tradimenti
🔥 Li Mei – L’inizio della fine 🔥
Angel1965
09.04.2025 |
444 |
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"«Guarda cosa ti sei perso per anni con quella donna fredda…» sibilò, cavalcandolo più forte..."
Marco non dormiva più.
Ogni notte pensava a lei. A come lo prendeva. A come lo faceva sentire.
Sua moglie era diventata un’ombra. La sua vita una farsa.
Eppure, sapeva che stava giocando col fuoco.
Troppi messaggi cancellati. Troppe bugie mal confezionate.
Quella sera, Li Mei gli aveva scritto un messaggio secco:
“Stanotte. Hotel Asia, stanza 304.
Se non vieni… è finita.”
Non esitò.
Alle 22 era già lì. L’hotel era discreto, luci basse e l’odore di gelsomino nell’aria.
Ma appena varcò la porta della stanza, capì che quella non sarebbe stata una semplice scopata.
Lei lo stava aspettando.
In piedi accanto al letto.
Indosso solo una giarrettiera rossa, tacchi alti.
Una pistola giocattolo sul comodino.
Un gioco erotico? Un avvertimento?
Marco non sapeva più distinguere.
Li Mei parlò, avvicinandosi lentamente.
«Lo sai che tua moglie mi ha scritto?»
Marco la fissò, paralizzato.
«Ha visto un messaggio che non hai cancellato bene… Mi ha chiesto chi sono.»
Il gelo.
«Le… le hai detto la verità?» balbettò lui.
Lei sorrise. Gli mise un dito sulle labbra.
«Tranquillo. Le ho detto che sono una prostituta. Una che paghi ogni tanto.»
Lo baciò.
Un bacio feroce. Profondo.
Sapeva di minaccia e desiderio insieme.
Poi sussurrò contro la sua bocca:
«Ora dimostrami quanto vali.
Forse è l’ultima volta.»
Lo spinse sul letto con forza. Gli salì sopra.
Strappò la camicia, gli aprì i pantaloni, lo trovò già duro.
Lo guardò con un ghigno sporco.
«Non mi interessa quanto sei spaventato…
Voglio scoparti come se fossi la tua punizione.»
Se lo infilò dentro lentamente, un gemito gutturale le uscì dalle labbra.
Cominciò a muoversi. Lenta. Violenta.
Le unghie affondate nel petto di lui.
«Guarda cosa ti sei perso per anni con quella donna fredda…» sibilò, cavalcandolo più forte.
Marco gemette, la prese per i capelli, la fece girare.
La inchiodò al materasso, la prese da dietro con rabbia.
Il suono dei corpi che si sbattevano, il letto che cigolava impazzito.
«Sei una puttana, Li Mei…» mormorò lui, ansimando.
«Sì!» gridò lei. «E sono la tua!
Scopami forte… fallo ora… vienimi dentro!»
Lui spinse più forte.
Le mani strette sui fianchi.
Lei si toccava con una mano sotto.
Gemiti. Urla. Sudore.
I colpi diventavano sempre più profondi. Più sporchi.
Marco sentì il suo corpo tremare, stringersi intorno al suo.
Li Mei gridò il suo nome.
Poi venne. Di nuovo.
Lui esplose dentro di lei.
Fino in fondo. Urlando. Tremando.
Silenzio.
Solo i respiri affannati nella stanza.
Il sudore. Il sesso. La fine.
Li Mei si voltò. Lo baciò piano.
Poi lo guardò seria. Fredda.
«Ora vai. Se resti, finisce male per tutti.»
Marco si rivestì in fretta. Non disse una parola.
Uscì dalla stanza in silenzio.
Ma sapeva che non era davvero un addio.
Perché certe donne… ti restano dentro.
E tu non esci più.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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