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incesto

Nicole – Il Sapore del Peccato


di Membro VIP di Annunci69.it Angel1965
24.04.2025    |    415    |    2 9.0
"IL RISVEGLIO PROIBITO La mattina dopo, mentre mia moglie era sotto la doccia, Nicole risalì nel letto..."
Sottotitolo: Estate. Sudore. Tentazione. E un gioco che non doveva iniziare.



1. L’ARRIVO

Era il primo giorno d’estate quando Nicole arrivò.

Figlia della sorella maggiore di mia moglie, veniva da Itapuã, Brasile, per passare qualche settimana con noi.
«Per fare esperienza in Europa», dicevano.

Aveva diciotto anni e mezzo. Un corpicino minuto, ma già tutto formato. Occhi neri da pantera, pelle ambrata, e un modo di muoversi che sembrava dire: il mondo è mio.

Indossava un top bianco trasparente, senza reggiseno. Shorts così corti da sembrare solo un dettaglio.
Appena la vidi alla porta, con la valigia in una mano e il chewing gum nell’altra, capii subito: quella non era una ragazzina qualunque.

— E aí, tio — disse, sfiorandomi le labbra con un bacio che non fu solo sulla guancia. Voluto. Lentissimo.

Mia moglie la abbracciò con entusiasmo.
Io, invece, non riuscivo a staccare gli occhi da quel culo sodo e sfacciato che dondolava sotto i jeans tagliati.
E lei lo sapeva.
Lo faceva apposta.

A cena si sedette proprio di fronte a me. Gambe accavallate. Piede nudo che cercava il mio sotto il tavolo.
Mia moglie parlava del più e del meno. Nicole mi guardava negli occhi mentre mordeva la forchetta.

— Da noi in Brasile, le famiglie sono molto… unite — disse, con un sorriso dolce e letale.

Quella notte, mentre tutti dormivano, passai davanti alla porta del bagno socchiusa.
La intravidi allo specchio. Nuda. Solo uno slip sottile tra le chiappe.
Si chinò lentamente, come se sapesse di essere osservata.
Poi si voltò.

— Boa noite, tio… dorme bem… — sussurrò, prima di chiudere la porta con calma.

E da quella sera, Nicole entrò nei miei pensieri.
Per non uscirne più.



2. IL GIOCO SPORCO

I giorni passarono.
Nicole diventava ogni giorno più sfacciata.

Non portava mai intimo. Sotto quei vestitini leggeri, nulla.
Solo pelle. Solo provocazione.

Sul divano si sedeva con le gambe appena aperte. Bastava un secondo per vedere tutto: liscia, lucida, offerta.
E lo faceva mentre mia moglie le stava a pochi metri.
Con quel sorriso da puttanella consapevole.

— Fa caldo, zio… vero? — diceva sollevando il bordo del vestito. — Qui non passa neanche un filo d’aria…

Una sera, sotto una coperta leggera, sentii la sua pelle nuda.
Il suo piede. La sua coscia. La sua figa.
Calda. Umida. Tesa.

— Ti piace guardarmi, vero? — sussurrò. — Ma scommetto che ti piacerebbe di più… toccarmi.

E bastò quel tocco.
Per capire che il limite era lì.
A portata di mano.



3. LA NOTTE PROIBITA

Era tardi. Mia moglie dormiva profondamente.

Nicole bussò piano alla porta della camera.
Disse che aveva paura del temporale.
Si infilò nel letto. Dal mio lato. Solo una maglietta lunga addosso. Nient’altro.

— Adesso non puoi scappare — mormorò, mentre infilava la mano sotto le lenzuola.

Mi prese. Poi mi baciò lì. Poi mi guardò negli occhi e disse:

— Fammi tua. Davanti a lei. Ma… senza svegliarla.

Le sollevai la maglietta.
Era calda. Profumata. Bagnata.
La presi piano. Poi con più forza.
Mia moglie dormiva a venti centimetri. Nicole si mordeva le dita per non urlare.

— Vienimi dentro… fammi tua per sempre…

E lo feci.
Dentro di lei.
Senza più ritorno.



4. IL RISVEGLIO PROIBITO

La mattina dopo, mentre mia moglie era sotto la doccia, Nicole risalì nel letto.
Sotto le lenzuola, mi prese in bocca.
Senza una parola. Lenta. Umida. Profonda.

— A lei piace cantare… — sussurrò. — A me invece piace succhiare…

Mi fece esplodere in gola.
Ingoiò tutto. Si leccò le labbra.

— Prepara il caffè, zio. Oggi… inizia bene.



5. LA PROMESSA

Una sera, mia moglie uscì.
Nicole entrò in camera.
Solo una maglietta trasparente.

Si girò. Si inginocchiò. Alzò la maglietta.
— Questo non l’ho dato a nessuno. Mai. L’ho tenuto per te. Lo vuoi?

Il suo culo. Giovane. Vergine.
Lo aprii con le mani. Ci passai la lingua.
Lei tremava.

— Voglio essere tua… anche qui.

E la presi. Lentamente.
Poi la scopai fino a farla urlare.

— Così… scassami il culo…

Le venni dentro.
E capii che Nicole… non era più una ragazzina.



6. IL FINALE

Era in ginocchio sul letto.
Il culo oliato. Pronto. Ancora vergine.

— Vieni… fammi tua del tutto…

Spinsi piano.
Lei gemette. Di dolore.
Poi, di piacere.

Ogni spinta era un grido.
Ogni centimetro, un gemito.

— Sto venendo! Mi viene… nel culo… sìììì!

E io esplosi.
Dentro di lei.
Fiotti. Profondi.

Nicole tremava.
Sudata. Esausta.

— Hai riempito tutto… ora sono tua. Tua per sempre.

Mi stesi sopra di lei. Ancora dentro. Ancora duro.
Ancora perso.



7. IL RICORDO

Ora è tutto finito.
Nessuno sa. Nessuno sospetta.

Ma Nicole… vive ancora nei miei pensieri.

Quel corpo giovane.
Quel culo offerto.
Quella bocca maledetta.

La ragazza che ha trasformato la perversione in religione.

Una dea del sesso.
Piccola. Selvaggia. Infinita.
E mia.

Per sempre.
Anche se solo nei miei ricordi.
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