incesto
Il Peccato Perfetto
Angel1965
03.08.2025 |
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Epilogo – Il giorno dopo
Le gocce d’acqua scivolano via dai nostri corpi come le ultime tracce di pudore..."
Ci sono desideri che ti prendono alla gola, ti scuotono l’anima e ti fanno perdere ogni freno.Un cazzo che non si placa, una figa che brucia come fuoco vivo, e due corpi pronti a farti impazzire.
Non è solo sesso.
È una danza feroce, carnale, senza vergogna.
È il piacere che ti consuma, il respiro che si fa corto, il bisogno che ti divora.
Quando il cazzo incontra la figa con quella fame, ogni pensiero si spegne.
Resta solo il piacere.
Bruciante. Profondo. Immenso.
E allora ti lasci andare.
Perché il peccato è l’unica strada che vale la pena percorrere.
L’alba
L’alba arriva lenta. Una lama rosa taglia il buio della stanza.
Nicole respira piano, stretta al mio fianco.
Gis si è girata su di me durante la notte, una gamba lanciata sul mio ventre, il seno nudo che sfiora la mia bocca.
Non ho chiuso occhio.
Il corpo acceso. La mente intrappolata nel ricordo.
E nell’attesa.
Quando Nicole si stiracchia, lo fa come una gatta. Gli occhi ancora chiusi, la pelle dorata dal primo sole.
Gis, invece, si strofina piano contro di me. Le sue labbra trovano il lobo del mio orecchio. E sussurra:
«Doccia?»
Nicole apre gli occhi. Sorride.
«Ci siamo promesse che stamattina… ti avremmo finito.»
Mi tirano su con le mani, senza parole.
I loro corpi nudi danzano fino al bagno, tra carezze, dita intrecciate, morsi leggeri.
Sotto il getto caldo, le mani si moltiplicano.
Una bocca sulla mia. Un’altra sul mio petto.
Nicole si inginocchia. Mi guarda da sotto, le labbra umide.
«Lo voglio per prima…»
Gis le accarezza i capelli.
«Dividiamocelo. Come ieri. Ma senza freni.»
La schiuma cola sui seni tesi.
L’acqua copre i gemiti.
Le dita di Nicole scivolano tra le mie gambe.
Gis si gira, si piega, si offre. E mi guarda sopra la spalla:
«Dentro. Adesso.»
Non ho scelta.
O forse sì.
Ma la scelta è sempre loro.
Ed è la più dolce delle condanne.
Una condanna fatta di corpi, umori, sospiri e incastri perfetti.
E mentre le possiedo entrambe…
Capisco che non tornerò più indietro.
Non dopo questo peccato.
Non dopo loro.
⸻
Epilogo – Il giorno dopo
Le gocce d’acqua scivolano via dai nostri corpi come le ultime tracce di pudore.
Nicole è appoggiata contro la parete della doccia, le gambe ancora tremanti.
Gis si stringe a me da dietro, i seni caldi contro la mia schiena, il respiro sul collo.
Nessuno parla. Nessuno ne ha bisogno.
Le ho avute. Insieme. Dentro.
E loro mi hanno marchiato. A fuoco.
Come se da stamattina… fossimo legati per sempre da qualcosa che non ha nome.
Ma ha sapore. Odore. Carne.
Torniamo in camera, nudi, spettinati, felici.
Nicole si lascia cadere sul letto. Gis le si arrampica sopra, la bacia piano.
Io le guardo. Le tocco. E sento che il giorno… può anche cominciare.
O forse no.
«Hai fame, zio?»
Nicole mi lancia uno sguardo sporco, sfrontato.
«Io sì. Ma non di colazione.»
Gis sorride.
«Nemmeno io. E tu… sei ancora duro.»
Il giorno dopo, comincia così.
Con un altro peccato.
Il terzo.
O forse il primo di un’intera vita nuova.
La nostra.
In tre.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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