Prime Esperienze
Onde Proibite
Angel1965
08.05.2025 |
214 |
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"La girai a quattro zampe, i fianchi stretti nelle mie mani, e la penetrai con forza..."
PrefazioneCi sono estati che ti segnano.
Giornate che restano impresse come bruciature sulla pelle.
E poi ci sono notti… notti in cui tutto si mescola: il sale, il sudore, il desiderio.
Questa è la storia di una vacanza rubata.
Di un amore clandestino che si è fatto carne e fuoco sulla sabbia calda di luglio.
Io sono Antonio.
Lei è Sara.
Moglie di un altro.
Ma solo mia, quando il sole tramonta e il mare tace.
⸻
Onde Proibite
Era tardo pomeriggio. La spiaggia era quasi deserta, il vento accarezzava le dune e le cicale tacevano, lasciando spazio al fruscio del mare.
Sara camminava davanti a me, il pareo trasparente che lasciava intuire il costume bianco incollato alla sua pelle bagnata. Ogni suo passo era una promessa, ogni suo sguardo l’anticipo di un incendio.
Ci eravamo dati appuntamento in quella caletta isolata, nascosta tra gli scogli. Una fuga da tutto: dai mariti, dalle mogli, dai sensi di colpa. Eravamo solo noi e quel desiderio mai sazio.
Quando si voltò verso di me, i suoi occhi brillavano.
«Qui non ci troverà nessuno» sussurrò, lasciando cadere il pareo ai piedi.
Io non risposi. La raggiunsi, la presi per la vita e la baciai come se non ci fosse un domani. Le nostre lingue si intrecciarono con urgenza, le mani correvano fameliche sul corpo dell’altro.
Il costume scivolò via in un attimo. Lei rimase nuda, il seno vivo e duro sotto le mie dita, i capezzoli tesi che chiedevano attenzione.
«Fammi tua, Antonio. Qui. Adesso.»
La distesi sulla sabbia, le gambe spalancate, il corpo pronto a ricevermi.
Leccai lentamente il suo ventre, poi scesi fino a quel centro caldo e bagnato che già tremava di piacere. Le mie dita affondarono dentro di lei mentre la lingua accarezzava il suo clitoride.
Sara gemeva senza freni, incurante del mondo.
«Sì… così… non fermarti… voglio venire in bocca tua…»
E venne davvero. Forte. Con scosse che le attraversavano tutto il corpo, urlando il mio nome.
Io avevo ancora il suo sapore sulle labbra, il corpo infuocato, il desiderio che mi bruciava dentro.
La girai a quattro zampe, i fianchi stretti nelle mie mani, e la penetrai con forza.
«Oh sì… così… sei dentro… profondo…»
Il suono delle onde faceva da sottofondo al ritmo dei nostri corpi.
La prendevo con foga, tirandole i capelli, mordendole le spalle.
Lei si offriva tutta, gridava, si contorceva, fino a lasciarsi andare completamente.
«Sono tua… solo tua… fammi dimenticare tutto…»
Venimmo insieme. Forti. Sudati. Uniti.
In quel momento non c’erano anelli, né promesse tradite.
Solo il mare, la sabbia, e noi due.
⸻
Epilogo
Ogni anno torno in quella spiaggia.
A volte da solo, a volte sperando di rivederla.
Non so se ama ancora suo marito.
So solo che quella settimana fu nostra.
E ogni granello di sabbia che porto a casa tra le dita dei piedi mi parla ancora di lei.
Di Sara.
Di un amore proibito.
Di onde che nessuna marea potrà mai cancellare.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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