incesto
La Domenica dei Segreti
Angel1965
06.05.2025 |
2.218 |
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"Sentivo le pareti interne che mi succhiavano, che mi volevano fino all’ultima goccia..."
Il ticchettio sottile della pioggia sulle finestre sembrava scandire il ritmo dei nostri sospiri. Gis si aggirava per casa con solo una camicia bianca addosso, troppo grande per non sembrare studiata, troppo trasparente per non essere provocazione. Nicole era rannicchiata sul divano, con le gambe nude incrociate sotto un plaid leggero, lo sguardo fisso su di me.«Oggi ci viziamo», disse Gis, avvicinandosi con un calice di vino. «Ma tu giochi con noi… davvero.»
«Che tipo di gioco?» domandai, pur sapendo che con loro la risposta sarebbe sempre stata: “quello che vuoi”.
Nicole sorrise. «Io inizio», disse, e si slacciò lentamente la vestaglia, lasciandola cadere sul tappeto. Sotto, nient’altro che pelle liscia, brividi e desiderio.
«Regole semplici,» mormorò Gis, sedendosi accanto a me e guidando la mia mano tra le sue cosce nude. «Ogni desiderio espresso… va esaudito.»
E quel pomeriggio, tra giochi di sguardi, dita curiose e corpi intrecciati, i desideri non smisero mai di nascere.
La scena era perfetta. Nicole, inginocchiata tra le mie gambe, mi guardava dal basso con quegli occhi maliziosi e quella bocca già aperta, pronta a ingoiare ogni mio fremito. Le sue labbra avvolsero il mio cazzo con fame e dolcezza insieme, succhiando lentamente, mentre la lingua tracciava giri perfetti sul glande. Ogni movimento era un invito a lasciarmi andare, ma io volevo di più.
Dietro di me, Gis si era chinata sul divano, offrendomi le sue curve rotonde e mature, quel culo che sembrava fatto apposta per essere posseduto. L’aprii con le mani, sentendo la pelle calda e tesa sotto le dita, e affondai dentro di lei con un solo colpo, mentre un gemito rauco le sfuggiva dalle labbra.
Ero al centro, letteralmente, di due mondi: la bocca giovane, umida e insaziabile di Nicole, e il culo stretto e bollente di Gis, che mi stringeva come se volesse trattenermi dentro per sempre. Ogni spinta, ogni suzione, ogni respiro affannato contribuiva a creare una sinfonia di piacere senza controllo.
Nicole non si fermava. Anzi, più spingevo forte dentro il culo di Gis, più lei si eccitava, prendendomi in gola con tutta sé stessa, sbavando e gemendo come una piccola troia devota. Mi guardava dal basso con gli occhi lucidi, le mani ferme sulle mie cosce, mentre lasciava che le sue labbra si deformassero attorno al mio cazzo, affondando fino a sentirselo in gola.
Gis, piegata e spalancata, urlava a ogni colpo. Il suo culo schiaffeggiava il mio bacino con violenza, e il suo corpo tremava. “Più forte… riempimi tutta… voglio sentirtelo anche in pancia…” rantolava, mentre mi spingevo dentro di lei fino a scomparire.
Ma Nicole non voleva essere da meno. In un attimo si alzò, mi spinse via da Gis con una forza sorprendente e si infilò a cavalcioni su di me, facendosi scivolare il cazzo tutto dentro con un unico movimento deciso. “Ora tocca a me,” sussurrò, con la voce roca. E iniziò a cavalcarmi come una posseduta, le mani sul mio petto, i capelli che le cadevano davanti al viso sudato, le labbra che chiedevano solo di essere morse.
Gis si sdraiò dietro Nicole e le aprì le chiappe, leccandole il buco mentre lei rimbalzava sul mio cazzo. Una sopra, l’altra sotto. Due bocche, due corpi, due demoni scatenati per il mio piacere.
E io… io stavo per esplodere.
Il ritmo era impazzito. Nicole non cavalcava più, galoppava come una forsennata, sbattendo il bacino contro il mio con una foga animalesca. Le sue unghie graffiavano il mio petto, le sue urla si facevano sempre più alte. Gis, dietro di lei, le infilava due dita nel culo mentre continuava a leccarla ovunque, aizza e affamata. Era un inferno rovente di carne, sudore, gemiti.
Il mio respiro si spezzava. Le mani stringevano le anche di Nicole come a volerle fondere le ossa col mio piacere. Il cazzo era sul punto di esplodere, gonfio, teso, profondamente immerso in quella figa stretta, calda, bagnatissima. Sentivo le pareti interne che mi succhiavano, che mi volevano fino all’ultima goccia.
Poi il grido.
«Sto venendo!» urlai, con un ruggito che fece tremare le pareti. Mi irrigidii sotto di loro, e lo sparo fu devastante: un getto profondo, violento, che riempì Nicole tutta, fino a farla tremare a sua volta, mentre veniva sopra di me, strizzandomi il cazzo con spasmi continui.
Gis le tenne ferma la bocca sul mio petto mentre lei gemeva ancora, scossa, e con la lingua andava a raccogliere il mio sperma che fuoriusciva da quel buco grondante e aperto.
Eravamo tre corpi fusi in uno. Sfiniti. Appagati. Sporchi e felici.
E io… già pronto per il secondo round.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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