cagna da passeggio, nonno. Forse dovremmo
portarla fuori, farla leccare ai tuoi amici.»
«Magari» borbottò lui, aumentando il ritmo. Le natiche di Nina si chiudevano e si riaprivano ad ogni piega, il
buco arrossato brillava, sfavillava di lubrificante. Un odore forte di sesso anale e umori caldi stagnava fra i tre
corpi, rendendo l’aria quasi solida.
Con una mano Angelo afferrò la nuca di Nina, spingendole il viso contro i piedi di Nicole; con l’altra diede un
manrovescio secco sul fianco destro, lasciando un’impronta rosa. «Lecca, cane. Mostrale che i tuoi umori non
valgono nulla, che servi solo a pulire i piedi e a raccogliere sborra.»

Nina obbedì, la lingua si mosse in frustate piccole, umide, passando sotto la pianta, tra le falangi, intorno alla
caviglia, risaliva, scendeva, leccava perfino la callosità sul tallone. Ogni volta che succhiava un dito, un suono
umido saliva nell’aria misto ai colpi secchi del cazzo che andava e veniva nel suo culo.
«Senti come è facile infilarle il cazzo nel culo» continuò Angelo, respiro corto, voce più rauca. «Ti apro un
secondo buco e non fai nemmeno fatica a tenerlo dentro. Sei nata per essere doppiata, stracciona.»
Nina mugolò, il ventre le si contraeva spasmodicamente, un calore pre-orgasmico le saliva dalla fica fino alla gola.
Le si annebbiò la vista, ma non rallentò la lingua; continuava a leccare, adorare, lambire lo spazio tra un dito e
l’altro, come il gatto che non smette di bere latte.
Angelo sentì le palle stringersi; premette un pollice sul margine dell’ano, stimolando la ragazza dall’esterno
mentre spingeva più forte, più a fondo. Il culo di Nina appariva quasi riflettere la luce, era così ricoperto di
sperma e lubrificante che sembrava lucido di unto apposta.
«Guarda in camera» sibilò all’improvviso, indicando lo specchio sopra la cassettiera. «Guarda la tua faccia mentre
ti scopo. Guarda che espressione patetica hai quando il tuo corpo ti tradisce e gode per me.»
Nina alzò gli occhi. Vide se stessa piegata, la bocca appoggiata al piede di Nicole, gli zigomi lucidi di saliva, gli
occhi lucidi, il seno che dondola a ogni colpo. Vide il culo offerto, il cazzo di Angelo che scompariva e riappariva
in quel buco familiare. Un brivido di umiliazione e desiderio la percorse: non riuscì a distogliere lo sguardo, si
sentì precipitare in un baratro di lussuria.
«Toccati» ordinò Angelo, intuendo l’imminenza del climax. «Un dito soltanto, dentro la fica. Niente di più.
Voglio sentirti venire come una puttana legata a un palo.»
Nina spostò una mano tremante, infilò il medio tra le pieghe umide, lo ritirò subito bagnato, poi lo riappoggiò sul
clitoride, sfregando in cerchio rapido. Due, tre colpi di cazzo ben assestati, e il suo corpo si spense: la folla calda
le esplose nell’addome, le ginocchia cedettero, l’unica cosa che la teneva fu la presa di Angelo sui fianchi. Prima
ancora che il vagito uscisse, lo sentì venire dentro di lei: un getto caldo che si diffuse nell’intestino, riempiendo il
suo buco di sperma nuovo.
Nicole, eccitata dall’onda di piacere riflessa, si contorse nelle cinghie, il piede che si tese contro la lingua di Nina.
«Brava, troietta… adesso pulisci anche il mio piede del tuo schifo.»
Angelo rimase dentro finché l’ultima pulsazione non si spense, poi si ritrasse lentamente. Il culo di Nina restò
aperto un secondo, un anello luccicante che mostrava il bianco denso appena immesso, prima di richiudersi a
metà, come una bocca sazia. Un odore ancora più accentuato di sperma bruciato e pelle voluttuosa pervase la
stanza.
Nina crollò in avanti, la guancia sulle dita dei piedi di Nicole, il respiro spezzato. Il cuore le batteva talmente
forte da sembrarle fuori dal petto, eppure un sorriso impercettibile le incurvò le labbra: era servita, era stata
usata, era diventata il centro di quel ritmo perverso, e il sapore dei piedi di Nicole, misto alla densità del seme
che le colava ancora dal culo, le sembrava il premio più dolce.

Angelo si rialzò, diede una pacca secca sui glutei di Nina, facendo ondeggiare la carne. «Bene, cagnetta. Adesso
riposa cinque minuti, poi pulirai il letto, il pavimento, e ti metterai in ginocchio per il prossimo giro.»
Nina annuì, troppo stanca per parlare. Il suo corpo vibrava ancora per l’eco dell’orgasmo e per la consapevolezza
che, in quel giro, lei era il fulcro… e, nonostante il disprezzo di Angelo, non avrebbe mai desiderato altro che
esserlo ancora.
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