trio
Il gioco delle scelte
Angel1965
10.01.2026 |
889 |
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"»
Nina non ebbe il tempo di protestare: lui entrò di nuovo, stavolta nella fica stretta e calda..."
Nina, Angelo e Nicole si ritrovano in ungioco di potere e desiderio, dove Nina
deve scegliere chi servire e chi scopare,
scatenando gelosia e passione in un vortice
di umiliazione e piacere.
Nina giaceva sul materasso, la schiena madida di sudore, il cunnilingus sul piede di Nicole ancora impresso in
bocca e l’ano che pulsava caldo dello sperma di Angelo. Respirava a fatica quando u due voci, una maschile e
l’altra femminile, si intrecciarono sopra di lei.
«È tempo di verificare quanto vale la nostra troietta» disse Angelo, fregandosi il pene ancora semi-tumido
contro l’anca di Nina.
Nicole si staccò dai pali del letto, i polsi sbiancati dalle corde ma il sorriso affilato. «Proponi un gioco, amore?»
«Semplice: Nina sceglie chi scopare e chi servire per il resto della notte. Solo un comando alla volta, niente limiti.
L’altro guarda.»
Nina sentì il cervello colare giù nel ventre. Due paia di occhi — quelli scuri e ghiacciati di lui, quelli verdi e
maligni di lei — la inchiodarono. La stanza odorava di sperma, latex e umori salati; la lampada sul comodino
disegnava cerchi dorati sul soffitto, a misurare il silenzio. Avrebbe potuto rifiutare, ma il pensiero le affondò le
cosce: voleva essere posseduta, divisa, umiliata. Voleva dimostrare di bastare a entrambi.
«Scelgo…» La voce le uscì rotta. I capezzoli le si indurono come chicchi di caffè, la fica contratta, calda. «Scelgo
Nicole.»
Il lampo di orgoglio negli occhi di Nicole fu eguale allo spasmo di gelosia che contrasse la mascella di Angelo. Lui
annuì lentamente, fece un passo indietro e si sedette sulla poltrona in pelle, gambe larghe, mani che si
intrecciarono dietro la nuca. «Allora divertitevi, puttane. E ricorda, Nina: se sbagli un ordine, ti frusto fino a farti
sanguinare.»
Nina deglutì. Nicole le circondò il collo con un braccio, l’altra mano affondò tra le chiappe ancora aperte di lui.
«Senti come tremi, troietta. Adesso sei mia. In ginocchio.»
Nina affondò sul parquet freddo. La pelle di Nicole le sfiorò la fronte, il profumo di sesso altrui le riempì le narici.
«Prendimi il cazzo, voglio sentirti succhiare come se avessi sete da giorni.»
Non c’erano cazzi, ma Nicole intendeva la sua mano. Nina la baciò prima sul polso, poi sul palmo, poi vi avvolse
le labbra come se fosse un glande enorme. Nicole rise, tirò via la mano, gliela sbatte sul volto. «Così? Sei
un’ingorda, eh? Fammi vedere la lingua.»
Nina la estrasse, lucida e tremula. Con quella lingua insegue la pelle calda di Nicole: caviglie, polpacci, il punto
dietro il ginocchio dove il profumo è più intenso. Quando raggiunge l’interno coscia, sente la fica di Nicole
contrarsi già bagnata. «Adesso bacia, ma senza toccare… non ancora.»
Nina obbedisce. Le sue labbra tremolano a un millimetro dalla fica di Nicole, sente il calore elettrico, il odore di
femmina eccitata. Le guance le bruciano per la vergogna e il desiderio. Dietro di lei, Angelo strofina il pene sul
bordo della poltrona, la voce ruvida: «Guarda che slinguazzata perfetta, troia. Ti piace restare a bocca aperta
vicino alla figa che non puoi ancora leccare, vero?»
«S-sì…» sussurra Nina contro la pelle di Nicole. Un brivido le attraversa la schiena quando Nicole allarga le cosce
e, con un gemito teatrale, si versa addosso la prima goccia di piacere: un rivoletto chiaro che bagna le dita di
Nina.
«Leccami le dita, succhia il mio nettare.»
Nina inghiotte, il sapore sale dolciastro alla gola. La eccita talmente che le sue stesse dita scivolano tra le sue
pieghe senza comando, cercando il clito. Nicole gliele strappa via. «Chi ti ha detto di toccarti? Solo io comando,
puttana.»
Nina ansimò, gli occhi lucidi. «Scusa… voglio solo…»
«Vuoi solo farmi godere. Spalma le gambe, faccio comingo sul tuo viso.» Nicole la spinse a terra, si sedette sulla
bocca di Nina con la fica completamente aperta. Nina sentì il liquido caldo colarle sulle labbra, sulle guance,
dentro il naso. Respirava a fatica, ma la lingua si muoveva selvaggia, cercando di penetrare. Nicole si piegò in
avanti afferrò i capezzoli di Nina, li torse. «Più forte, ammetti quanto ti piace essere usata da me mentre lui
guarda.»
Il sapore e l’umiliazione fecero schizzare Nina oltre il limite: senza toccarsi, sentì la fica contrarsi e poi esplodere,
un getto caldo schizzarle in grembo e sul pavimento. Urlò nella carne di Nicole, la voce ovattata. Nicole imprecò,
si mise a tribbare sul viso di Nina, frustandole il clito con il proprio finché non ruggì: «Squirta, mia puttana, vieni
con me!»
Il corpo di Nicole si irrigidì e un fiume di piacere schizzò dritto sul seno di Nina, le colò sul collo, le invase gli
occhi. Per un istante entrambe tremarono, impantanate in un groviglio di liquidi e respiri.
Angelo si era alzato, il cazzo teso come un ferro da stiro. «Basta. Adesso tocca a me. Nina, a quattro zampe,
portati quel culo qui. E tu, Nicole, sdraiati sotto di lei, faccia in su, goditi la scena.»
Le due donne si mossero barcollando, felici di obbedire. Nina sentì le mani di Nicole afferrarle i seni da sotto, i
polpastrelli che pizzicavano i capezzoli mentre le labbra di Nicole le succhiavano il clito in un ritmo lento,
voluttuoso. Angelo le penetrò in un colpo solo, la fica ancora calda e contratta le prese tutto. «Guardami mentre
ti scopo, Nina. Guarda come la tua padrona ti lecca mentre io ti riempio.»
Nina alzò lo sguardo sullo specchio di fronte: il proprio volto rosso, occhi lucidi, la lingua che penzolava; dietro,
Angelo la teneva per i fianchi, i muscoli tesi, il cazzo che scompariva tra le sue natiche. Nicole sotto rideva,
leccava, mordicchiava, schiaffeggiava il culo di Nina ogni volta che Angelo si ritraeva.
«Sei la nostra fica di servizio, nulla più» ringhiò lui, aumentando il ritmo. «Ti piace essere il buco dove sborro,
vero?»
«S-sì, piace…» ansimò Nina. «Sono il vostro buco… usatemi…»
Il desiderio di Angelo esplose senza preavviso: estrasse il cazzo, spinse Nina in avanti e si riversò su Nicole,
riversandole sul ventre e sulla fica aperta un carico denso, caldo, che colò subito dentro. Nicole gemette,
raccolse il liquido con le dita, lo spalmò sul clito, lo spinse dentro. «Prendi, troia, ciuccia la sborra del tuo
padrone.»
Nina si chinò, leccò, succhiò, bevve. Il gusto salato di Angelo si mescolò al sapore dolciastro di Nicole, le riempì
la bocca di un cocktail di umori che la fece pulsare di nuovo. Nicole, impazzita, prese il volto di Nina e lo
premette contro la propria fica, « dentro, tutto dentro…»
Appena l’ultima goccia di sperma sparì tra le labbra di Nina, Angelo la rimise a pecora, questa volta davanti a
Nicole. «Adesso ti riempio anche la figa, e Nicole potrà godersi il tuo orgasmo sulla sua faccia.»
Nina non ebbe il tempo di protestare: lui entrò di nuovo, stavolta nella fica stretta e calda. Nicole, sotto, leccava
il clito di Nina, le mordicchiava le labbra, beveva i fluidi che colavano. Il duplice attacco fece cedere Nina: sentì il
piacere montare come un treno in corsa, le gambe tremarono, la schiena si archesse. «Vi prego… posso…
vengo…»
«Vieni, squirta di nuovo, mostraci quanto sei sola una cagna in calore» ringhiò Angelo, affondando fino in fondo.
Nina urlò. Un getto potente le uscì dalla fica, schizzò sul viso di Nicole che si mise a ridere e a leccare, a bere
ogni stilla. Contemporaneamente il cazzo di Angelo si gonfiò e scoppiò dentro di lei, riempiendo la fica di sperma
caldo che colò fuori fin sul mento di Nicole.
Le tre silhouette crollarono l’una sull’altra, sudore e sperma a fare da collante. Il silenzio calò, rotto solo dai
respiri affannosi. Angelo accarezzò i capelli di Nina, il primo gesto quasi tenero della serata. «Hai scelto bene,
piccola. Hai dimostrato di valere per entrambi.»
Nicole si ricompose a metà, le labbra lucide, il sorriso stanco ma beato. «Ci rivedremo presto, Nina. E la prossima
volta, decido io chi comanda.»
Nina rimase distesa sul pavimento, le gambe aperte, il sesso che palpitava ancora, il cuore che batteva forte.
Chiuse gli occhi, assaporando l’odore misto di loro che l’avvolgeva. Per la prima volta, si sentiva al centro di un
mondo che non le apparteneva… eppure, in quel momento, non desiderava altro che restarne la fedele schiava.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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