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Nicole, Tatiana e il gioco proibito


di Membro VIP di Annunci69.it Angel1965
29.09.2025    |    430    |    0 6.0
"Leccava Tatiana mentre io la scopavo, guardandomi negli occhi e dicendo: «Sporcala tutta… fammela tua davanti a me»..."
Prologo

Certe frasi, dette per scherzo, ti rimangono in testa come un chiodo.
Quando Nicole, dopo una scopata selvaggia, mi aveva sussurrato:
«Amore… ti piacerebbe andare a letto con una donna sposata?»,
io avevo riso, pensando fosse solo una fantasia buttata lì.
Invece no. Con Nicole bisognava sempre stare attenti: quello che diceva finiva quasi sempre per diventare realtà.

Il giorno dopo mi portò a casa di Tatiana, la sua migliore amica. Una donna splendida, con curve generose, un sorriso timido e un marito, Miguel, spesso in giro per lavoro. Nicole sapeva già che mi sarebbe piaciuta. Lo leggeva nei miei occhi, come sempre.

E quel pomeriggio decise che era arrivato il momento di farmi un regalo proibito.



Il gioco comincia

Entrammo a casa di Tatiana come se fosse una visita normale. Due chiacchiere, un caffè, qualche risata. Io ero teso, perché avevo capito dove Nicole voleva arrivare, ma non sapevo se Tatiana fosse davvero consapevole.

Poi tutto cambiò in un attimo. Nicole si sedette accanto a lei sul divano, la guardò dritta negli occhi e la baciò. Un bacio lento, carnale, di quelli che non lasciano dubbi. Tatiana rimase immobile un secondo, sorpresa… e poi cedette. La lingua scivolò nella bocca di Nicole e la stanza si riempì di un gemito soffocato.

Io ero già duro. Non servivano parole: Nicole sapeva benissimo cosa stava facendo.

«Amore, guardala…» disse con voce roca. «Non è bellissima così? Non la vuoi anche tu?».

Non aspettò la mia risposta. Spinse Tatiana verso di me, mettendola di fatto nelle mie mani. Io la presi con forza, senza troppi preliminari: le mani le strapparono i vestiti, scoprendo la pelle calda e tremante. Tatiana arrossiva, un misto di imbarazzo e desiderio, ma non oppose resistenza.

Nicole ci guardava con un sorriso malizioso, già eccitata. Si stava toccando, con le gambe aperte e gli occhi accesi.



La scopata proibita

La piegai sul tavolo del soggiorno e la presi da dietro, con colpi profondi e secchi. Tatiana gemette forte, come se stesse liberando anni di fantasie represse.

«Dio… così…» ansimava, e la sua voce era già quella di una troia affamata.

Nicole rideva, incoraggiandola:
«Brava… apriti bene per lui… fagli sentire quanto sei bagnata».

Ogni affondo faceva tremare il tavolo, e Nicole intanto si chinava a baciare Tatiana, le mordeva i capezzoli, le accarezzava la figa mentre io la riempivo. Sembrava una regista del piacere, guidandoci in quel gioco proibito.

A un certo punto Nicole prese la testa di Tatiana e gliela spinse verso il mio cazzo, obbligandola a succhiarmi. Lei esitò un attimo, poi si lasciò andare, prendendomelo in bocca con gemiti soffocati. Io spingevo forte, senza pietà, con la sua saliva che colava.

«Così, amica mia… fammelo diventare duro ancora di più» la incitava Nicole.

Il ritmo diventò selvaggio. La scopai sul divano, poi contro il muro, poi di nuovo piegata sul tavolo. Tatiana urlava senza freni, ormai completamente persa, con Nicole che la toccava e la baciava per non farle mai dimenticare che era stata lei a portarla lì.



L’esplosione finale

Il culmine arrivò quando Nicole ci mise insieme, una davanti e l’altra dietro. Leccava Tatiana mentre io la scopavo, guardandomi negli occhi e dicendo:
«Sporcala tutta… fammela tua davanti a me».

Io obbedii, pompando sempre più forte, fino a quando Tatiana esplose in un orgasmo devastante, urlando come una puttana affamata. Io la seguii subito dopo, venendo dentro di lei con un piacere bestiale, mentre Nicole gemeva eccitata dalla vista.

Restammo sudati, esausti, con il fiato corto. Tatiana tremava ancora, appoggiata al mio petto. Nicole la accarezzò con dolcezza e sussurrò:
«Vedi, amore? Le fantasie diventano realtà. Ma questa era solo la prima volta…».



Epilogo

Uscimmo di lì al tramonto, ancora scossi da quello che era successo. Tatiana ci salutò con lo sguardo di chi aveva oltrepassato un confine da cui non si torna indietro.

In macchina, Nicole mi prese la mano e sorrise:
«Ora lo sai. Io ti voglio sempre così. Crudo, sporco, senza limiti. E con lei… non abbiamo ancora finito».

Avevo capito che quel giorno non era stato un tradimento, ma l’inizio di un gioco proibito che Nicole avrebbe continuato a spingere sempre più in là.
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