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Tradimento di Piacere
Angel1965
15.09.2025 |
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"Lo sconosciuto le afferrò i capelli, tirandola indietro, mentre continuava a scoparla..."
Halania presa davanti ai miei occhi
Prologo – La Tentazione
Era iniziato come un gioco, come tante volte tra me e Halania. Uno sguardo malizioso, un tocco rubato, le sue labbra vicine alle mie mentre sussurrava provocazioni. Ma quella sera c’era qualcosa di diverso. Lei mi stava stuzzicando con un’intensità nuova, più sporca, più pericolosa.
“Ti ecciterebbe se un altro mi toccasse davanti a te?” mi chiese a bruciapelo.
Sentii il cuore fermarsi un attimo. Era una follia. Era tradimento. Ma bastò immaginare la scena per farmi indurire all’istante. Non risposi subito, ma i miei occhi la tradirono: un lampo di desiderio che Halania colse subito. Sorrise come una gatta che ha catturato il topo.
Mi prese la mano e la guidò tra le sue cosce nude, bagnate già solo dall’idea. “Lo vuoi,” disse. “Lo voglio anch’io.”
Il patto era sigillato senza altre parole. Io ero già suo prigioniero.
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Il Tradimento – Lo Sconosciuto
Lui arrivò tardi, chiamato da lei, accettato da me con un silenzio che valeva più di mille sì. Uno sconosciuto: alto, spalle larghe, sguardo che non lasciava spazio a esitazioni. Quando varcò la soglia della stanza, l’aria cambiò. Io ero seduto, già teso, e il mio cazzo duro premeva nei pantaloni.
Halania non perse tempo. Si avvicinò a lui, lo guardò dritto negli occhi e lo baciò. Un bacio sporco, affamato, diverso da quelli che dava a me. Io li fissavo, e più la gelosia mi stringeva il petto, più il mio cazzo pulsava come se stesse esplodendo.
Lui le afferrò i fianchi, la spinse piano sul letto. Le mani esperte scesero veloci, e in un attimo Halania era a quattro, con il culo alto e le mutandine scostate. Mi guardò un attimo: “Guardami, Angelo. Non distogliere gli occhi.”
Lo sconosciuto si inginocchiò dietro di lei, tirò fuori il cazzo — grosso, gonfio, lucido. Si passò un po’ di lubrificante e, con calma crudele, le infilò due dita nel culo. Halania gemette forte, un urlo misto a dolore e piacere, e io sentii il sangue pomparmi in testa. Le sue gambe si aprirono di più, offrendo tutto. Lei voleva quella sensazione, la desiderava fino in fondo.
“Preparala bene,” pensai, e allo stesso tempo volevo urlargli di fermarsi. Ma rimasi lì, col cuore che martellava e la mano che stringeva forte il mio cazzo duro sotto i pantaloni.
Poi venne il momento. Lo sconosciuto si posizionò, afferrò i suoi fianchi e la penetrò con un colpo unico, profondo. Halania urlò il mio nome e si piegò sulle lenzuola, mentre io vedevo il suo culo aprirsi intorno a lui. La stanza si riempì dei loro gemiti, dei colpi umidi, del rumore sporco della carne che si scontrava.
Io ero paralizzato e ipnotizzato. Ogni spinta dentro di lei era un pugno nello stomaco, ma anche un’ondata di piacere che mi faceva pulsare il cazzo. Ero geloso, sì. Ma soprattutto ero eccitato oltre ogni limite.
Halania non era mai stata così. Urlava, si piegava, chiedeva più forte. “Scopami… più dentro… sì… così!” E io, da spettatore, godevo di ogni suo gemito. Mi guardò ancora, con un sorriso sporco e la voce roca: “Goditela, Angelo. È per te.”
Lo sconosciuto aumentò il ritmo. Le spinte diventavano martellate. Halania si stringeva a lui, il suo culo che inghiottiva tutto, le sue mani artigliate sul letto. Io mi alzai, incapace di stare fermo. Mi avvicinai, presi i suoi seni tra le mani, la baciai sul collo mentre l’altro la sfondava. Sentivo il suo corpo vibrare, il calore, l’odore di sesso che riempiva la stanza.
La scena era sporca, animalesca, irresistibile. Ogni affondo di lui era un colpo che vibrava anche dentro di me. Il mio cazzo scoppiava, le vene tese, la testa che girava. Era un tradimento che mi stava distruggendo e ricostruendo insieme.
Lo sconosciuto le afferrò i capelli, tirandola indietro, mentre continuava a scoparla. Lei gridava, un misto di dolore e piacere che mi fece tremare le gambe. “Ancora! Non fermarti!” urlava, e io sapevo che era perduta dentro quel piacere.
Alla fine, lui affondò fino in fondo e venne dentro di lei, riempiendola senza pietà. Halania crollò urlando, il suo corpo scosso da un orgasmo devastante. Vederla così, col culo sporco di sborra che colava, fu la visione più potente che avessi mai avuto. Non resistetti più: il mio cazzo esplose, sborrai ovunque — sul suo culo, sulle sue cosce, sul letto. Un’eiaculazione violenta, liberatoria, che mi svuotò l’anima.
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Dopo – Il Segreto
Restammo lì, sudati, ansimanti, avvolti nell’odore acre del sesso. Lo sconosciuto si rivestì in silenzio, mi lanciò uno sguardo complice e uscì senza una parola.
Io rimasi accanto a Halania. Lei era stremata, i capelli bagnati di sudore, il corpo ancora tremante. Si voltò verso di me, mi baciò con le labbra sporche e sussurrò:
“È stato tutto per te, Angelo.”
La presi tra le braccia, ancora scosso, ancora duro nonostante lo sfinimento. La baciai con rabbia e desiderio, sentendo il sapore di lui sulla sua bocca. E invece di allontanarmi, la presi di nuovo, ancora bagnata, ancora sporca di sborra. Il nostro secondo round fu sporco, disperato, ma pieno solo di noi due.
Il tradimento era compiuto. Eppure, in quel momento, Halania non mi era mai sembrata così mia.
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Angelo
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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