tradimenti
Aurora al tempo del silenzio
Angel1965
17.08.2025 |
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"«Ti voglio sfondare… voglio che mi riempi tutta!»
Il ritmo diventò frenetico, il corpo di lei tremava senza controllo..."
Romanzo erotico proibito durante il lockdowndi pura fantasia
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Prologo – Il silenzio di Cantù
Cantù era ferma. Le strade vuote, le piazze immobili, il suono delle sirene lontane che tagliava l’aria. Il lockdown aveva congelato tutto, e ogni giorno sembrava identico al precedente.
Angelo, professore di filosofia del liceo, passava le giornate a fare lezioni online, a leggere e a guardare fuori dalla finestra. Sua moglie Sarah, medico in ospedale, era sempre via: turni infiniti, stanchezza, un corpo che non aveva più tempo per lui. La casa era diventata una prigione.
Fu allora che nella sua vita comparve Aurora.
Vicina di casa, giovane, appena ventenne, rimasta sola durante il lockdown. All’inizio furono solo sguardi dal balcone, sorrisi timidi, frasi scambiate da una finestra all’altra. Poi un messaggio.
«Prof, stasera mi sento sola. Posso bussare da lei?»
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Capitolo 1 – La prima volta
Alle 22, Angelo aprì la porta. Aurora era lì, con una felpa larga e shorts minuscoli. Gli occhi brillavano di malizia.
Sedettero sul divano, il vino riempì i bicchieri, ma il silenzio tra loro durò poco. Aurora si avvicinò e lo baciò. Angelo cedette subito, stringendola forte.
Lei si inginocchiò senza esitazioni, slacciò i suoi pantaloni e liberò il cazzo già duro.
«Cazzo… è grosso…» sussurrò, portandoselo alle labbra.
Lo prese in bocca piano, poi più forte, succhiando con foga, facendolo sparire in gola. Angelo gemeva, stringendole i capelli.
«Brava… succhia tutto… fammi venire in bocca…»
Aurora sorrise con gli occhi e aumentò il ritmo. Pochi secondi dopo, lui esplose: sborra calda e abbondante le riempì la bocca, colandole sulle labbra. Lei se la leccò tutta, ridendo.
«Adesso scopami, prof. Non voglio più aspettare.»
Si tolse la felpa e restò nuda. Si mise a cavalcioni, la fica bagnata che guidava il cazzo dentro.
«Oh sì… entra tutto… fammi urlare!»
Il ritmo divenne feroce, il suo culo schioccava sulle cosce di lui, il corpo tremava. Aurora venne squirting sul divano, bagnando i cuscini. Poi si piegò in avanti, glielo succhiò di nuovo, e lo rimise dentro senza sosta.
Quella notte scoparono ovunque: sul divano, per terra, contro il muro. E all’alba, esausti, Aurora si addormentò con il ventre pieno di sborra calda.
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Capitolo 2 – Le notti clandestine
Ogni notte diventava un appuntamento segreto.
La doccia
Aurora entrò avvolta in un impermeabile. Sotto era nuda. Lo spinse in bagno e sotto la doccia bollente lo prese da dietro, con le mani sui suoi seni bagnati e la fica che lo inghiottiva a ritmo di schianti contro le piastrelle.
La cucina
Si sdraiò sul tavolo, spalancando le gambe.
«Scopami qui, fammi tua sul tavolo della colazione.»
Angelo la penetrò con forza, rovesciando bicchieri e piatti, mentre lei squirtava a fiotti sul legno.
La sottomissione
Con una sciarpa lo legò al letto.
«Ora sei il mio schiavo.»
Lo cavalcò con lentezza, torturandolo, graffiandolo, facendolo implorare. Quando lo liberò, Angelo esplose dentro di lei con violenza.
Lo specchio
Si misero davanti allo specchio. Lei piegata in avanti, lui dietro. Guardavano i loro corpi fusi, gli occhi negli occhi. Aurora squirtò fortissimo, bagnando il pavimento, ma continuò a urlare e a farsi riempire di sborra.
Ogni notte era più sporca, più animalesca.
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Capitolo 3 – La notte estrema
Un venerdì, Aurora arrivò con manette e giochi.
Gli legò i polsi e lo cavalcò senza pietà. Poi si mise a quattro zampe, la fica e il culo spalancati, e Angelo la prese con colpi violenti, fino a farla urlare. Lo squirt bagnava il tappeto, il loro piacere schizzava ovunque.
Alle tre del mattino, la spinse contro la finestra, il vetro freddo sulla pelle, e lo sentì affondare dentro da dietro. Le sue urla echeggiarono nella notte silenziosa di Cantù.
Infine, inginocchiata, succhiò fino a farselo esplodere in bocca, spalmandosi la sborra calda sul corpo nudo.
«Ancora… non ho finito…» sussurrò.
E lo cavalcò di nuovo fino all’alba, venendo insieme a lui in un orgasmo devastante.
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Capitolo 4 – Il gran finale
Era l’ultima notte del lockdown. Aurora arrivò ancora più eccitata, decisa a regalarsi e regalargli un ricordo indimenticabile.
Si spogliò piano, lo guardò negli occhi e si sedette sul suo viso.
«Leccami finché non esplodo.»
Angelo obbedì, affondando la lingua. Aurora gemette forte, si contorceva, urlava, squirtando a fiotti sulla sua bocca.
«Sì! Bevi tutto! Fammi venire ancora!»
Poi lo cavalcò furiosa, sbattendo il culo sulle cosce di lui, mentre il cazzo scivolava dentro bagnato e duro.
«Ti voglio sfondare… voglio che mi riempi tutta!»
Il ritmo diventò frenetico, il corpo di lei tremava senza controllo. Lo squirt esplose come un fiume, bagnando ventre, lenzuola, persino il pavimento.
Angelo affondò ancora, fino a venire dentro con tutta la forza. La sborra calda riempì la sua fica, mischiandosi con lo squirt che continuava a uscire senza sosta.
Aurora urlava, graffiandolo, bagnata ovunque, devastata dal piacere.
Rimasero abbracciati, madidi di sudore e liquidi, esausti ma felici.
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Epilogo – Il rumore del piacere
Fuori, Cantù era ancora silenziosa, prigioniera del lockdown.
Dentro, invece, Angelo e Aurora avevano trovato la loro libertà: un vortice di cazzo, fica, sborra e orgasmi che nessuno avrebbe potuto fermare.
Il mondo era immobile. Loro no.
Il loro respiro, i gemiti, gli schiocchi dei loro corpi e l’ultimo squirt esplosivo erano stati l’unico vero rumore capace di rompere quel silenzio assoluto.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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