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SONO MAGGIORENNE ESCI
incesto

Micaela


di Membro VIP di Annunci69.it Angel1965
26.10.2025    |    1.309    |    0 8.5
"All'inizio ero titubante, ma poi mi convinsi che sarebbe stata un'esperienza indimenticabile..."
Mi sentivo come se fossi in un sogno, un sogno bagnato e selvaggio. La voce di Micaela, la sorella di Angelo, mi martellava nelle orecchie, un invito a spingermi oltre ogni limite. "Più forte! Cazzo, più forte!" urlava, e io obbedivo, come un burattino nelle sue mani.

Ero in piedi, le gambe divaricate, il mio membro pulsante che si conficcava nella sua figa calda e stretta. La sentivo stringermi, le sue unghie che mi graffiavano la schiena, mentre il suo corpo si contorceva sotto di me. Il sudore ci colava addosso, un velo appiccicoso che univa le nostre pelli.

La stanza era illuminata solo dalla luce fioca di una lampada, che proiettava ombre danzanti sulle pareti. L'odore del sesso, del sudore e del profumo di Micaela riempiva l'aria, inebriandomi. Non c'era spazio per la vergogna, solo per il piacere.

"Voglio sentirlo dentro di me, tutto!" gemeva, la sua voce rotta dall'eccitazione. E io le davo quello che voleva, spingendo sempre più a fondo, fino a sentire il suo corpo tremare sotto il mio.

Il bondage era iniziato prima, con delle semplici corde di seta che le avevano legato i polsi sopra la testa, fissandoli al letto. I suoi seni prosperosi erano esposti, i capezzoli turgidi e duri, che imploravano di essere toccati. Le avevo baciati, succhiati, mordicchiati, mentre le mie mani esploravano il suo corpo, accarezzando le sue curve.

Poi, le avevo legato le caviglie, costringendola a rimanere in una posizione vulnerabile. Il suo sguardo era un misto di desiderio e paura, ma non c'era dubbio che le piacesse. Le piaceva il controllo, la sensazione di essere completamente in balia dei miei desideri.

"Vieni, Angelo!" urlava, il suo corpo che si inarcava verso di me. "Voglio venire, voglio venire!"

E io la facevo venire, ancora e ancora, fino a quando il suo corpo non era più che un tremito. La sua figa mi stringeva con forza, mentre il suo orgasmo la inondava. Mi sentivo come se fossi esploso dentro di lei, come se fossessimo diventati una cosa sola.

Dopo, ci siamo sdraiati uno accanto all'altra, esausti ma felici. Il silenzio era rotto solo dal nostro respiro affannoso. La guardavo, la sua pelle ancora lucida di sudore, i suoi occhi chiusi, un sorriso sulle labbra.

"Grazie," sussurrò, la sua voce ancora roca. "È stato... fantastico."

"Anche per me," risposi, baciandola sulla fronte.

Sapevo che non avremmo mai dimenticato quella notte. Era stata un'esperienza che ci aveva legati per sempre, un segreto condiviso che ci avrebbe uniti in un modo che nessun altro avrebbe mai potuto capire.

Il giorno dopo, la vita tornò alla normalità. Angelo non sapeva nulla, e noi facemmo finta di niente. Ma ogni volta che ci guardavamo, sapevamo che c'era qualcosa di diverso tra noi. Un legame invisibile, fatto di desiderio, di piacere e di un segreto che avremmo custodito per sempre.

Il tempo passava, e i nostri incontri diventavano sempre più frequenti. Ogni volta, sperimentavamo nuove fantasie, nuovi giochi. Il bondage era diventato una parte integrante delle nostre avventure, un modo per spingerci oltre i nostri limiti, per esplorare i nostri desideri più profondi.

Un giorno, Micaela mi propose di coinvolgere anche Angelo. All'inizio ero titubante, ma poi mi convinsi che sarebbe stata un'esperienza indimenticabile.

La sera, Angelo era a casa, ignaro di quello che lo aspettava. Micaela lo attirò in camera da letto, e io mi nascosi nell'armadio, aspettando il momento giusto per entrare in scena.

Quando Angelo si spogliò, Micaela lo legò al letto, proprio come aveva fatto con me. Il suo sguardo era confuso, ma anche eccitato.

"Cosa sta succedendo?" chiese.

"È una sorpresa," rispose Micaela, con un sorriso malizioso.

Poi, mi chiamò. Aprii l'armadio e mi feci avanti, il mio membro già duro e pulsante. Lo sguardo di Angelo cambiò, passando dalla confusione alla sorpresa, poi all'eccitazione.

"Cosa... cosa ci fai tu qui?" balbettò.

"Sono qui per divertirci," risposi, avvicinandomi a lui.

La notte fu selvaggia, un'orgia di piacere e desiderio. Angelo si unì a noi, abbandonandosi completamente ai nostri giochi. Ci baciammo, ci toccammo, ci scopammo senza freni, fino a quando non fummo esausti.

Dopo, ci sdraiammo tutti e tre nel letto, abbracciati, esausti ma felici. Sapevamo che quella notte ci aveva legati per sempre, che eravamo diventati una famiglia, una famiglia di amanti.

Da quel giorno, i nostri incontri divennero sempre più frequenti, sempre più intensi. Esplorammo ogni angolo del nostro desiderio, senza vergogna, senza paura. Eravamo liberi, liberi di essere noi stessi, liberi di amare.

La nostra storia era una storia di passione, di desiderio, di amore. Una storia che avremmo custodito per sempre, nel profondo dei nostri cuori.
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