Prime Esperienze
La Notte Infinita di Nicole
Angel1965
03.09.2025 |
563 |
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"Una sborra infinita, profonda, che la fece urlare e tremare ancora, incollata a me come se volesse inghiottirmi per sempre..."
Un racconto di pura fantasia Il ritmo cresceva. All’inizio lento, profondo, quasi a voler assaporare ogni istante, poi più deciso, più violento. Nicole gemeva, la sua fica calda che mi stringeva a ogni affondo, quasi a non volermi lasciare andare. Io la prendevo senza pietà, il cazzo che affondava sempre più, e il suo corpo che tremava sotto i miei colpi.
«Sì… continua così… fammi tua…» sussurrava con la voce rotta dal piacere, graffiandomi la schiena.
Le sue cosce si spalancarono ancora di più, pronta a ricevermi tutta. Ogni spinta era un tuono che ci scuoteva, e la stanza si riempiva dei nostri respiri ansimanti, dei gemiti sporchi, dell’odore del sesso. Sentivo la sua fica bagnata che mi inghiottiva, sentivo che stava per esplodere.
«Ti sborro dentro, Nicole…» ringhiai tra i denti, mentre lei mi guardava con gli occhi persi e le labbra tremanti.
«Falloooo… fammi sentire tutto…»
E in quell’attimo mi persi, scoppiando dentro di lei con una scarica potente, mentre il suo corpo si irrigidiva, urlando il suo orgasmo che ci travolse insieme.
Il respiro spezzato non bastò a fermarla. Nicole, sudata e con i capelli appiccicati al viso, mi spinse sul letto, cavalcandomi come una selvaggia. La sua fica grondante calava e risaliva sul mio cazzo duro di nuovo, senza darmi tregua. Le sue mani stringevano i miei fianchi, i seni che rimbalzavano davanti ai miei occhi, la bocca che gemeva sporca: «Dammelo tutto… scopami fino a farmi impazzire…»
Io affondavo dentro di lei mentre lei cavalcava, i nostri corpi che sbattevano, i gemiti che diventavano grida. Nicole urlava il mio nome, urlava la sua voglia di essere riempita ancora, finché esplose su di me, bagnandomi, stringendomi così forte che mi strappò un’altra sborra, profonda, bollente, che la fece urlare ancora più forte.
Ma non era finita. Mi voltò di colpo, si mise a quattro zampe e mi offrì il suo culo alto e la fica lucida che pulsava. «Scopami da dietro, fammi sentire il tuo cazzo spingere forte…»
Non persi tempo: la presi con violenza, affondando da dietro, le mani sulle sue anche che spingevo avanti e indietro. Ogni colpo faceva schioccare la carne, ogni spinta faceva vibrare i suoi gemiti. «Sììì… più forte, cazzo! Non fermarti, voglio sentire la tua sborra di nuovo!» urlava con voce roca.
La presi senza freni, le mani che le schiaffeggiavano il culo, il mio cazzo che affondava sempre più in fondo. Lei si apriva e mi stringeva, gemeva e gridava fino a squirtare sul letto, tremando di piacere. Io mi persi ancora, spingendo al massimo e riempiendola di nuovo, urlando il suo nome mentre la tenevo stretta.
Ansimi, sudore, i corpi esausti. Pensai di avere un attimo di tregua, ma Nicole scivolò giù e prese il mio cazzo tra le labbra. Lo succhiava con foga, lo leccava sporca, inghiottendo tutto il sapore di noi due. «Ti voglio ancora duro, non smettere di scoparmi…» mi disse con la bocca sporca di sborra.
Il suo gioco mi rese di nuovo bestia. La tirai su, la baciai con violenza, la stesi e ricominciammo. Ogni posizione, ogni gemito, ogni spinta era più sporca della precedente. Nicole non si fermava, mi provocava, mi insultava: «Sei il mio cazzo, sei la mia droga… riempimi ancora, scopami fino a uccidermi…»
E io non mi trattenni. La presi ovunque, senza tregua, finché il mio corpo non cedette all’ennesima esplosione. Una sborra infinita, profonda, che la fece urlare e tremare ancora, incollata a me come se volesse inghiottirmi per sempre.
La notte non finì mai davvero. Ogni volta che pensavo fosse l’ultima, Nicole mi cercava di nuovo. Mi mordeva, mi graffiava, si apriva per ricevermi ancora. Le lenzuola inzuppate, i corpi distrutti, i gemiti che riempivano la stanza fino a quando la luce dell’alba ci trovò sudati, esausti, ma ancora avvinghiati.
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Epilogo
Rimanemmo lì, senza forze, ma con gli occhi accesi. Il mio cazzo ancora dentro di lei, la sua fica che pulsava piano, come a chiedere ancora. Nicole sorrise, bagnata, spettinata, bellissima.
«Angelo… questa notte non la dimenticherai mai. E io non ti lascerò andare finché non avrò preso tutto di te. Anche l’ultima goccia.»
E capii che quella notte era stata solo l’inizio di un inferno di piacere destinato a bruciarci vivi.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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