Gay & Bisex
Notte Proibita a Centrale
Angel1965
04.10.2025 |
4.151 |
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Epilogo:
Uscimmo dai bagni con il fiato corto e i corpi ancora pulsanti di piacere..."
Prologo:Milano di sera era un brulicare di luci al neon e passi frettolosi. Io, sessantenne con la voglia ancora ardente, mi aggiravo tra la folla senza immaginare che quella notte mi avrebbe portato un incontro indimenticabile.
Lui, venticinquenne, alto, muscoloso e con un cazzo enorme che prometteva piacere e dominio, mi notò subito. Uno sguardo carico di desiderio, un sorriso complice e l’adrenalina del proibito: era tutto ciò che serviva per scatenare la trasgressione.
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Racconto:
Mi afferrò per la vita e mi trascinò verso i bagni meno frequentati, lontano da occhi curiosi. Il freddo delle piastrelle contrastava incredibilmente con il calore che sentivo crescere tra le nostre gambe.
Ci baciammo con urgenza, lingue che si intrecciavano, mani che esploravano fianchi, glutei e spalle. Sentii il suo cazzo premere contro il mio culo e un brivido mi attraversò. “Voglio sentirti tutto dentro,” sussurrai, e lui sorrise, pronto a soddisfare ogni mio desiderio.
Iniziò lentamente a penetrare il mio culo. Il dolore iniziale si trasformò in piacere, un brivido intenso che mi fece gemere senza controllo. Ogni sua spinta era potente, piena, perfetta per me: sentivo ogni centimetro del suo cazzo enorme dentro di me, un misto di piacere e dolore che mi eccitava come mai prima.
Il ritmo si fece frenetico: lo afferravo per i fianchi, il mio culo si muoveva all’unisono con il suo, le mani correvano sul suo petto muscoloso, sui glutei e lungo le cosce. I gemiti rimbalzavano tra le piastrelle fredde del bagno, ogni colpo più intenso, ogni spinta più profonda. La voglia di sentirlo dentro di me fino in fondo era irresistibile.
“Più forte… più dentro,” ansimai, e lui obbedì con passione. Sentii il piacere crescere, l’eccitazione che mi faceva tremare, ogni gemito che esplodeva in aria come un’eco proibita. Ci alternavamo tra spinta e tiro, respiro corto e urla soffocate, fino a quando entrambi eravamo completamente persi nell’estasi.
Poi arrivò il climax: la sborra esplose dentro di me, calda e intensa, e io gemetti mentre il piacere mi travolgeva completamente. I nostri corpi tremavano insieme, ancora stretti, i cuori che battevano all’impazzata. Il dolore era ormai diventato piacere assoluto, un ricordo indelebile del nostro gioco proibito.
Ancora ansimanti, ci guardammo negli occhi: il desiderio non si era spento, il ricordo della trasgressione era scolpito dentro di noi. Il bagno della Stazione Centrale, luogo di routine e fretta, aveva custodito il nostro segreto, un momento di piacere intenso e assoluto.
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Epilogo:
Uscimmo dai bagni con il fiato corto e i corpi ancora pulsanti di piacere. La Milano notturna sembrava normale, ma dentro di noi ardeva il ricordo della trasgressione e dell’estasi condivisa.
Quella notte ci aveva resi complici, vivi, liberi e intensamente presenti l’uno per l’altro. Una trasgressione breve, ma così intensa da lasciare un segno indelebile, pronta a farci tremare ogni volta che l’avremmo ricordata.
Milano custodiva il nostro segreto: due uomini, un bagno appartato e il piacere proibito, un incontro che nessuno avrebbe potuto immaginare… e che noi avremmo continuato a rivivere nella memoria e nel desiderio, ancora e ancora.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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