Prime Esperienze
L’impepata di Nicole
Angel1965
16.08.2025 |
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"Nicole prese la bottiglia, la inclinò e si versò lo champagne sul seno, facendolo scivolare fino al ventre e tra le cosce..."
Il tavolo era pronto. Il vino bianco fresco, due bicchieri, la pentola fumante al centro. L’impepata di cozze emanava un profumo irresistibile: mare, pepe, aglio. Nicole ci girava intorno a piedi nudi, con la camicia bianca che mi aveva rubato dal cassetto, il seno che si intuiva sotto il tessuto leggero.«Amore,» disse con un sorriso furbo, «hai cucinato proprio come piace a me.»
Mi porse un piatto, ma invece di servirsi lo lasciò cadere leggermente, con l’intento preciso di farmi notare le sue cosce nude.
«Tu pensi sempre al cibo…» le dissi ridendo.
«No,» rispose Nicole, avvicinandosi fino a sfiorarmi con il fiato, «penso sempre a come mi mangi tu.»
Le cozze tintinnavano nei piatti, ma il desiderio ormai occupava ogni spazio. Mi versò il vino, bevve un sorso e poi me lo passò in bocca con un bacio lento, bagnato, che sapeva già di trasgressione.
«Sai cosa mi eccita?» sussurrò. «Che le cozze si aprono col calore… proprio come la mia fica quando mi tocchi tu.»
Le presi il piatto di mano, lo appoggiai di lato e la spinsi contro il tavolo.
«Allora fammi vedere quanto sei aperta, Nicole.»
Lei si sollevò sulla punta dei piedi, si girò e piegò in avanti, appoggiando i palmi sul legno. La camicia si aprì, rivelando la curva perfetta del suo culo. Con una mano glielo accarezzai, con l’altra la penetrai piano, trovandola già fradicia.
«Cazzo, sei pronta…» mormorai.
«Pronta a farmi scopare qui, tra le cozze e il pepe,» ribatté lei con voce roca.
Leccai lentamente le sue labbra gonfie, succhiandole il piacere come fosse l’ultima cozza rimasta in pentola. Lei gemeva, tirando indietro il bacino per offrirmi tutto. Poi esplose, squirtando sul tavolo, tra i bicchieri e il vino.
«Oh Dio… Angelo!» gridò, il corpo che tremava senza controllo.
Non aspettai oltre. La presi forte, entrando in lei con colpi profondi e rabbiosi. I gusci di cozze si spostavano sotto il ritmo della nostra scopata, il profumo di mare e di pepe si mescolava al suo orgasmo urlato, animalesco.
«Più forte! Riempimi, fammi venire ancora!» implorava Nicole, graffiando il legno con le unghie.
La sborra arrivò in un lampo, calda e violenta, mischiandosi alle sue grida e al vino rovesciato. Restammo lì, sudati, abbracciati sopra quel tavolo ormai in disordine, con l’impepata ancora tiepida accanto a noi.
Lei rise piano, baciandomi.
«La prossima volta, amore, voglio l’impepata direttamente sulla mia pancia… e tu che mi mangi tutta.»
Si stese sul tavolo, allargando le gambe nude. Prese una cozza, la aprì e la lasciò colare tra le cosce. «Guarda… sono io la portata principale.»
La scena mi incendiò il sangue. Versai il vino sulla sua pelle, il pepe macinato sul seno, le cozze adagiate sulla sua pancia piatta. Nicole ansimava, completamente nuda, trasformata in un banchetto vivo e pulsante.
«Adesso mangiami, Angelo,» gemette, «divorami come fossi il tuo piatto preferito.»
E lo feci. Leccai ogni goccia, assaggiai ogni parte del suo corpo condito, penetrandola con fame e sete, divorandola tra i gemiti e gli schizzi salati del suo piacere.
Il tavolo tremava sotto di noi, i bicchieri rotti, il vino sparso ovunque. Nicole urlava, il corpo inarcato, mentre veniva senza sosta sotto la mia bocca e il mio cazzo.
Quando crollammo esausti, sazi e sfiniti, lei sorrise con gli occhi chiusi e mormorò:
«Questa è stata la cena più estrema della mia vita… e io sarò sempre la tua portata principale.»
Ma non era finita. Mi guardò con quello sguardo ancora acceso e disse:
«Sai cosa manca per chiuderla davvero? Fragole e champagne.»
Andai in cucina, tornai con la bottiglia ghiacciata e un cestino di fragole rosse. Nicole prese la bottiglia, la inclinò e si versò lo champagne sul seno, facendolo scivolare fino al ventre e tra le cosce. Il liquido freddo la fece rabbrividire.
«Bevi da me…» sussurrò.
Leccai via ogni goccia, mentre una fragola intinta nello champagne la posava tra le labbra e me la restituiva con un bacio sporco. Poi gliene passai un’altra sul sesso bagnato, e la mia lingua raccolse insieme il dolce del frutto e il salato della sua eccitazione.
Nicole gemeva, la testa rovesciata all’indietro, il corpo che si muoveva a ritmo con la mia lingua.
«Oh Dio, sì… fammi esplodere!» urlò.
Aumentai il ritmo, spingendola oltre il limite. E arrivò lo squirt, violento e travolgente: un getto caldo che bagnò fragole, champagne, il tavolo e me. Nicole gridava il mio nome, tremando senza freni, inondata dal suo stesso piacere.
Rimase lì, ansimante e stremata, le fragole sparse attorno, il profumo dello champagne che riempiva l’aria. Mi tirò a sé, mi baciò e mormorò con un filo di voce:
«Questa sì… è stata la cena perfetta. Impepata, fragole, champagne… e il mio squirt servito solo a te.»
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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