incesto
SACRIFICIO DI PIACERE
Angel1965
27.06.2025 |
1.992 |
1
"Gis invece scese in basso, esplorando con lingua e mani fino a farmi perdere il controllo..."
Certe nottiCerte notti non si raccontano.
Si ricordano con la pelle.
Si rivivono con l’odore del peccato, che resta addosso come una seconda pelle.
Non era amore.
Era dominio. Abbandono. Estasi.
Tre corpi. Un solo respiro. Nessuna regola.
In quella casa, il piacere non aveva porte chiuse.
Solo lingue, mani, e corpi pronti a prendersi tutto.
Se stai per leggere… sappi che non si torna indietro.
Perché il confine tra l’inferno e il paradiso, a volte, è solo un brivido in più.
⸻
Il ritorno
Il sole era alto quando Gis tornò.
La casa, ancora impregnata del nostro godimento notturno, profumava di pelle e desiderio.
Nicole dormiva nuda, abbandonata sul letto, le cosce socchiuse.
Io ero seduto accanto, ancora acceso solo a guardarla.
Poi la porta si aprì.
Gis. Occhiali da sole, valigia in mano, e un sorriso che non prometteva redenzione.
Lasciò cadere il vestito a terra.
Nuda. Lucida. Affamata.
«Avete giocato bene. Ma adesso si fa sul serio.»
⸻
Il caos del desiderio
Salì sul letto, mi prese il viso e mi baciò con rabbia e lingua.
Poi si voltò, sedendosi sul mio volto, costringendomi a berla tutta.
Nicole, intanto, si era già chinata sul mio sesso, giocando con lentezza maliziosa, alternando carezze e profondi affondi di bocca.
Il piacere cresceva in ogni direzione.
Il letto era un campo di battaglia di corpi, mani, gemiti e respiri.
Gis mi guardò, gli occhi in fiamme:
«Oggi saremo tue schiave. Ma tu sarai il nostro giocattolo.»
⸻
Il gioco
Mi legarono.
Polsi e caviglie al letto.
Il corpo in loro balia.
Nicole salì sopra, muovendosi piano, godendo di ogni millimetro.
Gis invece scese in basso, esplorando con lingua e mani fino a farmi perdere il controllo.
Poi si scambiarono.
Una cavalcava furiosa, l’altra mi offriva il piacere del suo corpo da adorare.
Non potevo muovermi.
Solo subire. Solo godere.
E lo feci.
⸻
Il delirio
Quando mi liberarono, le trovai in ginocchio davanti a me.
Bocche, corpi, curve pronte a ricevere tutto.
«Vieni» sussurrò Nicole.
«Vieni in noi. In tutte le nostre parti.»
Il resto fu estasi.
Un’esplosione che ci travolse insieme, riempiendo ogni spazio, ogni respiro, ogni sguardo.
Gis mi fissò, con gli occhi incendiati:
«Questo è il tuo inferno. Ma anche il tuo trono.»
Epilogo: Il mattino dopo
Il sole filtrava tra le tende, illuminando i nostri corpi intrecciati.
Nessuna parola, solo sorrisi complici e carezze lente.
Ci alzammo insieme, stanchi ma appagati, con il ricordo della notte impressa sulla pelle.
Ogni sguardo era promessa di altre avventure, altri giochi, altri momenti rubati al mondo.
E mentre il giorno iniziava, capii che certe notti non finiscono mai davvero:
restano con te, pronte a riaccendersi ogni volta che desideri lasciarti andare.
⸻
Fine
Chi ha letto, ha goduto.
Chi ha goduto… non dimenticherà mai.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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