Prime Esperienze
Il dolce veleno di Serena
Angel1965
05.08.2025 |
900 |
1
"Le sue gambe si aprivano sempre di più, il respiro affannoso, i capezzoli tesi come frecce..."
Un racconto di piacere, dominio e perdizione tra le mani di una giovane donna affamata di vita.⸻
SCENA 1 – Il risveglio del desiderio
Serena entrò nel soggiorno con la camminata lenta e sfacciata di chi non ha nulla da nascondere. Solo una camicia bianca, sbottonata fino all’ombelico, lasciava intravedere le curve sode di una ventiquattrenne senza vergogna. I lunghi capelli biondi scendevano in onde disordinate sulle spalle nude.
Mi guardò con un sorriso malizioso e si avvicinò.
«Ti piaccio così, Angelo?»
Aveva gli occhi della sfida, quelli che ti inchiodano e ti dicono: o ti arrendi, o mi domini.
Senza aspettare risposta, si inginocchiò tra le mie gambe e mi sciolse la cintura con lentezza. Le sue dita affamate sapevano dove andare, la sua bocca era calda e decisa. Iniziò a giocare con la lingua lungo il ventre, provocandomi, accendendo ogni nervo.
Quando si prese il mio cazzo tra le labbra, lo fece come se stesse bevendo da una fonte sacra. Profonda, lenta, famelica. Il rumore umido, il suo sguardo fisso sul mio, la sua mano che accarezzava i testicoli… Mi aveva già vinto, e lo sapeva.
Si alzò in piedi nuda, fiera, la camicia a terra come una bandiera bianca.
«Adesso tocca a te. Fammi male, ma fammelo con amore.»
⸻
SCENA 2 – Sulla soglia del peccato
La presi e la portai contro il muro. Le mani le afferravano i fianchi, la mia bocca cercava la sua. Le sue gambe si strinsero attorno a me con desiderio puro. Il mio cazzo premeva contro la sua fica, ancora prigioniero nei jeans, e la tensione era diventata insostenibile.
Quando la penetrai, lo feci con un gemito che ci fece tremare entrambi. Serena si mosse su di me con maestria, lenta, profonda, sensuale.
«Riempimi tutta…» mi sussurrava, mentre il suo corpo mi accoglieva come se fossimo fatti per combaciare così.
Quando scese in ginocchio, con il mio seme ancora caldo tra le cosce, e prese in bocca di nuovo il mio cazzo, fu un atto di adorazione. Mi guardava dal basso mentre succhiava piano, pulita e sporca allo stesso tempo.
«Non ho ancora finito con te, vecchio mio…»
E non scherzava.
⸻
SCENA 3 – Estasi sul lago di Como
L’acqua era ferma, il cielo blu sopra di noi. La barca era ancorata poco oltre Bellagio, e non c’era nessuno attorno. Solo noi, il silenzio, e il vento caldo d’estate.
Serena era sdraiata sul ponte, completamente nuda, la pelle dorata dal sole. Si toccava la fica lentamente, mentre mi guardava.
«Guardami, Angelo… Voglio che mi guardi mentre mi faccio venire per te.»
Si bagnava le dita con la lingua, poi le affondava dentro di sé.
Le sue gambe si aprivano sempre di più, il respiro affannoso, i capezzoli tesi come frecce. Io mi stavo masturbando davanti a lei, eccitato oltre ogni limite.
«Ora vieni qui. Voglio sentirtelo dentro mentre vengo.»
Mi inginocchiai sopra di lei, le sollevai le gambe sulle spalle e la penetrai con forza.
Il rumore dei nostri corpi che si scontravano copriva il silenzio del lago. Serena si aggrappava a me, graffiava, gemeva.
«Più forte… Fammi urlare, fammi sborrare ancora…»
Quando venne, lo fece gridando il mio nome, il corpo scosso da uno squirt improvviso che bagnò il legno del ponte. Non mi fermai. Continuai a scoparla anche da dietro, con la faccia premuta sul legno e il culo sollevato come un dono.
Venni dentro di lei senza freni. Serena si voltò a guardarmi, sporca, felice, viva.
«Se questo è peccato… voglio peccare ogni giorno con te.»
⸻
FINE
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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