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Sottomessa al Piacere-La Befana-#1di9


di Membro VIP di Annunci69.it giorgal73
20.07.2026    |    1.960    |    6 7.6
"Elena mi guarda e mi dice: «È perfetto per la sua schiava, vero?» Io rispondo: «Va benissimo..."
-- DANIELA --

Il telefono vibra sul tavolino del salotto. Siamo tornate da poco a Milano e il mio corpo è ancora caldo dai giochi di ieri. Michela è in cucina, il suo fondo schiena rotondo e pieno che si muove mentre prepara qualcosa di leggero. Indossa solo una delle mie camicie di seta, aperta sui seni pesanti che oscillano a ogni movimento. Il mio clitoride pulsa al ricordo di come ha inserito il plug da 8,5 cm nel culo questa mattina appena sveglia. Un’abitudine che gli ho fatto prendere e che ora è un rito indissolubile.
Rispondo. È Sabrina. La sua voce è autoritaria come sempre, ma c’è qualcosa di eccitato sotto.

«Daniela, stasera cena per la Befana. Ho prenotato una sala privata in un ristorante in zona Brera. Saremo in sei.»
Faccio due conti. «Tu, Luciana, Patrizia, io e Michela… Sono cinque. La sesta chi è?»

Sabrina ride, quel riso basso che conosco bene. «La conosci già. Lavora nella nostra azienda. È inesperta ma ha una grande voglia di imparare, di essere guidata, di essere sottomessa da una Padrona. E tu lo sei. Sarà una gradita sorpresa.»

Il mio sorriso si allarga. Un’altra donna da plasmare. Un’altra regina da far crollare. «Mandami l’orario e l’indirizzo. Ci sarò.»

Chiudo la chiamata e chiamo Michela. Lei appare sulla soglia, i capezzoli grandi che premono contro la seta sottile, gli occhi azzurri già velati da quella vergogna che amo tanto.
«Sabrina ci invita a cena stasera. Ci sarà anche una sorpresa: una nuova cagna da addestrare. Preparati, troia. Voglio che oggi ti senta già mia prima ancora di uscire.»

Michela deglutisce. Il suo corpo tradisce subito: le cosce si stringono, un rossore sale sul collo. «Padrona… qui in casa… Prima di uscire?»
Le faccio cenno di avvicinarsi. Lei cade in ginocchio senza che io dica altro. Brava la mia cagnetta.

-- MICHELA --

Il telefono di Daniela squilla. Sento la sua voce cambiare, diventare più bassa, più crudele. Quando chiude la chiamata e mi guarda, so che qualcosa è cambiato. Una cena con Sabrina. Una sorpresa che vuole essere sottomessa. Il mio cuore batte all’impazzata. Io, la CEO, la regina dell’azienda, che vado a cena con mia sorella, la mia segretaria vendicativa, Patrizia la magnetica, la mia Padrona… E una nuova donna che vuole imparare a essere usata.
Il mio corpo reagisce prima della mia mente. Sento la fica inumidirsi, il clitoride prominente che pulsa tra le labbra già gonfie. Mi odio per questo. Mi odio perché voglio che Daniela mi comandi, che mi esponga, che mi faccia sentire piccola e sporca davanti a tutti.
Quando mi ordina di inginocchiarmi, obbedisco. La camicia di seta si apre, i miei seni pesanti cadono in avanti. Lei mi afferra i capelli.

«Stasera sarai perfetta. Ma prima… Ho bisogno di sentire la mia troia bagnata.»

Le sue dita scivolano tra le mie gambe. Due dita entrano facilmente. Gemo. Il suono è umiliante.

-- DANIELA --

Nel pomeriggio usciamo per fare compere. Michela ha bisogno di nuovi stringi vita. Voglio che il suo corpo sia ancora più stretto, più accentuato, più traditore stasera. Voglio che i suoi seni abbondanti premano contro i vestiti, che il suo culo sia ancora più spinto in fuori, che ogni movimento le ricordi chi comanda.

Ci rechiamo alla boutique dell’intimo femminile dove Michela un po’ di tempo fa ha comprato i vecchi stringi vita e le calze nere da reggicalze. Elena mi conosce bene. È la seconda volta che Michela viene qui con me. La volta scorsa avevamo iniziato qualcosa nel camerino, ma la proprietaria ci aveva interrotte proprio nel momento più bello. Oggi non succederà.
Appena entriamo, ci accoglie Elena. Resta sorpresa per il forte cambiamento di Michela. Non l’aveva ancora vista così felice, raggiante. La sta mangiando con gli occhi.

«Signora Daniela… Signora Michela… Bentornate. La proprietaria è uscita un attimo… Un’oretta forse. Vi posso essere utile io?»

Io le sorrido, già immaginando la sua faccia quando vedrà Michela nuda così pesantemente marchiata, con i tatuaggi e i piercing che non c’erano ancora quando la conobbe la prima volta.

«Elena. Avete degli stringi vita a fascia?»

Elena annuisce, il viso già arrossito. «Certo che ne abbiamo.»

Si avvicina ai cassetti. Ne prende uno dall’ultimo cassetto in basso. Non si inginocchia come una troietta qualsiasi. Tiene le gambe tese in modo che la sua minigonna si alzi, mostrandomi il suo culo sodo e tondo. Al centro dei glutei spicca una piccola strisciolina bianca. La troietta porta un ridottissimo perizoma bianco. Ha fatto in modo che io lo veda. Lo fa apposta. Sa che la sto guardando.

Poi si avvicina e mi mostra uno stringi vita a fascia nero. Si allaccia sul davanti con dei lacci sottili.
«Perfetto! Così la catenella che Michela porta in vita può sporgere liberamente.» Dico con un tono di orgoglio e cattiveria. Sorrido. «Hai portato anche una seconda misura, vero? Una in meno rispetto alla sua taglia. Ti ricordi che voglio che la mia schiava sia fasciata molto stretta.»
Elena annuisce, il viso che arrossisce violentemente. «Vuoi aiutarla a indossarlo?» Non aspettava altro. Prende Michela per mano e la porta nel camerino sul fondo, lasciando la tenda completamente aperta in modo che io possa godermi lo spettacolo.

Aiuta Michela a togliersi il maglioncino a dolcevita corto. Michela resta solamente con lo stringi vita vecchio, le calze nere da reggicalze e le décolleté nere da 12 cm con il tacco a spillo. È stupenda.
Elena la guarda stupita, quasi in trance. Vede i suoi grossi anelli da 4 cm che pendono oscenamente dai suoi capezzoli violacei, grossi e tesi. Vede le grandi labbra sempre più lunghe, che ormai non si richiudono più. Vede il suo clitoride con il piercing a barretta con le sfere da 6 mm che lo tengono sempre gonfio e teso come un piccolo cazzetto.

Elena si volta verso di me, il viso stupito ed eccitato. «Il suo corpo è marchiato ed eccitante… Ora tutti possono vedere e capire a chi appartiene. È come un invito a usarla.»

Io le sorrido. «Vuoi approfittarne? Visto che la volta scorsa vi hanno interrotte proprio quando stavi per farla venire?»
Elena mi guarda con gli occhi che brillano. «Posso… Vero, Padrona?»
Io annuisco. «Falla urlare dal dolore e dal piacere.»

Elena aiuta Michela a togliersi lo stringi vita. Ora Michela è completamente nuda. Il mio viso stilizzato sul suo seno destro è in mostra. Il tatuaggio con la scritta “SLAVE” in maiuscolo e grassetto spicca dal suo monte di Venere fino ad arrivare all’ombelico. Da lì parte la catenina con la gemma rossa che dondola lentamente accarezzandole la figa. Il tatuaggio sulla schiena “proprietà di Daniela” con la freccia nera che attraversa i glutei fino al buco dove spicca il grosso plug blu che emette luce e vibra.

Elena è sempre più sorpresa e attratta. Le accarezza il seno, le dita corrono sui capezzoli duri e tesi, tira forte gli anelli da 4 cm.
Michela urla. «Sì… tirali più forte… fammi godere…»

Il suo corpo si tende come ad offrirsi.
Elena si toglie lo striminzito perizoma bianco, afferra Michela per i capelli, la fa inginocchiare e spinge la sua bocca contro il suo pube.
«Schiava, leccami la figa e il culo. Voglio riempirti quella bocca da puttana e quel viso da troia con il mio squirt e il mio piscio. Voglio che lo beva fino all’ultima goccia.»

Mi guarda come per chiedermi il permesso. Io le dico: «Ma falla urlare dal dolore e dal piacere.»
Michela lecca con passione la figa e il culo di Elena, che si aprono velocemente sotto i colpi della sua lingua sempre più esperta. Elena urla: «Sì… così… fammi godere…» e raggiunge l’orgasmo in breve tempo.
Poi avvicina la figa alla bocca di Michela e con un copioso getto la riempie di squirt e piscio. Qualche goccia cade sul pavimento.

Elena afferra Michela per i capelli, la spinge violentemente verso il pavimento.

«Schiava, ripulisci lo per bene.»

Michela estrae la lingua e lecca le poche gocce cadute sul pavimento. Così facendo mostra la schiena, il culo e il tatuaggio “Proprietà di Daniela”. Elena resta meravigliata e attratta dalla luce blu che emana dal plug. Lo estrae. Le sfere escono lentamente una alla volta, mostrando il buco di Michela oscenamente spalancato.
Elena infila un dito alla volta fino a far sparire la mano sino al polso in quella caverna. La sua mano si muove ruotando sempre più velocemente e profondamente. Michela è un lago e urla: «Sì… Spaccalo… Sfondami… Entra di più…» In breve tempo raggiunge l’orgasmo. Improvvisamente si sente la porta aprirsi. La proprietaria è tornata.

Elena si ricompone velocemente, ma il suo striminzito perizoma bianco è rimasto ben visibile in mezzo alla stanza. Michela è ancora nuda in ginocchio, con il mostruoso plug blu accanto a lei sul pavimento che continua a emettere luce blu e a vibrare. Il suo culo è ancora mostruosamente aperto per il fisting appena ricevuto.

La proprietaria mi guarda con disprezzo, come se volesse buttarmi fuori. Ma sono una buona cliente. Si volta e se ne va dicendo: «Elena, finisci ciò che stavi facendo, ma fai in fretta, prima che arrivi qualche altra cliente.»
L’alchimia si è un po’ spezzata, ma Elena si avvicina a Michela, bacia quella caverna senza fondo, le rimette il plug e l’aiuta ad alzarsi.

Io guardo il corpo nudo di Michela riflesso nello specchio. Ha appena indossato il nuovo stringi vita a cui sono allacciate le calze nere da reggicalze. Le décolleté nere con i tacchi a spillo da 12 cm le allungano le gambe. I suoi seni sono spinti oscenamente verso l’alto, mettendo in evidenza i capezzoli violacei con i dilatatori da 4 mm che li tengono sempre gonfi e duri, da cui pendono gli anelli in acciaio da 4 cm che dondolano a ogni minimo movimento. Il mio volto stilizzato sul seno destro. La guardo ammirata. È un’opera d’arte di erotismo puro. E io ne sono fiera.

Elena mi guarda e mi dice: «È perfetto per la sua schiava, vero?»
Io rispondo: «Va benissimo.»

Aiuta Michela a indossare il suo maglioncino a dolcevita corto. Mettiamo le nostre pellicce. Saluto la proprietaria ringraziandola e le dico: «Ci rivediamo presto.»

Usciamo direzione sexy shop. Devo comprare qualcosa di stuzzicante per la serata della Befana.

*** NOTE ***

---ANNO 2000---
Dopo la meravigliosa avventura del natale 1999, siamo giunti al nuovo anno. Un 2000 che avrà nuovi stimoli e occasioni perverse di raccontare l'evoluzione di Michela, ma non solo.
Iniziamo l'anno nel modo più corretto e peccaminoso possibile, dal 6 Gennaio. La storia sarà suddivisa in 9 parti e come al solito rimanete connessi e commentate ogni singolo capitolo.

---La Musa e lo Scrittore---

Questa storia non è autobiografica, ma nasce dalle confidenze reali e bollenti della mia amica "Damabiancaesib" (potete ammirarla qui su a69, cercatela). Altri hanno provato a raccontarla, ma lei ha scelto mia penna, anzi la mia tastiera, per svelare le sue fantasie più oscure. Nessun plagio, solo la magia di trasformare i suoi segreti in letteratura. Io sono "solo" l'autore e vivo senza catene, ma lascio sempre la porta socchiusa a chi sa stupirmi con proposte intriganti.

---A Voi la Mossa---

Incoronatemi Maestro dell'Erotismo con un bel voto, o lasciate un commento spudorato. E se vi sentite audaci, scivolate nei miei messaggi privati: chissà che una proposta indecente non trasformi la fantasia in realtà in qualche Club Privé di Bologna...
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