orge
“Sotto il sole, dentro il fuoco”
Angel1965
29.07.2025 |
576 |
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"Sborrai con forza in Gis, mentre Nicole urlava e squirtava sul pavimento della terrazza..."
PrefazioneCi sono luoghi che non esistono sulle mappe.
Sono fatti di corpi, pelle, sudore e voglia.
In quella villa arroccata sopra il mare di Sicilia, lontano da occhi e giudizi, Nicole, Gis e io abbiamo creato il nostro paradiso.
Un luogo dove il cazzo trova la sua bocca, la fica gronda piacere, e il tempo si ferma ogni volta che uno squirt bagna l’anima.
Questa è la nostra storia.
Fatta di colazioni nude, docce che diventano orge, e tramonti che si chiudono con grida di godimento.
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Capitolo 1 – La doccia esterna
Il sole era alto.
Nicole era già nuda, curva sotto la doccia esterna con l’acqua fresca che le scivolava sulle natiche rotonde. Il suo culo era una promessa bagnata, e non resistetti.
«Ti aspettavamo…» sussurrò Gis alle mie spalle, poggiando i seni nudi sulla mia schiena.
Mi avvicinai a Nicole e le presi i fianchi.
Le dita scivolarono tra le cosce, trovando la sua fica già calda, pulsante.
La infilai di colpo, affondando in quella stretta di carne bagnata.
«Sì, scoprami qui… così… sotto il sole…» ansimava lei, mentre Gis si inginocchiava per prendermi le palle in bocca.
Il ritmo fu brutale.
Sbattevo Nicole mentre la lingua di Gis mi faceva impazzire.
I gemiti si mescolavano al rumore dell’acqua e ai colpi sordi della mia carne sulla sua.
Quando sborrai, lo feci dentro Nicole, urlando, mentre lei squirtava con violenza, bagnando tutto.
Ero ancora dentro quando Gis mi prese il cazzo sporco e lo leccò a fondo.
«Ce ne sarà ancora, vero?» sussurrò, ingoiandolo fino in fondo.
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Capitolo 2 – Risveglio e colazione di piacere
La mattina dopo ci svegliammo nudi nel lettone della villa.
Nicole aveva ancora la pelle che profumava di sesso.
Mi montò sopra senza dire una parola, prendendomi lentamente, godendosi ogni centimetro.
Gis ci raggiunse in cucina, già nuda.
Appoggiò una ciotola di yogurt sul tavolo, sorrise e prese un cucchiaino.
Lo riempì, poi lo lasciò scivolare sul seno di Nicole.
«Mangia da qui…» ordinò.
Leccai via la cremina dal suo capezzolo mentre le dita di Nicole mi stringevano il cazzo già duro.
Gis si inginocchiò, mi prese in bocca e cominciò a succhiare con lentezza feroce.
Nicole si lasciò prendere in culo, gemendo forte.
Il tavolo traballava, il sole entrava dalle finestre, la villa era il tempio del nostro peccato.
Sborrai tra i loro corpi, mentre Nicole squirtava di nuovo, gocciolando sul legno.
«Colazione finita» disse Gis, ridendo con le labbra ancora sporche.
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Capitolo 3 – Pomeriggio bollente nella villa
Quel pomeriggio, Nicole volle essere presa ovunque.
Sul divano, sul pavimento, in piedi contro la vetrata.
Gis si mise a quattro zampe accanto a lei, offrendosi tutta.
Le loro due fiche si aprivano davanti a me come un invito all’inferno.
Le alternavo, con il cazzo grondante di voglia, mentre loro si baciavano, si mordevano, si facevano godere.
A un certo punto, presi il plug dorato e lo infilai a Nicole.
«Tienilo dentro mentre ti scopo in bocca» le dissi.
Lei obbedì.
Gis cavalcò il mio viso, squirtando a ondate.
Mi inondò, e non mi fermai.
Il pomeriggio passò così.
Tra urla, cazzi in gola, dita ovunque e il nostro sudore che si mescolava al sesso.
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Capitolo 4 – Tramonto in terrazza
La terrazza dava sul mare.
Il tramonto era rosso, come la voglia che ci divorava ancora.
Nicole era sdraiata su una chaise longue.
Le gambe aperte, la fica pronta.
Le entrai piano, mentre Gis si sedeva sul suo viso.
Una sopra l’altra, nude, bagnate, perse.
Il mio cazzo scivolava nella fica caldissima di Nicole, mentre lei leccava Gis con foga.
Poi cambiammo.
Gis mi prese in culo, guardandomi negli occhi.
«Sborra dentro, fallo ora…» mi supplicò.
Le presi entrambe.
Fino all’ultimo.
Sborrai con forza in Gis, mentre Nicole urlava e squirtava sul pavimento della terrazza.
Il sole sparì dietro l’orizzonte.
Il nostro paradiso era completo.
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Epilogo – Un’estasi senza domani
Abbiamo scopato come se il mondo fosse finito.
Ci siamo leccati, scopati, bevuti, vissuti.
Nicole, Gis e io.
Tre corpi, un solo orgasmo lungo giorni.
Abbiamo squirtato su lenzuola di lino, sborro sulla pelle calda, urla dentro la bocca dell’altro.
La villa è rimasta lì.
Silenziosa.
Ma se ascolti bene, la sera, puoi sentire ancora le nostre voci.
Quel “sì”, quel “più forte”, quel “sto venendo”.
E quel ricordo brucia ancora,
come il primo tocco,
la prima sborra,
l’ultimo squirt.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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