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orge

Vortice di carne e desiderio


di Membro VIP di Annunci69.it Angel1965
05.04.2026    |    339    |    0 6.0
"Angelo aumentò il ritmo, i fianchi che battevano contro il culo di Aurora con colpi secchi, il cazzo che le dilatava l’ano fino a farle vedere le stelle..."
Angelo domina la scena, penetrando
Jolanda e Aurora in un vortice di piacere e
dolore. Aurora, obbediente, lecca Jolanda
mentre viene riempita da Angelo, e Chanel
si unisce, creando un coro di carne e
desiderio.
I colpi di Angelo si facevano sempre più decisi, le dita affondate nei fianchi di Jolanda mentre la penetrava nel
culo con una lentezza calcolata, quasi sadica. Ogni affondo faceva tremare le cosce della ragazza, i muscoli
dell’ano che si stringevano attorno al suo cazzo spesso, come se volessero trattenerlo anche quando si ritraeva.
La pelle di Jolanda luccicava di sudore, le labbra socchiuse in un gemito continuo, le mani aggrappate alle
lenzuola come se cercasse un appiglio in quel mare di sensazioni che la travolgevano.
Aurora, in ginocchio davanti a loro, aveva la bocca stretta attorno all’asta di Angelo, la lingua che lavorava la
punta gonfia ogni volta che lui si ritraeva da Jolanda. Il sapore salmastro del pre-sperma le inondava la lingua,
denso e caldo, e a ogni leccata sentiva il cazzo pulsare tra le labbra, come se stesse per esplodere. Le mani le
tremavano sulle cosce di Angelo, le unghie che affondavano nella carne mentre cercava di prendere più a fondo
quel membro che le riempiva la gola. I suoni umidi dei suoi colpi di lingua si mescolavano ai gemiti strozzati di
Jolanda, ai respiri affannosi di Chanel—che osservava la scena con le dita già affondate nella sua figa fradicia—e
al ritmo costante dei fianchi di Angelo che battevano contro il culo di Jolanda.
Poi, all’improvviso, Angelo le afferrò i capelli.
Aurora emise un verso soffocato quando le dita di lui si strinsero nella sua chioma bionda, tirandola indietro con
un movimento secco. Il cazzo le sfuggì dalla bocca con un pop umido, una scia di saliva che collegava ancora le
sue labbra alla punta lucida. Non ebbe nemmeno il tempo di leccarsi le labbra che già la voce roca di Angelo le
ordinava: "Girati. Carponi. Adesso."
Il tono non ammetteva repliche. Aurora obbedì all’istante, il corpo che si muoveva come se fosse stato
programmato per ubbidire a quel comando. Si voltò, le ginocchia che affondavano nel materasso accanto a
Jolanda, le mani che si piantavano nelle lenzuola per sostenersi. Il culo alto, esposto, già bagnato dalla sua stessa
eccitazione, tremava in attesa. Non doveva nemmeno chiedere cosa volesse da lei—lo sapeva. Lo sentiva.
"Voglio vederti leccare la figa di Jolanda mentre ti scopo in culo."

Le parole le scesero lungo la schiena come una scossa elettrica. Aurora gemette, il suono strozzato, mentre si
abbassava finché la faccia non fu a pochi centimetri dalle cosce aperte di Jolanda. L’odore della sua eccitazione
era intenso, muschiato, misto al profumo del sudore e al sentore metallico del lubrificante che Angelo aveva
usato per prepararla. Senza esitare, allungò la lingua e la fece scivolare tra le labbra gonfie di Jolanda,
raccogliendo il miele caldo che colava dall’ingresso della sua figa.
Jolanda sobbalzò, un grido strozzato che le sfuggì quando la lingua di Aurora le tracciò un cerchio attorno al
clitoride prima di affondare dentro di lei. "Cazzo—!" Le dita di Jolanda si intrecciarono nei capelli di Aurora,
tirandola più vicina, come se volesse fondere i loro corpi in uno solo. "Sì, così… leccami quella troia di figa mentre
quel porco mi sfonda il culo!"
Angelo non perse tempo. Con una mano ancora stretta nei capelli di Aurora, con l’altra guidò il suo cazzo verso
l’ano della ragazza, già lubrificato dai suoi stessi succhi e da quelli che colavano dalla figa di Jolanda. La punta
premette contro lo sfintere stretto, e Aurora gemette contro le labbra di Jolanda, la lingua che continuava a
lavorare anche mentre si preparava a essere riempita.
Non ci fu preavviso. Angelo spinse in avanti con un colpo solo, il cazzo che si faceva strada nell’ano stretto di
Aurora con una forza che le mozzò il fiato. Lei urlò, ma il suono fu soffocato dalla figa di Jolanda premuta contro
la sua bocca, le labbra che si sigillavano attorno al suo viso mentre il dolore si mescolava al piacere, bruciante,
travolgente. Il cazzo di Angelo era enorme, più grosso di quanto ricordasse, e ogni centimetro che affondava in
lei le faceva sentire come se stesse per spaccarla in due.
"Dio, quanto sei stretta…" ringhiò Angelo, le dita che si conficcavano nei suoi fianchi mentre cominciava a
muoversi, ogni affondo che la faceva sobbalzare in avanti, la lingua che scivolava più a fondo nella figa di Jolanda.
"Stringi quel culo, puttana. Voglio sentirtelo massaggiare il cazzo mentre ti scopo."
Aurora ubbidì istintivamente, i muscoli dell’ano che si contrassero attorno a lui, e il gemito che le sfuggì vibrò
contro il clitoride di Jolanda, facendola inarcare. "Sì! Così, cazzo, così!" Jolanda gridava, le cosce che tremavano,
le dita che affondavano nei capelli di Aurora mentre la spingeva giù, costringendola a leccarla più forte, più a
fondo, come se volesse che le divorasse l’anima attraverso la figa.
Chanel, che fino a quel momento aveva osservato con gli occhi lucidi e le dita occupate a masturbarsi, non
resistette oltre. Si avvicinò strisciando sul letto, il corpo nudo che si premette contro il fianco di Jolanda. "Fammi
vedere…" sussurrò, le labbra che si chiusero attorno a un capezzolo turgido di Jolanda, la lingua che lo
tormentava mentre una mano scendeva a strofinare il clitoride di Aurora, già gonfio e lucido di saliva.
Il letto scricchiolava sotto il peso dei loro corpi, i gemiti che si fondevano in un coro di carne e desiderio. Angelo
aumentò il ritmo, i fianchi che battevano contro il culo di Aurora con colpi secchi, il cazzo che le dilatava l’ano
fino a farle vedere le stelle. Ogni volta che si ritraeva, la punta sfiorava quel punto sensibile dentro di lei che la
faceva contorcere, e ogni volta che affondava, Aurora spingeva la lingua più a fondo in Jolanda, come se volesse
annegare nel suo sapore.
"Vi sto per riempire tutte e due di sperma, puttane" ansimò Angelo, la voce roca, le palle che si stringevano,
pronte a esplodere. "Voglio sentirvi venire mentre vi scopo, capito? Voglio la vostra figa e il vostro culo che mi
strizzano il cazzo come se non voleste più lasciarlo andare."
Jolanda fu la prima a cedere. Un grido le squarciò la gola mentre le dita di Chanel le tormentavano i capezzoli e
la lingua di Aurora le martoriava il clitoride. Il suo orgasmo fu violento, i muscoli che si contraevano attorno alle
dita di Aurora, i fianchi che si sollevavano dal materasso come se volesse offrire tutto se stessa a quel piacere
che la travolgeva. "Sto venendo! Cazzo, sto venendo!"
Il grido di Jolanda fu il detonatore. Aurora sentì il cazzo di Angelo gonfiarsi ancora di più dentro di lei, e poi il
primo getto caldo che le riempiva l’intestino, spesso, appiccicoso, mentre le sue stesse pareti si contraevano in
un orgasmo che le fece vedere bianco. Le gambe le cedettero, ma Angelo la tenne su, le mani che la sostenevano
mentre continuava a pomparle dentro l’ultima goccia di sperma, il respiro affannoso contro la sua schiena.
Chanel non attese oltre. Si arrampicò sopra Jolanda, ancora tremante per l’orgasmo, e le afferrò i polsi,
spingendoli sopra la sua testa. "Adesso tocca a me" ringhiò, prima di abbassarsi e catturare le labbra di Jolanda in
un bacio famelico, mentre con l’altra mano guidava due dita dentro la figa di Aurora, ancora contratta attorno al
cazzo di Angelo che lentamente si ritraeva.
La stanza era un vortice di corpi sudati, di gemiti, di liquidi che colavano e si mescolavano. Nessuno di loro
sapeva se quella sarebbe stata l’ultima volta. Ma in quel momento, non importava. Importava solo il calore, la
carne, il sapore dell’uno nell’altro—e la certezza che, qualsiasi cosa fosse successa dopo, questa notte sarebbe
rimasta impressa nelle loro memorie come fuoco su pelle nuda.
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