trio
Due Sorelle. Un Solo Desiderio
Angel1965
03.08.2025 |
1.891 |
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"Le dita lo strinsero alla base mentre la lingua scivolava sulla punta, raccogliendo ogni goccia..."
PrefazioneCi sono famiglie in cui la bellezza è un dono.
E poi ci sono famiglie in cui è un’arma.
Nicole e Thaise non erano semplicemente belle: erano fatte per essere guardate, volute, vissute.
E per Angel, finirci in mezzo significava solo una cosa: perdersi.
Ma che dolce, sporca rovina.
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Capitolo 1 – Nicole, la prima tentazione
Rio de Janeiro. Un rooftop bar a Ipanema, cielo rosa, cocktail ghiacciati e il culo di Nicole che si muoveva al rallentatore sotto un vestito di seta verde smeraldo. Lo guardava apposta, e lo sapeva.
«Tu sei italiano, vero?» disse, girandosi piano. «Lo vedo da come mi spogli con gli occhi.»
Angel rise. Nicole non era solo bella. Era pericolosa. Parlava piano, come se ogni parola fosse un invito. Ogni suo movimento aveva il ritmo lento di una predatrice.
E lui? Già stava cadendo.
La prima notte non successe nulla. La seconda, le sue dita sfiorarono la pelle nuda sotto il vestito. Alla terza notte, lei gli sussurrò all’orecchio:
«Se pensi che io sia pericolosa… non hai ancora visto mia sorella.»
E sorrise. Con quella piega sulle labbra che preannuncia tempeste.
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Capitolo 2 – Thaise, fuoco puro a Bahia
Il bar era piccolo, affacciato sulla spiaggia di Itapuã. Luci rosse, mojito forte, e musica che colava addosso come melassa tropicale. Thaise ballava scalza sul pavimento appiccicoso, i fianchi che disegnavano promesse oscene a ogni battito di tamburo.
Angel la osservava in silenzio, appoggiato al bancone con una caipirinha in mano. Il vestito corto di Thaise era un insulto a ogni morale: trasparente, sudato, scivolava dalle sue curve come se implorasse di essere strappato.
Lei si voltò. Lo vide. Sorrise con quella bocca che sapeva di mango e peccato.
«Che c’è, gringo? Hai paura di bruciarti?»
Angel non rispose. La raggiunse. Le prese il mento tra le dita. La baciò come si baciano le femmine che si ricordano per tutta la vita.
«Più forte, Angel…» sussurrò lei contro la sua bocca. «Scopami come un animale.»
Lui la prese per il polso e la trascinò nel retro del locale, tra casse di birra e pareti scrostate di umidità. Lì, in piedi, contro il muro ruvido, Thaise si offrì come solo una vera baiana sa fare: con rabbia, voglia e fame.
Si voltò, si piegò in avanti e sollevò il vestito senza dire una parola. Nessuna biancheria sotto. Solo la pelle calda e lucida del suo culo, perfetto e spudorato, pronto a ricevere.
«Guarda come mi hai ridotta…» sibilò, spalancando le gambe quel tanto che bastava a mostrare la fessura già umida, affamata.
«Sono bagnata da quando mi hai guardata. E adesso mi devi usare, Angel. Usami come vuoi.»
Lui non rispose. Le morse la nuca con una mano, l’altra scivolò tra le cosce aperte. Le dita si inzupparono subito. Thaise ansimò.
«Così, sì… Vai dentro, senza pietà. Fammi urlare.»
Angel la prese con violenza controllata, affondando in lei mentre la teneva piegata contro il muro. Thaise gemeva forte, le mani schiacciate sulla parete ruvida, il culo che si muoveva a ritmo, godendo ogni colpo.
«Più forte! Di più! Aprimi tutta!» urlava, spingendosi indietro, provocandolo.
Angel le afferrò i fianchi e la scopò come lei voleva: da animale, sudato, furioso. I loro corpi si scontravano, il rumore del piacere copriva la musica. Le parole di Thaise erano sporche, incendiarie:
«Mi stai riempiendo, porra… così! Cazzo, sento tutto… continua, non fermarti, fammi venire mentre mi usi!»
E quando venne, urlò davvero. Si inarcò tutta, i muscoli contratti, un orgasmo violento che le fece tremare le gambe. Ma non bastava. Si girò, si inginocchiò da sola.
«Non ho finito. Fammi sentire il sapore adesso.»
Lo prese con una mano, lenta, decisa. Le dita lo strinsero alla base mentre la lingua scivolava sulla punta, raccogliendo ogni goccia.
«Mmm… così figa e cazzo insieme. Sto impazzendo.»
Lo ingoiò piano, poi più profondo. Le labbra strette, la bocca calda che lo succhiava con fame. Angel gemette. Thaise godeva nel sentirlo perdere il controllo. Lo guardava dal basso, oscena e divina.
«Dai, scoprami anche la bocca. Prendimi tutta.»
Lui affondò, le mani sui suoi capelli. Thaise non si tirò indietro. Aprì la gola. Gli offrì tutto. Godeva nel farsi usare. In quella bocca c’era dedizione e lussuria. Slurp. Gocce di saliva sul mento. Gli occhi lucidi di desiderio.
Poi si staccò, con un filo di bava tra le labbra.
«Mi serve di nuovo… lì sotto. Vieni a farmi godere la figa, Angel. Ho ancora voglia. Non è mai abbastanza.»
Si sdraiò a terra, gambe aperte, dita che già si muovevano sul clitoride gonfio. La sua figa era bagnata, pulsante, impaziente.
«Guardami… la vedi? È tutta tua. Vieni a scoparmi mentre mi tocco. Vieni forte, fammi venire ancora. Riempimi, cazzo!»
Angel la montò con rabbia e amore. Di nuovo. Dentro. A fondo. I corpi si cercavano come se fosse l’ultima volta.
Thaise si mordeva il labbro, impazziva sotto di lui.
«Ti sento. Mi spacchi. Così! Vieni dentro… voglio tutto, voglio che mi scopi finché non mi addormento col tuo cazzo ancora dentro!»
E alla fine, vennero insieme. Lei urlando, lui gemendo contro la sua pelle sudata, dentro di lei, fino all’ultima goccia.
I corpi si afflosciarono l’uno sull’altra, ancora intrecciati, ancora caldi.
Nessuna parola. Solo respiri. E il profumo della figa di Thaise che aleggiava nell’aria come un incenso sacro.
⸻
Capitolo 3 – Ritorno a Rio: sorelle di fuoco
Quando Angel tornò a Rio, Nicole lo stava già aspettando. Sul letto, con una canottiera bianca senza reggiseno e uno sguardo che lo trapassava.
«Hai l’odore di mia sorella addosso», disse senza rabbia.
Solo con un sorriso.
Lento. Malizioso.
«Ti ha fatto impazzire, vero?»
Angel annuì. Nicole si alzò, lo raggiunse. Gli baciò il collo. Lo annusò.
«Lei è fuoco… io sono veleno.»
Poi lo guardò, dritto negli occhi.
«Vuoi sapere cosa succede quando siamo insieme?»
⸻
Fine… o l’inizio di tutto.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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