incesto
Il bruciore Dolce del peccato
Angel1965
13.02.2026 |
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"Nicole crollò in avanti, il corpo tremante, il culo ancora stretto intorno al cazzo di Angelo che pulsava dentro di
lei..."
Nicole e Angelo si spingono oltre i limiti inuna notte di passione sfrenata, mentre
Thaise e Gis partecipano al gioco. Il culo di
Nicole, ancora vergine, viene reclamato da
Angelo, marcando un punto di non ritorno
nella loro relazione proibita.
La sala della villa toscana era satura di un calore umido, l’aria densa di sudore, gemiti e il profumo inconfondibile
del sesso. Nicole, ancora distesa sul divano di velluto rosso, sentiva il corpo vibrare per l’orgasmo appena avuto,
le labbra gonfie per aver ingoiato il seme di Angelo, le cosce tremanti e la figa che pulsava, bagnata fradicia. Le
dita di Thaise le avevano lasciato un fuoco tra le gambe, e ora, mentre si leccava le labbra con un sorrisetto
malizioso, fissava lo zio con uno sguardo che non lasciava spazio a dubbi: voleva di più.
Angelo, il pene ancora semiduro ma già pronto a risvegliarsi del tutto, si passò una mano tra i capelli scuri, gli
occhi neri che brillavano di lussuria mentre osservava la nipote. «Allora, piccola puttana… non è finita qui, eh?»
La voce roca, carica di promessa. Si avvicinò, afferrandole un polso e tirandola su con un movimento brusco.
Nicole ansimò, il corpo che si inarcava istintivamente verso di lui, le tette pesanti che oscillavano sotto la seta
nera del corpo, i capezzoli duri come sassi.
«Voglio che mi scopi il culo» sussurrò lei, le parole che le uscivano dalle labbra come una confessione proibita.
Non era una richiesta, era una sfida. E Angelo, che aveva aspettato quel momento fin dal primo giorno in cui
l’aveva vista trasformarsi da ragazzina timida a donna affamata di piacere, sentì il sangue affluirgli all’inguine con
violenza. Il cazzo si indurì all’istante, pulsante, la punta già lucida di precum.
«Sei sicura, Nicole?» le chiese, anche se sapeva già la risposta. Le sue dita scesero lungo la schiena di lei,
seguendo la curva dei fianchi, fino ad affondare nelle natiche soda. «Perché una volta che ti avrò aperto questo
buco stretto, non tornerai più indietro.» Le dita si insinuarono tra le chiappe, sfiorando l’ano contratto, ancora
vergine. Nicole gemette, spingendo il sedere contro la sua mano, implorante.
«Fammi male» ansimò, la voce rotta dal desiderio. «Voglio sentirti dentro di me… dappertutto.»
Angelo non ebbe bisogno di altre parole. Con un movimento secco, la spinse in avanti, facendola piegare sul
bracciolo del divano, il culo alto e offerto, le cosce aperte. Gis e Thaise, che si erano momentaneamente fermati
a guardare la scena, ripresero le loro attività con rinnovato fervore: Gis si stava leccando le labbra mentre si
masturbava, il cazzo luccicante di saliva, mentre Thaise, ancora con il culo pieno del seme del cognato, si
avvicinò a Nicole, passandole una mano tra le gambe e strofinandole il clitoride con dita esperte.
«Rilassati, tesoro» mormorò Thaise, la voce calda e sensuale. «Il primo colpo farà male… ma poi sarà solo
piacere.» Le sue dita scivolarono dentro la figa di Nicole, che era già un lago, i fluidi che colavano lungo le cosce.
Angelo non perse tempo: sputò sul palmo e si lubrificò il cazzo, poi premette la punta contro l’ano stretto e
tremante di Nicole.
«Respira» ordinò, la voce un ringhio. «E spingi contro di me.»
Nicole obbedì, inspirando a fondo mentre sentiva la pressione aumentare, il bruciore iniziale che le faceva
stringere i denti. Poi, con un colpo secco e deciso, Angelo sfondò la resistenza. Il grido di Nicole si perse tra i
gemiti degli altri, il dolore che si mescolava subito a un’ondata di piacere travolgente. Il cazzo di Angelo era
enorme, spesso, e le riempiva il culo in un modo che le faceva girare la testa. Sentiva ogni venatura, ogni
pulsazione, mentre lui cominciava a muoversi con lentezza sadica, centimetro dopo centimetro, aprendola,
allargandola, facendola sua.
«Cazzo, sei stretta» ansimò Angelo, le dita affondate nei fianchi di Nicole, le unghie che le segnavano la pelle.
«Come una morsa… mi stai strozzando il cazzo.» Ogni spinta era un colpo di martello, il suono umido dei loro
corpi che si scontravano riempiva la stanza. Thaise non smetteva di giocare con la figa di Nicole, le dita che si
muovevano in cerchi veloci sul clitoride, mentre Gis, incapace di resistere, si avvicinò e le afferrò i seni,
succhiando i capezzoli duri tra le labbra, mordicchiandoli fino a farla urlare.
Nicole sentiva tutto: il cazzo di Angelo che le dilaniava il culo, le dita di Thaise che la facevano impazzire, la
bocca di Gis che le divorava le tette. Era troppo. Era perfetto. Il dolore si era trasformato in un fuoco liquido che
le scorreva nelle vene, ogni spinta di Angelo la portava più vicina a un orgasmo che sapeva sarebbe stato
devastante.
«Più forte» supplicò, la voce rotta. «Scopami come si scopa una puttana, zio. Voglio sentirti dentro di me.»
Angelo non si fece pregare. Afferrandole i capelli, le tirò la testa all’indietro, costringendola ad inarcare la schiena
ancora di più, esponendo il culo alle sue spinte sempre più violente. Il suono dei loro corpi che si scontravano
era osceno, la pelle che schiaffeggiava, i gemiti che si fondevano in un coro di lussuria. Nicole sentiva il culo
bruciare, ma era un bruciore dolce, un dolore che la faceva sentire viva, desiderata, usata nel modo giusto.
«Vieni per me» ringhiò Angelo, le palle che si contraevano, pronte a esplodere. «Voglio sentirti schizzare mentre
ti riempio il culo.»
Fu quello il colpo di grazia. Nicole urlò, il corpo scosso da un orgasmo così violento che le fece perdere il
controllo. Un getto caldo di liquido schizzò fuori dalla sua figa, inzuppando le dita di Thaise, il divano, il
pavimento. Non era solo un orgasmo: era uno squirt, potente, incontrollabile, che la lasciò senza fiato. Angelo
non resistette oltre: con un ruggito, affondò fino in fondo e cominciò a venire, il seme bollente che le riempiva il
culo a fiotti, marcandola, reclamandola.
Nicole crollò in avanti, il corpo tremante, il culo ancora stretto intorno al cazzo di Angelo che pulsava dentro di
lei. Thaise si chinò e le leccò le labbra della figa, assaporando il suo squirt, mentre Gis, con un gemito, si avvicinò
e le spruzzò il seme sulle tette, marcandola a sua volta.
«Ora sei mia, Nicole» ansimò Angelo, accarezzandole il sedere arrossato, il culo ancora pieno del suo seme.
«Ogni buco, ogni gemito… tutto mio.»
Nicole sorrise, gli occhi semichiusi, il corpo esausto ma sazio. «E io non voglio appartenerne a nessun altro»
sussurrò, prima che Thaise la baciasse con passione, le lingue che si intrecciavano, pronte a ricominciare. Perché
la notte, come aveva promesso Angelo, era lungi dall’essere finita.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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