tradimenti
LA VICINA IN CALORE
Angel1965
06.08.2025 |
5.650 |
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"Una mattina gli offrii il piacere davanti al suo sguardo, e lei gli ordinò:
— «Bacialo..."
Lui usciva sempre puntuale.
Ore 7:30. Furgone bianco, tuta da lavoro, chiave che gira nella toppa, portone che sbatte.
E io, immancabilmente, mi affacciavo alla finestra.
Claudia mi osservava da tempo con quegli sguardi provocanti e maliziosi. All’inizio erano solo veloci scambi di sguardi, poi un cenno con la mano, fino al reggiseno dimenticato… o forse mai indossato. Fino al giorno in cui tutto cambiò.
Quel mattino si presentò alla finestra indossando solo una canotta aderente e un perizoma nero che le delineava perfettamente le curve.
— «Fa caldo, vicino?» — sussurrò, mordendosi il labbro inferiore.
— «Sì… ma credo che tu ne abbia più di me.»
— «Vieni, ti offro un caffè.»
Entrai e lei chiuse a chiave. Il silenzio era rotto solo dai nostri respiri affannosi. Il suo profumo mi colpì come un’onda: sensualità pura e desiderio incontrollato.
— «Da quanto tempo guardi il mio sedere?»
— «Da mesi.»
— «E la mia intimità?»
Si sedette sul tavolo, aprendo le gambe senza nascondere nulla. Era liscia, perfetta, illuminata dal desiderio.
— «Vedi? Sto già rispondendo da sola, solo a pensarti. Sto tradendo mio marito.»
Le donai tutto me stesso con la lingua, senza fretta, con passione. Lei si aggrappò ai miei capelli, gemeva forte, ignorando tutto intorno.
— «Sì… così… fammi perdere il controllo… fammi sentire ogni attimo…»
E lo fece. Un getto caldo, intenso, che la fece tremare.
Mi slacciai i pantaloni e le offrii il mio piacere. Lei lo accolse con voracità, senza esitazioni. Poi si voltò, posizionandosi a quattro sul tavolo, guardandomi con occhi pieni di voglia.
— «Prendimi come vuoi. Dentro di me. Fammi sentire tua.»
La penetravo prima dolcemente, poi con intensità crescente. Lei gemeva, urlava, si accarezzava mentre io la possedevo senza riserve.
— «Ti piace?»
— «Sì… sono tua. Fai di me ciò che vuoi.»
Esplosi dentro di lei, poi lei raggiunse nuovamente il culmine, sprigionando tutto il suo piacere.
Rimanemmo così, nudi, sudati, avvolti dal desiderio appagato, a sorridere complici. Era solo l’inizio.
⸻
Il giorno dopo, Claudia mi aprì la porta, completamente nuda.
— «Il caffè è ancora caldo. Ma oggi… voglio farci l’amore sul divano. E filmarci.»
⸻
Finale – Il Cornuto e il Maziato
Era solo questione di tempo prima che il marito cominciasse a sospettare. Ma Claudia lo desiderava così: voleva essere scoperta, umiliata, liberata.
Lei organizzò tutto.
— «Domani mattina lascia la porta socchiusa. Lui finisce il turno prima. Voglio che ci trovi. Voglio che veda chi scopa sua moglie.»
Alle 7:50 ero già dentro di lei, nuda sul tavolo. Le leccavo con passione, la facevo gemere. La prendevo in bocca fino a farla tremare. Le colpivo il sedere mentre si specchiava, fiera e provocante.
Alle 8:07 la porta si aprì.
Lui, il marito, rimase immobile.
Claudia non si voltò. Anzi, si mise a cavalcarmi, muovendo il bacino con sicurezza.
— «Guarda, amore… vedi come il tuo vicino mi fa sentire. Il desiderio che nascondevo mentre tu dormivi.»
Lui si paralizzò, provò a parlare, ma Claudia fu più veloce.
Prese la cintura appoggiata alla sedia e gliela scagliò addosso.
— «Vai via. Oppure resta a guardare. Ma da oggi io appartengo a lui. E tu… pulirai ogni goccia.»
Rimase lì, muto, umiliato.
Io la presi di nuovo, davanti a lui, mentre lei urlava:
— «Sto venendo… con te dentro… e lui che guarda… cornuto e maziato.»
⸻
Epilogo – Il Cucchiaio del Cornuto
Da quel giorno il marito divenne parte dello spettacolo. Claudia gli tolse le chiavi di casa. Poteva entrare solo quando glielo concedevamo noi.
Si inginocchiava, puliva, osservava, leccava ogni traccia.
Una mattina gli offrii il piacere davanti al suo sguardo, e lei gli ordinò:
— «Bacialo. Ringrazialo. È lui l’uomo di casa ora.»
E lui lo fece, con le lacrime agli occhi.
Da allora, ogni mattina, Claudia mi manda un messaggio:
“È uscito. Sono pronta. Vieni a farmi tua.”
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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