tradimenti
• “Sotto il Naso del Cornuto”
Angel1965
27.04.2025 |
1.011 |
2
"Sentivo Angelina che mi stringeva dentro di sé come se non volesse lasciarmi più uscire..."
Un caldo pomeriggio, una richiesta innocente… e una voglia proibita che esplode sotto gli occhi ignari del marito. Nel segreto di un garage, Angelina si rivela per quello che è: una sfacciata ladra di piacere.⸻
Non so nemmeno come sia successo davvero.
Era un pomeriggio d’aprile, caldo e strano, e io stavo trafficando nel mio garage. Portone semiaperto, birra a metà, mani sporche d’olio. Poi, eccola.
Angelina.
Shorts di jeans strappati, canotta bianca senza reggiseno, capezzoli che si intravedevano sfacciati sotto il tessuto sottile.
«Ciao Angel… hai mica un cacciavite lungo?» mi chiese, ridendo con quella bocca da succhiatrice di anime.
Dietro di lei, a pochi metri, suo marito armeggiava col cofano della loro macchina. Non ci badava a noi. E lei lo sapeva.
Mi si avvicinò troppo. Troppo vicino per essere solo una richiesta innocente.
Sentii il suo odore dolce misto a sudore. Vidi il lampo nei suoi occhi.
Le passai il cacciavite, ma lei, invece di prenderlo subito, fece scivolare le dita sulla mia mano. Un brivido.
«Mi aiuti a infilare questo… dentro?» sussurrò sporca.
Abbassai lo sguardo. La canotta le lasciava intravedere metà seno.
Il mio cazzo si indurì all’istante, spingendo contro i jeans.
Lei sorrise, complice.
Fece finta di inciampare e si schiacciò contro di me.
Il portone era abbastanza chiuso da nasconderci alla vista, abbastanza aperto da far sentire i rumori di fuori.
Il marito, distratto, bestemmiava contro il motore.
Angelina prese la mia mano e la spinse tra le sue cosce nude.
Non portava le mutandine. Era già bagnata.
«Non farti pregare, Angel…» mormorò, mordendosi il labbro.
Non serviva altro.
La piegai contro il banco da lavoro, strappandole la canotta.
I suoi seni sodi, turgidi, tremavano sotto le mie mani.
Sbatté il culo contro di me, ansiosa.
Aprii la zip dei jeans e tirai fuori il cazzo duro, lucido di voglia.
Le allargai le gambe e la penetrati con uno spinto secco e profondo.
Angelina soffocò un gemito, mordendosi il braccio per non urlare.
Iniziai a scoparla con movimenti forti, affamati, mentre il marito continuava ignaro a trafficare a pochi metri.
Sentivo il rumore delle sue chiavi che cadevano a terra.
Sentivo Angelina che mi stringeva dentro di sé come se non volesse lasciarmi più uscire.
Le presi i capelli, la tirai indietro e le bisbigliai all’orecchio:
«Ti piace scoparmi mentre tuo marito è lì fuori, troia?»
Lei annuì, ansimando.
«Sì… sì, scopami forte… mentre lui non sa niente…»
Il ritmo aumentò.
Il banco da lavoro tremava.
Angelina venne per prima, con un tremito violento, stringendosi spasmodicamente al mio cazzo.
Io la seguii poco dopo, svuotandomi dentro di lei, profondo, caldo, senza freni.
Quando finii, tirai fuori lentamente.
Angelina si sistemò in fretta la canotta strappata, ridacchiando.
Si voltò verso di me, ancora con le cosce bagnate e sporche della mia sborra, e mi sussurrò:
«Alla prossima, Angel… magari nel suo stesso letto.»
E se ne andò, lasciandomi lì, con il sapore della sua figa ancora addosso e il battito martellante nelle orecchie.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore.
Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Commenti per • “Sotto il Naso del Cornuto”:

Discussioni sul pianeta Swinger e non solo...
