Prime Esperienze
“Serena – La rovina perfetta”
Angel1965
27.07.2025 |
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"Le sussurrai all’orecchio:
«Tu non sei solo un vizio… sei la rovina perfetta..."
Ripartiamo dall’epilogo con Serena, 19 anni, a Rimini, figlia di amici di famiglia, e te, Angelo, 60 anni, in prima persona.Epilogo – Lo voglio nel culo, vero?L’avevo capito dal primo sguardo. Quei suoi occhi sfrontati, il sorriso provocante, le gambe accavallate con lentezza davanti a me quella sera a Rimini.
Serena era la rovina perfetta.
E quando l’ho avuta nuda sul tavolo della cucina, non c’è stato bisogno di parole. Solo gemiti. Bocca. Pelle calda. Mani che si cercavano e si prendevano.
«Domani… lo voglio nel culo, vero?»
La sua voce era un sussurro porco, mentre le succhiavo il capezzolo sinistro e intanto le dita scorrevano nella sua figa fradicia.
«Te lo do quando vuoi, porcellina…»
«Allora scoprami forte oggi, e domani me lo prendi dove vuoi…»
Le sue parole mi hanno acceso come un’esplosione.
L’ho presa da dietro sul pavimento, afferrandole i fianchi, guardando il suo culo bianco muoversi contro di me.
«Che figa hai, Serena… sentila come mi tira…»
«Tienilo dentro tutto… fammi sentire la tua sborra vecchio porco…»
«Così parli, eh? Allora succhiamelo adesso.»
⸻
La bocca che rovina
Si è inginocchiata nuda davanti a me.
«Te lo lecco come ti piace…»
E ha iniziato lenta. Lingua calda sulla cappella.
Poi ha preso tutto in bocca, piano, fino a farmi gemere.
«Che brava troietta…»
«Ti piace la mia bocca da 19enne porca, eh? Guarda come lo ingoio…»
Mi guardava dal basso, occhi lucidi e pieni di voglia, mentre mi succhiava con ritmo, alternando lingua e labbra.
Sputava, leccava, inghiottiva.
«Non fermarti, sto per venire…»
«Vieni nella mia bocca, Angelo… fammi sentire tutta la tua sborra…»
E l’ho fatto.
Ho sbor**to forte, profondo, dentro di lei, e lei ha bevuto tutto. Senza staccarsi.
«Così si fa… una vera rovina…»
⸻
Postfazione
Nei giorni seguenti abbiamo continuato ovunque: sulla sedia, nella doccia, sul balcone.
Serena non chiedeva altro che cazzo e piacere.
Io, a sessant’anni, non avrei potuto chiedere di meglio.
E mentre la guardavo inginocchiata, la bocca che ancora brillava del mio piacere, ho pensato una sola cosa:
Serena mi ha fatto il pompino che tutti vorrebbero, ma poche alla sua età sanno fare.
E certe notti non finiscono mai davvero.
Le sue labbra erano ancora umide, gli occhi lucidi e brillanti di quella fame che solo chi ha scoperto il proprio desiderio sa riconoscere. Mi guardava dal basso, inginocchiata, con il sorriso soddisfatto di chi sa di aver dato piacere vero, profondo, sporco eppure sincero.
Mi accarezzò lentamente l’interno coscia, con un tocco lieve ma deciso, come a voler dire “non è finita, non finirà mai davvero”. E in quel momento, non era più solo un corpo giovane che si offriva: era Serena, con tutta la sua incoscienza, la sua voglia, la sua dannazione.
Mi chinai verso di lei, le presi il viso tra le mani e la baciai. Non un bacio casto, ma un bacio pieno di tutto quello che avevamo appena fatto e che sapevamo sarebbe successo ancora. Le nostre bocche si cercavano con la stessa foga di prima, ma adesso c’era anche qualcosa in più: un legame carnale, profondo, sporco eppure stranamente dolce.
Le sussurrai all’orecchio:
«Tu non sei solo un vizio… sei la rovina perfetta.»
Lei sorrise, appoggiò la fronte sulla mia e disse piano:
«E tu il mio segreto più bello.»
Il silenzio calò su di noi. Ma era un silenzio colmo di sussurri, promesse e voglia.
E da quel momento, nulla fu più come prima.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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