tradimenti
Redenzione Bruciante
Angel1965
10.09.2025 |
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"Lei gemeva, urlava, e io rispondevo con colpi lunghi e decisi, mentre sentivo la sborra crescere ancora dentro di me, pronta a esplodere..."
Ci sono momenti nella vita in cui il desiderio ti travolge, ti fa perdere ogni controllo, e la colpa ti segue come un’ombra che non puoi scacciare. Ho ceduto a Halania, al suo corpo, al suo richiamo proibito, e mentre godevo tra le sue curve perfette, il pensiero di Nicole mi lacerava l’anima. Il suo culo sodo, il seno morbido, la figa pronta a ricevermi… ogni gemito, ogni sfioramento era reale, ma il mio cuore gridava il nome di Nicole. Sapevo che nulla poteva cancellare quello che avevo fatto, ma il bisogno di lei era più forte di qualsiasi rimorso.La bocca di Halania mi inghiottiva, la sua lingua mi faceva perdere la testa, e io rispondevo con gemiti e spinte violente. La sollevai per i capelli, la piegai in avanti, la sua figa tremava sotto ogni colpo e il mio cazzo pulsava come un martello impazzito. Sentivo la sborra salire, inarrestabile, mentre nella mia mente scorrevano solo immagini di Nicole, della sua pelle, dei suoi occhi, del suo corpo che desideravo sopra ogni altra cosa.
Ma non potevo restare lì. Il senso di colpa mi bruciava, e il bisogno di Nicole era insopprimibile. Tornai da lei come un animale affamato che corre verso la libertà. La trovai davanti alla porta, ignara, e non aspettai nemmeno un secondo. La strinsi a me, le labbra sulle sue, la lingua a invaderla, le mani a strapparle i vestiti, a scoprire ogni centimetro della pelle che conoscevo così bene.
«Angelo…» sussurrò sorpresa, ma la sorpresa durò poco. La sollevai e la schiacciai contro il muro, penetrandola con tutta la rabbia, il desiderio e l’amore che avevo dentro. Ogni colpo era un grido, ogni gemito suo un perdono che cercavo disperato. La portai sul letto, sul pavimento, di lato, a pecora, sopra di me: non smisi finché le sue cosce non tremarono e il mio cazzo non esplose di nuovo dentro di lei.
Non bastava. La girai, la presi dall’alto, penetrandola mentre le sue mani afferravano i miei fianchi, graffiandomi con passione. Ogni spinta era più profonda, più feroce, e il suo corpo reagiva come se volesse fondersi con il mio. Lei gemeva, urlava, e io rispondevo con colpi lunghi e decisi, mentre sentivo la sborra crescere ancora dentro di me, pronta a esplodere.
La portai a pecora sul letto, e la sua figa si strinse attorno al mio cazzo come una calamita. I nostri corpi erano incollati, il sudore scivolava lungo la schiena di entrambi, e ogni gemito di Nicole mi faceva impazzire di desiderio. La mia mano afferrava il suo culo, tirandola verso di me, mentre il mio cazzo entrava e usciva senza tregua, facendo tremare ogni fibra del nostro corpo.
Poi la girai di lato, le sue gambe avvolte attorno a me, e la penetrai con una furia nuova, quasi disperata, come per bruciare via ogni sensazione di colpa. Nicole gemeva forte, urlava il mio nome, e io rispondevo con spinte violente, senza fermarmi, sentendo ogni tremito del suo corpo, ogni contrazione della sua figa stringersi intorno a me. La sborra salì di nuovo, calda e potente, e la riversai dentro di lei, mentre le sue mani mi tenevano stretto, il suo respiro corto e affannoso, e il suo corpo finalmente mio come non mai.
Ma il desiderio non si fermava. La presi ancora, sopra di me, la ruppi in ogni posizione possibile: a pecora, di lato, sul pavimento, sopra il letto, ogni volta esplodendo dentro di lei, sentendo il suo corpo tremare e stringersi intorno al mio cazzo. I gemiti, i gridi, le urla e i colpi si mescolavano, creando un vortice di piacere e passione che sembrava non avere fine.
Quando finalmente ci fermammo, il respiro affannoso riempiva la stanza, i nostri corpi sudati e intrecciati, il cuore ancora martellante. La guardai negli occhi, e finalmente, senza parole, sapevo che nulla avrebbe più potuto separarci. Il tradimento era stato reale, il piacere con Halania intenso, ma ora non c’era più nulla: solo noi, solo Nicole, solo il nostro fuoco. Avevo bruciato tutto il peccato nella sua passione, e in quell’istante, ero completamente suo.
Rimasero solo i nostri respiri, i nostri corpi accesi, e un silenzio che parlava più di qualsiasi parola. Lei era mia, solo mia, e avremmo vissuto ogni orgasmo, ogni carezza, come se non ci fosse un domani.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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