Prime Esperienze
Impiegata di banca 2
Angel1965
10.02.2026 |
793 |
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"Ma erano legate, e non poteva fare altro che godere del piacere che le stavo dando..."
La luce della luna filtrava attraverso le tende, illuminando la stanza con un bagliore argenteo. Michela dormiva accanto a me, la sua pelle liscia e vellutata sotto le mie dita. Dopo ore di passione sfrenata, eravamo finalmente crollati in un sonno profondo, esausti ma appagati.Mi alzai lentamente, cercando di non svegliarla. Il suo respiro era leggero, le labbra socchiuse in un sorriso beato. Mi avvicinai al suo armadio, la mia mente già piena di idee. Sapevo cosa le piaceva, cosa la faceva impazzire. E quella sera, volevo superare ogni limite.
Aprii l'armadio, e la mia mano si posò su un capo in particolare: una minigonna cortissima, nera, che le arrivava a metà coscia. Sotto, delle calze a rete che le avrebbero avvolto le gambe in una ragnatela sensuale. E per completare il tutto, un micro perizoma di pizzo nero, quasi invisibile.
Con un sorriso malizioso, presi i vestiti e mi diressi verso il bagno. Mi spogliai, lasciando cadere i miei boxer sul pavimento. Mi guardai allo specchio, il mio corpo ancora segnato dai graffi e dai morsi di Michela. E mi sentivo vivo, eccitato, pronto per un'altra notte di follia.
Tornai in camera, e mi avvicinai a Michela. Le accarezzai i capelli, sussurrandole dolcemente: "Amore, è ora di svegliarsi."
I suoi occhi si aprirono lentamente, e un sorriso le illuminò il viso. "Cosa c'è, Angelo?"
"Ho una sorpresa per te," risposi, porgendole i vestiti. "Indossa questo."
I suoi occhi si spalancarono, e un'espressione di eccitazione pura le attraversò il volto. "Oh, sì," sussurrò, afferrando i vestiti. "Non vedo l'ora."
Si alzò dal letto, e con movimenti lenti e sensuali, iniziò a spogliarsi. La sua pelle era perfetta, ogni curva un invito alla passione. La guardai, il mio cuore che batteva all'impazzata.
Indossò prima il perizoma, poi le calze a rete, che le avvolsero le gambe in una seconda pelle. Infine, la minigonna, che le lasciava scoperte le gambe, pronte per essere ammirate.
Si girò verso di me, e mi guardò con occhi scintillanti. "Come sono?" chiese, la voce roca.
"Sei... perfetta," risposi, la mia voce quasi soffocata dall'emozione.
Mi avvicinai a lei, e la baciai con passione. Le mie mani esplorarono il suo corpo, accarezzando la sua schiena, i suoi fianchi, le sue gambe. La sua pelle era calda, vellutata, un invito irresistibile.
"Ti amo," sussurrò, mentre le mie mani si muovevano sempre più in basso.
"Anch'io ti amo," risposi, mentre la sollevavo tra le mie braccia.
La portai sul letto, e la adagiai delicatamente. Mi inginocchiai davanti a lei, e iniziai a baciarle le gambe, risalendo lentamente fino alla minigonna. La sollevai leggermente, e le mie labbra si posarono sul suo sesso, che era già umido e pulsante.
Michela gemette, afferrando i miei capelli. "Angelo... più forte..."
Obbedii, intensificando i miei baci e le mie leccate. La sua eccitazione cresceva, e il suo corpo si contorceva sotto di me. La sentivo gemere, urlare, implorare.
Dopo minuti interminabili di piacere, Michela raggiunse l'orgasmo. Il suo corpo si irrigidì, e un grido di piacere le uscì dalle labbra. Caddi accanto a lei, esausto ma felice.
"Sei stato bravissimo," sussurrò, accarezzandomi i capelli. "Ma non è finita qui. Ho ancora un sacco di giochi da farti provare."
Sorrisi, sapendo che quella sarebbe stata solo la prima di molte notti indimenticabili. La mia vita era cambiata per sempre, e tutto grazie a una donna, una ninfomane, una provocatrice, amante del cazzo. E io, Angelo, ero finalmente a casa.
Mi alzai, e mi diressi verso il comodino. Presi un paio di manette di pelle, e tornai da Michela.
"Cosa stai facendo?" chiese, con un sorriso malizioso.
"Sto per farti provare un nuovo gioco," risposi, legandole i polsi dietro la schiena.
Michela gemette, gli occhi che brillavano di eccitazione. "Oh, sì... fammelo provare."
Le legai anche le caviglie, e la fissai, ammirando la sua bellezza. Era completamente in mio potere, e la prospettiva mi eccitava oltre ogni limite.
"Adesso sei mia," sussurrai, mentre mi chinavo su di lei.
La baciai, e le mie mani iniziarono a esplorare il suo corpo. La sua pelle era calda, vellutata, un invito irresistibile. Iniziai a baciarle il collo, le spalle, il petto, scendendo sempre più in basso.
Michela gemeva, le sue mani che cercavano di afferrarmi. Ma erano legate, e non poteva fare altro che godere del piacere che le stavo dando.
Mi abbassai, e le mie labbra si posarono sul suo sesso. La sua eccitazione cresceva, e il suo corpo si contorceva sotto di me. La sentivo gemere, urlare, implorare.
Dopo minuti interminabili di piacere, Michela raggiunse l'orgasmo. Il suo corpo si irrigidì, e un grido di piacere le uscì dalle labbra.
Mi alzai, e la guardai, ammirando la sua bellezza. Era completamente in mio potere, e la prospettiva mi eccitava oltre ogni limite.
"Adesso," sussurrai, "inizieremo il vero divertimento."
E quella notte, non ci furono limiti. Solo passione, piacere, e la consapevolezza di essere finalmente a casa, tra le braccia della donna che amavo.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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