Capitolo Unico – Ingiustamente Vergine, Danna
Uscirono fuori, ancora eccitati, nudi sotto le coperte strappate dal letto, e la neve li accolse come testimoni impudichi di una passione fuori controllo. Lei si voltò, lasciò cadere il plaid e si inginocchiò nella neve, completamente nuda sotto la luna, sfidando il gelo con un calore che ardeva solo per lui. Angelo, senza resistere, la raggiunse e la prese lì, contro un tronco ghiacciato, con le mani sulle sue cosce e i gemiti di lei che si disperdevano nel silenzio assoluto del bosco. Il contrasto tra la pelle ardente e la neve pungente li rese ancora più folli: ogni movimento era puro istinto, ogni penetrazione un affondo che strappava urla e brividi, e quando lei si abbandonò completamente tra le sue mani, gridando il suo nome nella notte, sembrava che persino gli alberi stessero ascoltando. Crollarono sulla neve, esausti, nudi, sporchi di desiderio e neve sciolta, e risero insieme, sapendo che non si erano ancora detti tutto.
Quando rientrarono, l’aria calda della baita li avvolse di nuovo, ma il fuoco più potente era quello che bruciava ancora nei loro corpi. Angelo la adagiò piano sul letto, con una tenerezza nuova, diversa, e in quel silenzio improvvisamente fragile lei gli prese la mano e confessò ciò che fin lì aveva taciuto: non lo aveva mai fatto prima. Nessuno l’aveva mai toccata davvero. Nessuno, mai. E ora voleva lui. Solo lui. In quell’istante, i suoi occhi non erano solo desiderio, ma dono, fiducia, resa totale. Lui la baciò con lentezza, poi le scoprì il corpo centimetro dopo centimetro, assaporandola come si fa con qualcosa di sacro e proibito. Entrò in lei con calma, ascoltando ogni respiro, ogni tremito, e quando lei si aprì completamente, lo fece con un misto di dolore, sorpresa e piacere che le si stampò sul viso come un’estasi nuova, unica, irripetibile. I loro corpi si mossero lenti, profondi, uniti, lui dentro di lei come se volesse restarci per sempre, lei stretta a lui come se il mondo fuori non esistesse. E quando arrivarono insieme, le dita intrecciate, gli occhi negli occhi, fu come un’esplosione di anima e carne, la fine di un’attesa e l’inizio di tutto. Rimasero lì, fermi, nudi, il suo viso sul suo petto, il fuoco che crepitava piano, e fuori la neve continuava a cadere. Ma dentro, lei non era più la stessa.
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