Annunci69.it è una Community rivolta ad un pubblico adulto e maggiorenne.
Puoi accedere solo se hai più di 18 anni.

SONO MAGGIORENNE ESCI
Racconti Erotici > orge > Amanda – L’Apocalisse del Piacere
orge

Amanda – L’Apocalisse del Piacere


di Membro VIP di Annunci69.it Angel1965
11.09.2025    |    472    |    0 6.0
"Amanda sollevò appena la testa, il microfono ancora tra le dita tremanti: — Questa… questa è stata la scopata epocale..."
Racconto di pura fantasia
Prefazione

Ci sono notti che non finiscono mai, notti in cui la musica diventa carne, in cui il palco si trasforma in un letto sfondato di piacere, e il pubblico non è più spettatore ma parte di un rito collettivo.
Quella di Amanda e Angelo non fu una semplice scopata. Fu un’apocalisse.



Il Racconto

Il palco ribolliva di luci viola e azzurre, il pubblico urlava come impazzito. Amanda, sudata, con la voce roca e il corpo in movimento, dominava la scena. La maglia bianca attillata, le aperture dei pantaloni che lasciavano intravedere la rete sulle cosce, il microfono stretto tra le mani: era un fiume di sesso e musica.

Angelo la guardava da bordo palco, catturato da ogni gesto, soprattutto da quel modo sporco e provocante con cui Amanda allargava le gambe e si passava i capelli tra le dita, quasi volesse possedere lo sguardo di tutti.

Quando il concerto finì, la trascinata di applausi la accompagnò dietro le quinte. Il respiro affannato, il cuore che pompava ancora forte. Lui l’attendeva lì, nascosto in quell’angolo di backstage illuminato solo da qualche luce fioca. Amanda lo vide e sorrise:
— Sei tu quello che mi fissava tutta la sera, vero?

Non aspettò risposta. Si avvicinò, lo prese per la maglia e lo spinse contro la parete nera del backstage. Le sue cosce fasciate dalla rete si aprirono e si incollarono a lui, che sentì subito il calore e la pressione contro il cazzo già duro.

— Sai cosa voglio dopo un live così? sussurrò lei, mordendosi il labbro.

La mano di Amanda scivolò sotto la sua maglietta, graffiando piano il petto. Angelo le afferrò i fianchi e la sollevò, incastrandola contro il muro. Lei spalancò le gambe, i pantaloni bianchi che si aprivano sempre di più, la rete che esaltava ogni curva.

Il bacio fu un morso: lingue che si cercavano, fiato caldo, saliva che colava. Angelo infilò la mano tra le cosce di lei, sentendo subito la bagnata che filtrava attraverso la rete e l’intimo sottile. Amanda gemeva senza freni, graffiandogli la nuca.

— Scopami adesso, non farmi aspettare.

La mise giù solo per strapparle via i pantaloni già mezzi aperti, scostando appena la rete. Lei si piegò contro un baule di scena, sollevando il culo con una naturalezza sfacciata. Angelo la prese da dietro, duro, affondando senza esitazione. Il gemito di Amanda rimbombò contro le pareti metalliche del backstage, coperto appena dalla musica che ancora risuonava dal palco.

Colpi secchi, sudore che gocciolava, mani che afferravano e stringevano. Amanda si voltava ogni tanto, con gli occhi lucidi e sporchi di piacere, urlando:
— Più forte! Fammelo sentire dentro fino a farmi crollare le gambe!

Il ritmo divenne una furia, fino all’esplosione: lei che si piegava in avanti, tremando, squirtando tra le cosce, e lui che si lasciava andare dentro di lei, riempiendola con un grido liberatorio.

Restarono lì, ansimanti, sudati, con i vestiti mezzi strappati, mentre fuori la gente continuava a cantare cori da stadio. Amanda rise, ancora con il fiato corto:
— Questo sì che è un bis.



Il backstage puzzava ancora di sesso e sudore, i corpi incollati, i respiri rotti. Ma Amanda non aveva finito. Si rialzò, tirò su a metà i pantaloni bianchi strappati e con gli occhi incendiati guardò Angelo.

— Vieni con me.

Non gli lasciò scelta: lo prese per mano e lo trascinò sul palco, mentre la folla era ancora lì, in delirio, convinta che fosse un bis musicale. Le luci si accesero di nuovo, i maxischermi pronti, e Amanda spinse Angelo al centro della scena.

Davanti a migliaia di occhi, lei afferrò il microfono con una mano e con l’altra gli aprì i jeans. La folla esplose in un boato, metà incredula, metà eccitata.

— Ecco il mio vero bis, stronzi! urlò, la voce roca, mentre tirava fuori il cazzo duro e lo mostrava a tutti.

Le sue cosce fasciate dalla rete si aprirono di nuovo. Amanda si piegò leggermente all’indietro, afferrando il cazzo di Angelo e guidandolo senza esitazione. L’ingresso fu violento, sporco, diretto.

— Dentro, tutto! gridò lei, e il suono del microfono amplificò il suo gemito in tutta la piazza.

Il pubblico era impazzito: urla, fischi, mani alzate. Angelo la scopava forte, in piedi, le mani che le stringevano i fianchi, mentre lei si aggrappava al microfono come se fosse l’unico appiglio per non crollare. Ogni affondo faceva vibrare le casse del palco, ogni colpo era un’onda di piacere e scandalo.

Amanda rideva e gemeva insieme, la voce che usciva spezzata dall’impianto:
— Sì… più forte, fammelo davanti a tutti! Voglio che vedano come mi apri la fica!

La rete strappata si inzuppava, colava sulle sue cosce nude, e il pubblico vedeva ogni dettaglio proiettato sui maxischermi. Angelo spingeva senza pietà, i colpi secchi, profondi, fino a farla tremare.

Amanda urlò, la testa indietro, i capelli fradici di sudore:
— Sto venendo… cazzo sì… guardatemi tutti!

Un’ondata di piacere la attraversò, squirtando in pieno palco, bagnando le luci ai suoi piedi. Angelo la seguì subito, stringendola da dietro e riempiendola fino all’ultimo colpo, sborra che colava lungo le sue cosce brillando sotto i riflettori.

La folla impazzì. Nessuno voleva più musica, volevano solo quel delirio carnale. Amanda alzò il microfono un’ultima volta, con la voce roca e sporca:
— Questo è il vero Pride. Questa è la mia vittoria.



Ma non era ancora la fine.

Il palco ormai era diventato un altare di sudore, gemiti e scandalo. Amanda, con le cosce bagnate, i pantaloni bianchi ormai distrutti, rideva ansimando, ma non mollava la presa. Guardò Angelo, poi la folla in delirio davanti a loro: migliaia di corpi eccitati, mani che si allungavano, sguardi famelici.

— Non è finita. Adesso li facciamo impazzire davvero.

Lo prese per il collo e lo spinse a terra, al centro della pedana, sopra i cavi e le luci, e si calò sul suo cazzo con tutta la forza che aveva. Il microfono ancora acceso diffondeva in tutta la piazza il suono sporco della sua fica che lo inghiottiva.

Ogni affondo era un terremoto. Amanda si muoveva come indemoniata, cavalcando, urlando, le tette che ballavano sotto la maglia inzuppata di sudore. La folla urlava, si toccava, si spingeva contro le transenne, alcuni già si scopavano tra loro.

Angelo le afferrava il culo con entrambe le mani, affondando dal basso con colpi rabbiosi, facendo rimbombare il palco sotto i loro corpi. Lei gemeva nel microfono, la voce rotta dal piacere:
— Sììì cazzo, così! Spaccami! Voglio che mi scopi fino a farmi crollare davanti a tutti!

Il ritmo diventò folle, martellante. Lei squirtava senza sosta, un getto dopo l’altro che bagnava il palco come pioggia bollente. Angelo la teneva stretta, la girava di colpo e la prendeva di nuovo da dietro, urlando come un animale, le mani che le tiravano i capelli, la faccia di Amanda schiacciata contro il pavimento di legno impregnato di liquidi.

Il pubblico era in delirio totale: urla, pianti, orgasmi collettivi. Tutti volevano essere lì, al centro di quell’apocalisse di piacere.

Amanda tremava, la voce spezzata, la fica che lo risucchiava ad ogni colpo.
— Sto venendo di nuovo… cazzo sì, riempimi! Fallo davanti a tutti, fammi tua!

E allora Angelo spinse fino in fondo, l’ultimo colpo, lungo, profondo, devastante. Un’esplosione che li fece urlare insieme, lui che la inondava dentro, lei che squirtava come una fontana, entrambi piegati, devastati, incandescenti.

Rimasero lì, sudati, sporchi, esausti, mentre la folla urlava il loro nome come un rito. Amanda sollevò appena la testa, il microfono ancora tra le dita tremanti:
— Questa… questa è stata la scopata epocale.

Poi crollò su di lui, bagnata, stremata, vinta e felice.



Epilogo

Nessuno quella notte parlò più del concerto. Nessuno ricordò le canzoni, i cori, i balli.
Tutti ricordarono solo Amanda e Angelo.
La loro scopata rimase leggenda: il Pride che si trasformò in un’apocalisse di piacere, la notte in cui la musica lasciò il posto al sesso, e il palco diventò la più grande orgia mai vista.

Da quel momento, ogni volta che si accendevano le luci viola e azzurre di un palco, qualcuno sussurrava con un brivido:
“E se Amanda tornasse a scopare davanti a tutti?”
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Voto dei Lettori:
6.0
Ti è piaciuto??? SI NO

Commenti per Amanda – L’Apocalisse del Piacere:

Altri Racconti Erotici in orge:




® Annunci69.it è un marchio registrato. Tutti i diritti sono riservati e vietate le riproduzioni senza esplicito consenso.

Condizioni del Servizio. | Privacy. | Regolamento della Community | Segnalazioni