trio
Il ronzio della resa
Angel1965
04.03.2026 |
618 |
0
"Sapeva che erano consapevoli di ogni suo respiro, di
ogni tremito, di ogni goccia di sudore che le scendeva lungo la schiena..."
Angelina, tra il sudore e il piacere, si ritrovaal centro di un gioco sensuale orchestrato
da Angelo e Ambra. Il vibratore rosa, prima
destinato alla solitudine, diventa
strumento di una sfida eccitante, mentre i
confini del desiderio si spingono oltre ogni
limite.
Il respiro di Angelina era ancora affannoso, il corpo madido di sudore e di quella dolce fatica che segue un
orgasmo intenso. Le labbra gonfie per i baci rubati ad Ambra, le cosce tremanti per il modo in cui Angelo l’aveva
riempita, stretta tra il dolore e un piacere così travolgente da farle perdere la cognizione del tempo. Fu allora che
i suoi occhi, ancora annebbiati dal desiderio, si posarono sul comodino.
Tra le lenzuola sgualcite e i vestiti abbandonati in fretta, il vibratore rosa pallido spiccava come una promessa
non mantenuta. Lo aveva comprato settimane prima, con l’intenzione di usarlo da sola, nelle notti in cui la
solitudine si faceva troppo pesante. Ma ora, sotto lo sguardo attento di Angelo, quel giocattolo assumeva un
significato diverso. Più oscuro. Più eccitante.
Angelo seguì la direzione del suo sguardo, un sorrisetto malizioso che gli incurvava le labbra mentre si passava
una mano sul petto, ancora lucido di sudore. «Ti piace, piccola?» la voce bassa, quasi un ringhio, mentre si
avvicinava al comodino. Le dita si chiusero attorno al vibratore, lo accese con un ronzio sordo che fece contrarre
istantaneamente i muscoli interni di Angelina. «Pensavi di usarlo da sola, eh?» Non era una domanda. Era una
sfida.
Ambra, ancora distesa sul letto con le gambe leggermente aperte e il culo indolenzito, sollevò la testa dal
cuscino. I capelli castani le incorniciavano il viso arrossato, gli occhi scuri brillanti di una curiosità che non
cercava nemmeno di nascondere. «Dai, Angelo… fammi vedere come la fai gemere» sussurrò, le dita che
scivolavano pigre tra le labbra della sua fica, ancora sensibile dopo l’orgasmo. Non era una richiesta. Era un
ordine velato, e tutti e tre lo sapevano.
Angelo non aveva bisogno di altre incitazioni. Con un movimento fluido, afferrò Angelina per i fianchi e la
costrinse a girarsi, facendola finire carponi sul letto, il culo ancora arrossato e leggermente gonfio per come
l’aveva usata poco prima. «Mani sul materasso, gattina» le ordinò, la voce ferma. «E non muoverti, a meno che
non te lo dica io.» Il vibratore ronzava tra le sue dita, minaccioso e invitante allo stesso tempo.
Angelina obbedì senza fiatare, le unghie che si conficcavano nelle lenzuola mentre sentiva il calore del corpo di
Angelo dietro di sé. Non doveva voltarsi per sapere che stava osservando ogni centimetro di lei: il modo in cui la
schiena si inarcava leggermente, i muscoli delle cosce che tremavano in attesa, il rossore che le saliva lungo la
spina dorsale. Poi, senza preavviso, sentì la punta fredda e liscia del vibratore scivolare lungo la fessura del suo
culo, ancora umida di lubrificante e del suo stesso eccitamento.
«Oh, Dio» gemette, le labbra che si aprivano in un sospiro tremante.
«Shhh» Angelo le posò una mano sulla schiena, premendo giù con decisione. «Non è Dio che ti farà venire,
tesoro. Sono io.» Con un movimento lento e deliberato, spinse il vibratore contro il suo ano, già allargato e
sensibile dopo la penetrazione di poco prima. Angelina sobbalzò, un suono strozzato che le sfuggì dalla gola, ma
Angelo non si fermò. Lo fece scivolare dentro, centimetro dopo centimetro, mentre con l’altra mano le
accarezzava la schiena in un gesto che era insieme rassicurante e possessivo.
«Guarda com’è brava» Angelo si rivolse ad Ambra, che aveva smesso di toccarsi per non perdere neanche un
istante dello spettacolo. «Prende tutto, senza lamentarsi.» Il vibratore ora era completamente dentro Angelina,
che ansimava, le dita aggrappate alle lenzuola come se potesse annegare in quella sensazione. «Ma pensi che
possa prendere di più, Ambra?»
Ambra si leccò le labbra, gli occhi incollati al culo di Angelina, dove il vibratore sporgeva leggermente, vibrando a
un ritmo costante. «Oh, ne sono sicura» rispose, la voce roca. Si avvicinò strisciando sul letto, fino a quando non
fu abbastanza vicina da poter allungare una mano e accarezzare i capelli biondi di Angelina. «Non è vero, tesoro?
Vuoi che ti riempia ancora.»
Angelina non riuscì a rispondere a parole. Un gemito lungo e tremante le sfuggì quando Angelo iniziò a muovere
il vibratore dentro di lei, prima con movimenti circolari, poi spingendolo dentro e fuori con un ritmo che le
faceva stringere i muscoli intorno al giocattolo. «Rispondi» Angelo le diede un colpetto secco sul fianco,
abbastanza forte da farle sobbalzare. «Vuoi che Ambra ti aiuti a venire, o no?»
«Sì» ansimò Angelina, la parola che le usciva a fatica. «Per favore…»
«Brava ragazza» Angelo sorrise, soddisfatto, prima di aumentare la velocità del vibratore. Il ronzio divenne più
intenso, quasi assordante, e Angelina sentì le gambe cedere sotto di sé. Se non fosse stato per la mano di Ambra
che le afferrò i capelli, costringendola a restare in posizione, sarebbe collassata.
«Guarda come si muove» Ambra si chinò, il respiro caldo contro l’orecchio di Angelina mentre parlava. «Come
una puttana affamata. Ti piace, eh? Ti piace essere usata così.» Senza aspettare risposta, scivolò giù, fino a
quando la sua bocca non fu all’altezza della fica di Angelina. La lingua le sfiorò le labbra gonfie, già bagnate, e
Angelina urlò, il corpo scosso da un brivido violento.
Angelo non si fermò. Anzi, approfittò di quel momento di vulnerabilità per spingere il vibratore ancora più a
fondo, facendolo vibrare contro quel punto sensibile all’interno del suo ano che la faceva impazzire. «Vieni per
noi, Angelina» le ordinò, la voce un comando che non ammetteva rifiuti. «Vieni ora, o ti fermo.»
Fu quello il colpo di grazia. Angelina sentì l’orgasmo montare con una forza devastante, partendo dal profondo
del suo ventre e esplodendo in onde di piacere che le fecero contrarre ogni muscolo. Ambra non si tirò indietro:
la lingua lavorava senza sosta sul suo clitoride, succhiando, leccando, mordicchiando, mentre Angelo continuava
a martellarle il culo con il vibratore, senza pietà.
«Cazzo, sì!» Angelina gridò, le lacrime che le scendevano dagli occhi per l’intensità del piacere. Il corpo le
tremava, le cosce che si stringevano intorno alla testa di Ambra, che non accennava a smettere. «Non… non
fermatevi…»
Ma Angelo, come sempre, aveva altri piani. Con un movimento brusco, estrasse il vibratore, lasciando Angelina
vuota e tremante, il buco del culo che pulsava, quasi dolorante per l’assenza improvvisa. «Basta così» disse, la
voce calma, mentre spegneva il giocattolo e lo posava sul comodino. «Per ora.»
Angelina crollò sul letto, il respiro affannoso, il corpo coperto da un velo di sudore. Ambra si sollevò, le labbra
lucide dei succhi di Angelina, e si avvicinò ad Angelo, che la attirò a sé con un gesto possessivo. «Brava» le
sussurrò, prima di baciarla profondamente, facendole assaggiare il sapore di Angelina sulla sua stessa lingua.
Angelina li guardò, ancora stordita, mentre si baciarono con passione, le mani che si esploravano a vicenda, come
se lei non fosse nemmeno lì. Ma sapeva che non era così. Sapeva che erano consapevoli di ogni suo respiro, di
ogni tremito, di ogni goccia di sudore che le scendeva lungo la schiena.
E sapeva anche che non era finita. Non ancora.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore.
Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Commenti per Il ronzio della resa:

Discussioni sul pianeta Swinger e non solo...
