incesto
Gioco proibito 🚫
Angel1965
07.11.2025 |
5.138 |
2
"Francesca gemette, il suono che risuonò nella stanza come una musica celestiale per Angelo..."
Un gioco di tentazioni proibite esplode inun intenso scontro di desiderio tra Angelo
e Francesca, la cognata che non si lascia
ignorare. Passione, sfida e segreti si
intrecciano in un incontro senza ritorno.
Angelo era seduto sul divano, il telecomando in mano, ma i suoi occhi non erano sullo schermo. Il suo sguardo
era fisso su Francesca, la cognata che da mesi aveva trasformato ogni loro incontro in un gioco pericoloso e
irresistibile. Lei era lì, in piedi davanti alla finestra, la luce del tramonto che accarezzava il suo corpo, mettendo in
risalto le curve sinuose e i capezzoli duri che spuntavano sotto la maglietta aderente. Francesca non era più solo
la moglie di suo fratello: era una tentazione costante, una puttana che sapeva come farlo impazzire.
Lei si voltò, i suoi occhi incontrarono i suoi, e un sorriso malizioso le si disegnò sulle labbra umide. Angelo sentì il
sangue affluire al suo cazzo, già duro solo al pensiero di lei. Francesca si avvicinò lentamente, ogni passo una
promessa silenziosa. La gonna corta si alzò leggermente, rivelando le mutandine già bagnate, e Angelo sapeva
che non avrebbe resistito.
"Che stai guardando?" chiese lei, la voce bassa e seducente, mentre si fermava davanti a lui.
Angelo non rispose. Si alzò, afferrandola per i fianchi, tirandola verso di sé. Francesca non oppose resistenza,
anzi, si lasciò guidare, il suo corpo che si premeva contro il suo. Lui le sollevò la gonna, scoprendo le mutandine
trasparenti che aderivano alla sua figa bagnata. Con un gesto rapido, le abbassò, lasciandola nuda dalla vita in
giù.
"Sei già pronta per me, eh?" sussurrò Angelo, la voce rauca dal desiderio.
Francesca non disse nulla. Si inginocchiò davanti a lui, afferrando il suo cazzo duro con una mano esperta. Lo
guardò con occhi pieni di desiderio, la lingua che usciva a bagnarsi le labbra prima di avvolgere la punta del suo
membro. Angelo gemette, le mani che si posarono sui suoi capelli scuri, mentre lei iniziava a succhiarlo con fame.
La bocca di Francesca era calda e avvolgente, la sua lingua che giocava con la punta del suo cazzo, stimolandolo
in modo che lo faceva impazzire. Lei lo guardava mentre lo succhiava, gli occhi pieni di una mistura di desiderio e
sfida, come se volesse fargli capire che era sua, solo sua, anche se non avrebbe mai dovuto esserlo. Angelo
chiuse gli occhi, godendosi la sensazione della sua bocca umida che lo avvolgeva, ma li riaprì subito, incapace di
distogliere lo sguardo da lei.
"Sei una puttana, lo sai?" mormorò lui, mentre lei approfondiva la sua presa, facendolo gemere di nuovo.
Francesca sorrise intorno al suo cazzo, come se fosse orgogliosa del complimento. Poi, senza dire una parola, si
alzò, il suo corpo che si muoveva con grazia felina. Si appoggiò al tavolo davanti a lui, il culo perfetto in bella
mostra, le gambe leggermente divaricate. Angelo non ebbe bisogno di altre istruzioni. Si posizionò dietro di lei,
le mani che afferravano i suoi fianchi, tirandola verso di sé.
Con un solo movimento, penetrò il suo culo stretto, il suo cazzo che scomparve dentro di lei fino in fondo.
Francesca gemette, il suono che risuonò nella stanza come una musica celestiale per Angelo. Iniziò a pompare
con forza, il suo membro che entrava e usciva dal suo buco stretto, creando un ritmo che li faceva impazzire
entrambi.
Lei si muoveva all’unisono con lui, il suo corpo che ondeggiava ad ogni spinta, le tette che rimbalzavano con ogni
movimento. Angelo afferrò i suoi fianchi con forza, le unghie che si conficcavano nella sua pelle, mentre
aumentava il ritmo. Il suono della carne che sbatteva contro carne riempiva la stanza, mescolandosi ai loro gemiti
di piacere.
E mentre la scopava senza pietà, la mente di Angelo vagò per un attimo verso sua moglie. Ma l’immagine di lei
svanì rapidamente, sostituita dal volto di Francesca, la sua puttana, la sua cognata, quella che lo faceva
impazzire. Era il suo corpo che sentiva sotto di sé, il suo culo che lo stringeva, la sua figa che lo chiamava, anche
se non la stava scopando lì.
"Sei mia, Francesca," ansimò Angelo, mentre sentiva il piacere salire, incontrollabile. "Solo mia."
Lei gemette in risposta, il suo corpo che si tendeva, pronta a venire insieme a lui. Angelo afferrò i suoi fianchi
con ancora più forza, come se volesse fonderla con sé, e scaricò tutto il suo sperma dentro di lei. Il suo cazzo
pulsava, riempiendola completamente, mentre Francesca urlava di piacere, il suo corpo che tremava sotto di lui.
Angelo continuò a pompare, anche quando il suo orgasmo iniziò a svanire, volerle dare ogni ultima goccia di sé.
Alla fine, esausto, si ritirò, il suo cazzo che scivolò fuori dal suo culo, lasciando una scia di liquido caldo.
Francesca si voltò, il suo corpo ancora tremante, un sorriso soddisfatto sulle labbra.
"Sei stato bravissimo," sussurrò lei, avvicinandosi a lui, le labbra che sfioravano il suo orecchio. "Ma ricordati,
Angelo, ogni volta che scopi tua moglie, sarò io a riempirti la mente."
Angelo non rispose. Sapeva che aveva ragione. Mentre si sedevano, esausti, il respiro che lentamente tornava
alla normalità, lui sapeva che l’immagine di Francesca, la sua puttana, la sua ossessione, lo avrebbe
accompagnato ogni volta che avrebbe fatto l’amore con sua moglie. E in quel momento, non sapeva se odiarla o
amarla per questo. Ma una cosa era certa: non avrebbe mai smesso di desiderarla.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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