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Lui & Lei

Nicole&Francesca -2- Sveltina con l'Agente


di Membro VIP di Annunci69.it giorgal73
08.12.2025    |    7.907    |    1 8.7
"Aspetto le vostre parole… possibilmente altrettanto sporche e sincere delle mie..."
*** FRANCESCA ***

Esco dalla villa eccitata, saluto Nicole che sale sulla sua auto e guido verso casa con la fica ancora calda dalle fantasie. Luci blu nello specchietto: polizia. Merda.

L'agente si avvicina, alto, muscoloso, uniforme stretta sul petto, voce profonda che mi fa tremare le cosce: «Fanale rotto, signorina. Documenti e patente».

Lo guardo con occhioni da cerbiatta, abbasso il finestrino fino in fondo, mi sporgo quel tanto da far intravedere il décolleté sodo e il vestitino alzato sulle cosce pallide. «Agente... non è che possiamo evitarlo? Non voglio problemi». Lui inarca un sopracciglio, occhi che scendono sul mio corpo. «Dipende da lei», dice con un ghigno.

Mi giro sul sedile anteriore, alzo piano il vestitino nero, gli mostro il culo rotondo, alto, sodo, il perizoma rosa che sparisce nella fossetta profonda. «Che ne dice di una sveltina? Solo per stavolta», sussurro con voce dolce, maliziosa, spingendo il culo verso di lui, la piega sotto le chiappe che invita. Sento la mia fica bagnarsi all'istante, voglie che esplodono: voglio quel cazzo sconosciuto, sentirmi usata in auto, libera e troia.

Lui esita un secondo, poi chiude la portiera e sale dietro. «Mostrami di più», ordina, la mano che accarezza la mia coscia vellutata. Mi metto a quattro zampe sul sedile posteriore, perizoma spostato di lato, la fica rosa gonfia esposta. «Cazzo, che culo da sogno», mormora, slacciandosi i pantaloni. Il suo cazzo salta fuori, duro, venoso, non enorme ma pronto. Mi afferra i fianchi stretti, spinge dentro con un colpo secco.

«Ahhh! Sì, agente... scopami forte», gemo, la fica che lo stringe, bagnata fradicia. Lui pompa ritmico, mani che strizzano le mie chiappe toniche, schiaffi che fanno rimbalzare la carne morbida. «Sei una troietta, eh? Ti bagni per una multa evitata?» ride, spingendo più fondo. «Mmh... oddio, sì... mi spacchi... di più, ti prego», ansimo, spingendo indietro il culo contro di lui, le tette che ballano sotto la canotta, i capezzoli turgidi che la sfregano.

Vengo la prima volta con un urlo spezzato, la fica che schizza sul suo cazzo, gambe che tremano. Lui accelera: «Vieni di nuovo, puttanella». E io obbedisco, gemendo «Cazzo... sto venendo... riempimi!» mentre un secondo orgasmo mi fa inarcare, lacrime di piacere sugli zigomi lentigginosi.

Il poliziotto si china verso di me, il suo fiato caldo sulla mia guancia arrossata. «Se mi dai anche il culo, mi dimenticherò di ogni cosa», mi propone con voce roca, le sue dita che scivolano lungo la curva della mia schiena fino alla fossetta lombare. Trattengo il respiro, mordendomi il labbro inferiore mentre un brivido mi percorre la spina dorsale.

Con un movimento lento, mi volto a guardarlo da sopra la spalla, gli occhi socchiusi in un invito silenzioso. «Cosa stai aspettando?» sussurro, inarcando deliberatamente la schiena per sollevare ancora di più il mio fondoschiena verso di lui.

Percepisco la sua cappella turgida e bollente appoggiarsi contro il mio buchetto stretto, che si contrae nervosamente all'improvviso contatto. Vuole essere gentile, ma io lo preferisco rude, quindi spingo il mio culo verso di lui con un movimento deciso che lo fa affondare dentro me in un colpo secco.

Il suo cazzo non è lunghissimo ma è largo come un polso, e sento ogni vena pulsante mentre dilata le mie pareti anali fino a farle diventare un guanto di velluto che lo avvolge completamente. «Sì cazzo, spingi più forte porco, puniscimi per non essere una brava guidatrice», ansimo tra gemiti strozzati.

Il mio culo si contrae più volte in spasmi incontrollabili, ondate di piacere misto a dolore che mi attraversano dalla punta dei piedi fino alla nuca. Lui capitola con un ultimo affondo brutale. Grugnisce come un animale, esce bruscamente e mi schizza sul culo, sperma caldo e denso che cola lentamente tra le natiche arrossate fino alla fica ancora pulsante.

Mi rivesto ridendo piano, sentendo ancora il calore del suo seme che cola lentamente tra le natiche arrossate. Lui si avvicina, mi dà un bacio umido sul collo, la sua barba ispida che graffia deliziosamente la mia pelle sensibile, e mi porge un fazzoletto bianco inamidato per pulire il sedile di pelle nera che ha sporcato con il suo sperma denso e perlaceo.

Lo guardo dritto negli occhi, le pupille ancora dilatate dal piacere, e sussurro con voce roca: «Grazie per il fazzoletto, ma preferisco pulire il sedile in modo diverso». Mi abbasso lentamente, i capelli che scivolano come seta sulle mie spalle nude, e inizio a leccare il suo seme con la lingua calda e avida, assaporando il sapore salato e amarognolo, ripulendo ogni goccia lucida e ingoiando tutto con evidente piacere, mentre lo fisso con occhi da gatta soddisfatta.

«Cazzo», mormora lui con voce strozzata, la mano che stringe convulsamente la cintura dell'uniforme, «ti annullerò tutte le multe a vita, sei veramente una gran troia, me lo hai fatto tornare duro come marmo. Peccato che devo tornare in centrale».

*** NICOLE ***

Sono a casa, le gocce d'acqua della doccia appena fatta scivolano ancora lungo la mia schiena mentre mi distendo sul letto. Il cotone fresco delle lenzuola accarezza la mia pelle nuda e ancora calda.

Lascio che i capelli bagnati formino una macchia scura sul cuscino bianco mentre scrollo pigramente su Instagram, la luce bluastra dello schermo illumina il mio viso nella penombra della stanza. Il telefono vibra tra le mie dita.

Un messaggio di Marco: «Cazzo la tua amica ha superato il test a pieni voti, il mio amico si è praticamente innamorato di lei». Sento le labbra piegarsi in un sorriso soddisfatto, gli occhi che brillano di malizia. Già immaginavo come sarebbe andata a finire.

Poi subito arriva un messaggio di Francesca, il telefono vibra sul mio ventre nudo e mi procura un brivido che mi fa sussultare: «Cazzo Nicole, non sai cosa mi è capitato questa sera quando ci siamo lasciate». Sorrido maliziosamente nell'oscurità della stanza, il bagliore dello schermo illumina il mio viso mentre mordo leggermente il labbro inferiore.

Faccio scivolare un dito sulla tastiera, componendo una risposta innocente come se non sapessi già tutto: «Cosa è successo? Raccontami tutto nei minimi dettagli...».

Ovviamente mi racconta nei minimi dettagli come si è scopata il poliziotto e io, immaginandomi la scena vivida, lascio scivolare una mano tra le cosce umide. Sento la pelle d'oca formarsi sul mio corpo nudo mentre le mie dita iniziano a tracciare cerchi lenti attorno al clitoride già gonfio.

La sua voce eccitata nel messaggio continua: «Quando mi ha preso da dietro, sentivo il suo cazzo pulsare dentro...» e a quel punto le mie dita accelerano il ritmo, scivolando nella mia fessura bagnata. «Amica mia, lo so che adesso mi darai della troietta, ma te lo devo dire. Ho voluto far impazzire il poliziotto e alla fine ho leccato e ingoiato il suo sperma caldo mentre lo inchiodavo con lo sguardo».

Leggendo queste parole, il mio corpo si tende come un arco, i capezzoli si induriscono fino a far male, e un orgasmo violento mi attraversa in ondate roventi che mi fanno inarcare la schiena sul letto.

Dopo essermi ripresa, le dita ancora umide del mio stesso piacere, sento il cuore battere forte mentre formulo la proposta indecente di Marco. Trattengo il respiro, poi digito con decisione: «Ehi troietta», scrivo, mordendomi il labbro inferiore nell'attesa, è il mio tic preferito: «Marco mi ha proposto di passare a un livello successivo... sai, scene hard, intense e divertenti, con telecamere professionali e luci da studio. Mi ha chiesto espressamente di portare anche te... che ne pensi?».

Vedo i puntini grigi pulsare sul telefono come un cuore meccanico, ipnotici. Spariscono all'improvviso lasciandomi col fiato sospeso, poi riappaiono nervosi, esitanti. La mia amica sta pensando, cancellando, riscrivendo.

Continuo a mordermi il labbro fino a sentire un dolore sottile mentre attendo. Finalmente lo schermo si illumina con la notifica. «Mi stai proponendo di fare un Porno? Non lo so sinceramente, non mi sono mai fatta riprendere... mentre lo faccio, intendo», confessa con quei puntini di sospensione che tradiscono la sua curiosità mal celata.

Io però so quali tasti premere per accendere la sua curiosità, anzi più che tasti un vero e proprio manganello elettrico che fa vibrare ogni sua terminazione nervosa. Sorrido mentre digito, immaginando già la sua reazione: «Marco mi ha confidato che parteciperà un attore di colore con un fisico scolpito come marmo nero lucido e un cazzo così immenso che farebbe impallidire anche un cavallo. Dai, scopiamocelo insieme, tu che lo cavalchi mentre io gli lecco i testicoli, e vediamo se regge davvero come un purosangue insaziabile per ore. Il film è solo un bonus eccitante... ah, dimenticavo, ci pagheranno profumatamente per farci godere fino a perdere i sensi».

Questa volta lo schermo si illumina all'istante con la risposta di Francesca, posso quasi sentire il suo respiro affannoso attraverso il telefono: «Mi avevi già convinta al 'cazzo enorme che mi riempie completamente', ma se poi ci guadagno anche dei soldi mentre mi contorco di piacere sotto di lui, il godimento è doppio e la mia fica già pulsa solo al pensiero».

Sorrido soddisfatta, sentendo un brivido di anticipazione percorrermi la spina dorsale mentre digito: «Brava la mia troietta insaziabile», scrivo, immaginando già le sue cosce spalancate davanti all'obiettivo, «allora confermo subito a Marco che domani alle 16 saremo entrambe alla villa».

--- CONTINUA ---

*** NOTE ***

Il racconto che avete appena finito di leggere è nato da una richiesta di un utente di A69: mi ha passato una traccia bollente e mi ha chiesto di trasformarla in una storia vera, lunga, senza filtri.

Il 99% è pura invenzione mia, anche se, come sempre, qualche eco del mio vissuto personale scivola tra le righe (chi ha letto gli altri miei racconti lo riconoscerà subito).

Lo stile è quello che ormai conoscete: dettagliato fino all’ossessione, riflessivo quando serve, spudoratamente pornografico quando deve bruciare. Ho lasciato che a parlare fossero loro, Nicole e Francesca, con le loro voci diverse, i loro desideri che si intrecciano, le loro paure che si sciolgono nel piacere. E, come accade ogni volta, quello che doveva essere un capitolo è diventato un piccolo romanzo intero.

Non è una cronaca delle mie notti reali (ahimè), ma è comunque un pezzo di me: la mia ossessione per i corpi, per le parole crude che diventano carezze, per la libertà sessuale senza vergogna né rimpianti.

Adesso tocca a voi.

Voglio commenti lunghi, sinceri, carichi di desiderio. Ditemi cosa vi ha fatto tremare, cosa vi ha fatto bagnare o indurire, cosa vorreste leggere nel prossimo capitolo o nel prossimo romanzo. Proposte audaci, scene che sognate, dettagli che vi manca vedere. Io leggo tutto, rispondo a tutto, e spesso prendo spunto.

Aspetto le vostre parole… possibilmente altrettanto sporche e sincere delle mie.

Se poi siete delle fanciulle disinibite e avventurose, scrivetemi e ci conosceremo, magari creando qualche avventura pazzerella in qualche club di Bologna o altrove.
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