tradimenti
Ritorno a Taormina
Angel1965
06.05.2025 |
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"Sapevo che Claudia sarebbe tornata, che il suo corpo avrebbe cercato ancora il mio, e che Sergio sarebbe stato lì, fedele e sottomesso, a osservare, a partecipare, a godere..."
Una moglie troia, un marito che guarda, e una Sicilia che brucia di passione.Era tornata. Dopo mesi, la splendida Claudia era di nuovo a Taormina con il suo compagno, Sergio. Lui, fedele spettatore delle sue perversioni, aveva conservato il mio numero dal nostro incontro precedente. Non ha perso tempo: un messaggio secco – “Siamo in Sicilia, ci sei?” – e subito ho organizzato una cena a casa mia, vista mare.
Quando hanno bussato, me la sono trovata davanti: Claudia, un’esplosione di carne e desiderio, fasciata in una minigonna nera che le disegnava il culo come un’opera d’arte, e una camicetta bianca sbottonata quel tanto da mostrare il solco morbido del seno. Non ho resistito: le ho preso il viso e l’ho baciata con tutta la fame accumulata in quei mesi.
Sergio li seguiva, con quello sguardo tra il fiero e il sottomesso. A tavola si rideva, ma sotto il tavolo lei giocava sul serio: ha lasciato cadere la forchetta, si è chinata e, mentre parlavamo, ha aperto la zip dei miei pantaloni. La sua bocca si è presa tutto, succhiando lenta e famelica, mentre sopra continuavamo la conversazione come se nulla fosse.
Quando si è rialzata, le ho sfiorato l’interno coscia: niente slip, solo un’umidità calda che già colava da lei. Le dita sono scivolate dentro senza resistenza. Claudia ha gemuto, poi si è voltata e si è piegata sul tavolo. L’ho presa subito da dietro, affondando in lei con forza.
Lei urlava che voleva anche il culo, che era lì per essere dominata, mentre Sergio, seduto in un angolo, la osservava e si masturbava come un cane fedele. Lei gli sorrideva, mostrando le dita a forma di corna, mentre io la sventravo colpo dopo colpo, facendole tremare le gambe.
Al culmine l’ho afferrata per i capelli, l’ho fatta inginocchiare e le ho riempito la bocca. Claudia ha inghiottito tutto, guardandomi con gli occhi lucidi di piacere.
E non era che l’inizio. Mi hanno promesso che torneranno presto. E io li aspetto: un corpo che la scopa, un marito che guarda, e una Sicilia che non dimentica.
Il mattino dopo Sergio mi ha mandato una foto: Claudia nuda sul letto dell’hotel, con i segni delle mie mani sulle cosce. Didascalia: “Grazie per averla trattata come merita.”
Non era un addio, era un arrivederci. Perché certi fuochi, qui in Sicilia, non si spengono mai.
Epilogo
Le settimane passarono lente, ma il ricordo di quella notte continuava a bruciare come il sole siciliano. Ogni dettaglio, ogni gemito, ogni sguardo complice restava impresso, indelebile. Sapevo che Claudia sarebbe tornata, che il suo corpo avrebbe cercato ancora il mio, e che Sergio sarebbe stato lì, fedele e sottomesso, a osservare, a partecipare, a godere.
In fondo, certe passioni non si spengono mai. Restano sospese, pronte a esplodere ancora, più intense di prima. E io sarei stato lì, con la porta aperta, il vino pronto, e la voglia di farla urlare un’altra volta.
Perché in Sicilia, tra il mare e il vento, alcuni fuochi continuano a bruciare… e nessuno li spegne.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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