Prime Esperienze
ROCÍO – MADRID SENZA PIETÀ
Angel1965
28.07.2025 |
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"Parte 3 – Il risveglio
La mattina, mi svegliai con la sua bocca sul mio cazzo..."
Parte 1 – L’incontroMadrid. Luglio. L’aria bolliva come la figa di Rocío.
Trentasette anni, capelli neri ricci che le scendevano selvaggi sulle spalle nude, occhi verdi da strega e una bocca fatta apposta per succhiare cazzi. Camminava con un vestitino nero attillato, senza reggiseno, senza mutandine. La figa nuda che sfiorava il tessuto, già umida. Bastava il vento per farla godere.
Aveva un appuntamento. Con me.
Sessant’anni, italiano, sguardo da bastardo vissuto. Sapeva che ero uno che non chiedeva il permesso. E lei non voleva limiti.
Entrò nel bar di Malasaña e si sedette. Gambe accavallate, figa in vista. Mi guardò come si guarda un pezzo di carne.
— «Se mi porti via ora, ti faccio vedere quanto sono porca.»
Non persi tempo. Pagammo, salimmo in taxi. Le mani di lei subito nei miei pantaloni. Mi baciava, mi leccava l’orecchio.
— «Ho la figa fradicia. Ti voglio dentro appena entriamo.»
Parte 2 – A casa sua
La porta si chiuse con un tonfo. Mi spinse al muro, mi abbassò i pantaloni e si inginocchiò.
— «Dammi il tuo cazzo… voglio sentirmelo in gola.»
Me lo prese in bocca con fame. Succhiava, strofinava la lingua sotto il glande, lo sbatteva in gola con un rumore bagnato. Mi stava pompando come se non ci fosse un domani.
— «Continua così… porca mia… sei nata per questo.»
Si alzò, mi guardò in faccia, poi si girò.
— «Fammi male. Sfondami.»
La presi sul letto, le gambe aperte, la figa zuppa. Entrai tutto d’un colpo.
— «Sì! Così! Scopami forte, fammi urlare!»
Le afferravo i fianchi e glielo sbattevo dentro. Lei gridava, si contorceva, veniva tremando.
Poi la girai, la presi da dietro. Il suo culo perfetto sbatteva contro il mio bacino.
— «Fammi venire col culo pieno di sborra, cazzo!»
E così fu. Le svuotai le palle dentro, e lei urlò come una dannata.
Parte 3 – Il risveglio
La mattina, mi svegliai con la sua bocca sul mio cazzo.
— «Buenos días, viejo caliente… ho ancora fame di sborra.»
Mi succhiò finché diventai di pietra, poi salì a cavalcioni su di me e si abbassò piano.
— «La tua figa personale… usami.»
Mi scopava piano, poi sempre più forte. Squirto sul petto, urla, il letto che tremava.
Poi si girò, aprì il culo con le mani.
— «Ora mettimelo nel culo, fammi sentire lo schianto.»
E glielo misi. Lei godeva, lo prendeva tutto.
— «Sì! Sì! Spaccami il culo con quel cazzo!»
E venne ancora, tremando.
Parte 4 – Il club
— «Stasera ti porto dove puoi scoparmi davanti a tutti.»
Arrivammo in un club privato. Luci soffuse, gente nuda ovunque.
Mi fece sedere, mi prese il cazzo davanti a tutti. Lo succhiò con violenza, sputava, lo ingoiava.
— «Guardate! Guardate che bocca da troia ho!»
Mi salì sopra, senza togliersi il vestito. Mi scopava davanti a dieci sconosciuti.
— «Ti faccio squirtare la figa addosso, cazzo!»
E squirto. Uno spruzzo caldo mi bagnò tutto.
— «Sborra dentro! Fammi sentire il tuo cazzo che esplode!»
Le riempii la figa. Lei si alzò, la spalancò davanti agli altri.
— «Guardate! Guardate quanta sborra mi ha dato!»
Epilogo – Nessuna pietà
Non era finita. Mi portò in una stanza con specchi ovunque, un letto rotondo e altri due corpi pronti. Una donna mora e un ragazzo ventenne.
— «Ora guardami, Angelo. Mentre mi faccio scopare anche da lui. E tu… vieni a riempirmi la bocca.»
Mi sedetti sul bordo, cazzo in mano. Rocío prendeva il ventenne in figa e me in bocca.
— «Due cazzi insieme… uno mi spacca la figa, l’altro mi riempie la gola… sì! Sì! Sborra, Angelo, fammi ingoiare tutta la tua sborra!»
E lo feci. Glielo tirai tutto in bocca mentre veniva con l’altro dentro.
Squirto, sborra, urla.
La stanza sembrava un tempio del peccato.
Rocío si stese nuda, sbattuta, con la figa gonfia, il culo segnato e le labbra lucide.
— «Io sono tua. E la mia figa non conosce pace.»
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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