tradimenti
Seduzione inaspettata
Angel1965
28.10.2025 |
1.916 |
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Lui sorrise contro la sua pelle, la sua lingua che continuava a muoversi con una ritmo che la stava portando al
limite..."
Angelo e Patrizia trasformano una sempliceattenzione in un'avventura ardente nel
cortile del condominio, abbandonandosi a
un desiderio proibito e intenso.
Angelo, un uomo di sessant'anni con un'aria distintiva e un fascino che solo l'esperienza poteva conferire,
osservava Patrizia, la sua vicina di casa, con un'intensità che non passava inosservata. Lei, a 44 anni, era una
donna che aveva conservato una bellezza mozzafiato, con curve sinuose e un'aria di malizia che la rendeva
irresistibile. I loro sguardi si incrociarono nel cortile condominiale, e in quel momento, qualcosa di elettrico
scattò tra loro.
Patrizia, consapevole dell'attenzione di Angelo, si sentiva eccitata. Sapeva di essere una donna desiderabile, e
l'idea di essere oggetto delle fantasie di un uomo più maturo la intrigava. Indossava un abito aderente che
metteva in risalto le sue forme generose, e i suoi capelli castani cadevano in riccioli morbidi sulle spalle. I suoi
occhi verdi brillavano di un'intelligenza maliziosa, e il suo sorriso era un invito silenzioso.
Angelo si avvicinò a lei con passi decisi, il suo sguardo fisso sul corpo di Patrizia. "Ciao, Patrizia," disse con una
voce roca, carica di desiderio. "Sei sola?"
Lei sorrise, un sorriso che prometteva piaceri inconfessabili. "Sì, Angelo. Mio marito è fuori città per lavoro." La
sua voce era bassa e seducente, e il modo in cui pronunciava il suo nome lo faceva sentire come se fosse l'unico
uomo al mondo.
Senza dire altro, Angelo si mosse verso di lei, riducendo la distanza che li separava. Le sue mani, callose ma
gentili, afferrarono i fianchi di Patrizia, tirandola verso di sé. Lei non oppose resistenza, anzi, si abbandonò al suo
tocco, sentendo il calore del suo corpo attraverso il tessuto sottile del vestito.
Le dita di Angelo iniziarono a esplorare, scivolando lungo la curva del suo sedere sodo. Patrizia tratteneva il
respiro, sentendo un brivido di eccitazione percorrerele la spina dorsale. Lui sapeva esattamente cosa stava
facendo, e ogni suo tocco era una promessa di piacere.
"Sei così bella, Patrizia," mormorò Angelo, la sua bocca vicino al suo orecchio. "Ho pensato a te così tanto."
Lei sorrise, un sorriso malizioso che rivelava i suoi denti perfetti. "E io ho pensato a te, Angelo. Ho sentito
parlare delle tue... abilità."
La sua risposta lo eccitò ulteriormente, e Angelo si sentì crescere una tensione nei pantaloni. Senza esitazione,
abbassò la testa e premé le labbra contro le sue, in un bacio appassionato. La lingua di Patrizia lo accolse, e i loro
sapori si mescolarono in un danza sensuale.
Mentre si baciavano, le mani di Angelo continuavano a muoversi, esplorando il corpo di Patrizia con una
familiarità che la fece sentire desiderata e apprezzata. Le sue dita si spostarono verso l'alto, sollevando il tessuto
del suo vestito per scoprire la pelle morbida del suo stomaco.
Patrizia gemette nel bacio, incoraggiandolo a continuare. Le sue mani, fino ad allora immobili, si mossero ora per
afferrare le spalle di Angelo, stringendolo a sé. Il suo corpo rispondeva a ogni sua carezza, e si sentiva sempre più
bagnata tra le gambe.
Angelo ruppe il bacio, lasciando un sentiero di baci leggeri lungo il collo di Patrizia. "Sei così calda, Patrizia,"
sussurrò, la sua voce rauca di desiderio. "Voglio assaggiare ogni parte di te."
Lei ansimò, il suo respiro affannoso. "Allora fallo, Angelo. Non trattenerti."
Lui sorrise, un sorriso predatorio, e si spostò verso il suo orecchio. "Mi piace la tua attitudine, Patrizia. Sei una
vera puttana, e io adoro le puttane."
La parola, detta con affetto, la fece sorridere. Patrizia sapeva di esserlo, e non aveva paura di ammetterlo.
"Allora mostrami quanto ti piaccio, Angelo."
Le sue dita tornarono a muoversi, questa volta verso il basso, seguendo la curva del suo sedere fino a
raggiungere l'orlo del suo vestito. Con un movimento lento e deliberato, sollevò il tessuto, esponendo la
biancheria intima di pizzo nero che appena copriva le sue curve più intime.
Patrizia sentì un'ondata di eccitazione travolgerla. La situazione era incredibilmente eccitante: essere toccata e
desiderata da un uomo più maturo, nel cortile del loro condominio, dove chiunque avrebbe potuto vederli. Ma il
rischio solo aumentava il piacere.
Angelo osservò il corpo di Patrizia con occhi affamati. Le sue dita si spostarono sotto l'elastico della sua
biancheria intima, toccando la pelle morbida e calda. Lei era già bagnata, e il suo profumo femminile lo inebriò.
"Sei pronta per me, Patrizia?" chiese, la sua voce un sussurro rauco.
Lei annuì, incapace di parlare. Wanted lui, wanted il suo tocco, wanted il suo cazzo.
Angelo non si fece ripetere l'invito. Le sue dita si spostarono, afferrando il bordo della sua biancheria intima e
tirandola giù con un movimento deciso. Patrizia si sentì esposta, il suo sesso nudo e vulnerabile, ma era
esattamente ciò che wanted.
Lui si inginocchiò davanti a lei, guardandola con occhi pieni di desiderio. "Sei così bella, Patrizia. La tua figa è
perfetta."
Lei arrossì, sentendo un misto di imbarazzo e eccitazione. Nessuno le aveva mai parlato così, con una franchezza
così cruda e appassionata.
Angelo non perse tempo. La sua testa si abbassò, e la sua lingua calda e umida toccò il suo clitoride, facendola
sobbalzare. Il suo tocco era esperto, e sapeva esattamente come farla impazzire.
Patrizia gemette, il suo corpo arcuandosi verso di lui. "Oh, Angelo... sì... là..."
Lui sorrise contro la sua pelle, la sua lingua che continuava a muoversi con una ritmo che la stava portando al
limite. Le sue mani afferrarono i fianchi di Patrizia, tenendola ferma mentre la sua bocca lavorava il suo magia.
Lei si sentiva perdere il controllo, il piacere che si accumulava dentro di lei come una tempesta in arrivo. Le sue
dita si aggrapparono ai capelli di Angelo, guidando la sua testa contro di lei, volendo di più, volendo tutto.
"Angelo... sto per... oh, sì..."
La sua voce si perse in un gemito mentre il suo corpo si contraeva, l'orgasmo che la travolgeva come un'onda
potente. Angelo continuò a leccare e succhiare, estraendo ogni ultima goccia di piacere da lei.
Quando finalmente si calmò, Patrizia si sentì debole, le gambe tremanti. Angelo si alzò, un sorriso soddisfatto sul
suo volto. "Sei incredibile, Patrizia. Ma non ho finito con te."
Lei sorrise, il suo corpo ancora tremante di piacere. "Ne sono felice, Angelo. Non vedo l'ora di vedere cosa altro
hai in serbo per me."
Lui la guardò con intensità, i suoi occhi scuri che la facevano sentire nuda e vulnerabile. "Voglio scoparti,
Patrizia. Voglio sentire la tua figa stretta intorno al mio cazzo."
La franchezza delle sue parole la eccitò ulteriormente. Patrizia wanted lo stesso, wanted sentire il suo cazzo
duro dentro di lei, wanted essere scopata da quest'uomo che sapeva esattamente come farla impazzire.
Senza dire una parola, Patrizia afferrò la mano di Angelo e lo guidò verso il muro più vicino. "Allora non
aspettare, Angelo. Scopami qui, ora."
Lui sorrise, un sorriso predatorio, e la spinse contro il muro, il suo corpo premuto contro il suo. Le sue mani
afferrarono i fianchi di Patrizia, sollevandola in modo che potesse avvolgere le gambe intorno alla sua vita.
Con un movimento fluido, Angelo si liberò dei pantaloni, rivelando il suo cazzo duro e pulsante. Patrizia ansimò, i
suoi occhi fissi sulla sua lunghezza impressionante.
"Sei pronto per me, Angelo?" chiese, la sua voce un sussurro seducente.
Lui annuì, i suoi occhi fissi sui suoi. "Sono pronto, Patrizia. Ma prima..."
La sua testa si abbassò, e la sua bocca trovò la sua, in un bacio appassionato che le rubò il respiro. Le sue mani si
spostarono, afferrando il suo sedere e stringendolo, mentre la sua lingua esplorava la sua bocca con una fame
insaziabile.
Patrizia gemette nel bacio, le sue unghie che si conficcavano nelle spalle di Angelo. Wanted lui, wanted il suo
cazzo, wanted essere scopata contro quel muro, come una vera puttana.
Angelo ruppe il bacio, lasciando un sentiero di baci leggeri lungo il suo collo. "Sei pronta, Patrizia?"
Lei annuì, il suo respiro affannoso. "Sì, Angelo. Scopami. Fammi sentire il tuo cazzo dentro di me."
Lui sorrise, e con un movimento deciso, la penetrò, il suo cazzo che scivolava dentro di lei con una facilità che la
fece gemere. Patrizia era stretta e calda, e Angelo si sentì avvolto dal suo calore, dal suo piacere.
"Oh, sì..." gemette Patrizia, il suo corpo arcuandosi contro di lui. "Sei così grande, Angelo. Mi stai riempiendo
tutta
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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