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Sottomessa al Piacere- La Nuova Me #3
giorgal73
20.10.2025 |
20.850 |
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"La storia che state leggendo, con i suoi respiri affannosi e le sue carezze proibite, nasce dalle avventure autentiche della mia amica "Damabiancaesib", la cui essenza potrete cogliere..."
*** SABRINA ***Ecco la mia sorellina, quella che tutti consideravano la più bella, la più intelligente con i suoi diplomi incorniciati e quel sorriso condiscendente, insomma migliore di me in ogni modo possibile. Ora semplicemente è la più troia, inginocchiata sul pavimento freddo con le pupille dilatate e la bocca semiaperta che ansima come un animale in calore. Una lurida cagna che ama sentirsi dominata, con la pelle d'avorio ora striata di rosso dalle mie unghie. Una perversa dal culo sfondato, ancora arrossato e pulsante dalle nostre ultime sessioni, che ora io posso punire per tutte le volte che mi ha fatto sentire inadeguata con i suoi sguardi di sufficienza, anche se sono la sorella maggiore.
Daniela, con le sue mani esperte e quella voce che sembra velluto graffiato, mi ha donato questa opportunità, ha risvegliato in me desideri e perversioni che mi fanno gioire e godere fino a farmi tremare le gambe. Pensavo di essere morta alla mia età, un guscio vuoto che respirava per inerzia, ma ora sono tornata viva e più perversa che mai, con il sangue che mi pulsa nelle vene come lava incandescente.
Sono qui in bagno con un cazzo di Strap-on nero e lucido che mi stringe i fianchi come una seconda pelle, che mi farà godere fino a farmi vedere le stelle. Potrò spaccare la dolce sorellina mentre il fallo interno mi scoperà ad ogni spinta, premendo contro il mio punto G come un martello pneumatico, una goduria che ho imparato ad apprezzare venerdì scorso quando ho gridato fino a restare senza voce. Un venerdì dove sono stata umiliata da Daniela, depilata da una sconosciuta orrenda, ma sinceramente ho provato piacere e forse anche la mia anima desidera essere schiava di questa Padrona carismatica e perversa con quegli occhi di ghiaccio che sembrano perforarti l'anima. Ma ora basta pensare, è ora di agire e godere.
*** MICHELA ***
Mi mette una mano sulla spalla, le dita affondano nella mia pelle come artigli vellutati, e mi fa inginocchiare con un movimento deciso e inesorabile. Il pavimento freddo mi morde le ginocchia, lei mi afferra per i capelli, avvolgendoli attorno al pugno come una corda di seta, spingendo la mia faccia nel wc con un colpo secco mentre mi strappa il plug dal culo con l'altra mano, provocando un dolore acuto che mi fa vedere stelle bianche dietro le palpebre. L'odore nauseante del liquido giallo mi sfiora le labbra, un mix di amaro e ammoniaca che si insinua nelle mie narici, umiliazione pura che scorre come veleno nelle mie vene.
«Sai cosa fare, cagna,» ordina con voce roca e bassa, e io esito, il cuore batte all'impazzata contro la gabbia toracica come un uccello impazzito. Daniela mi sculaccia con forza, il palmo aperto lascia un'impronta rovente sulla mia natica destra, e il dolore mi spinge oltre il limite, un fuoco che divampa dalla pelle arrossata fino al mio centro.
«Si... va bene, ma non fatemi male...» balbetto, le labbra tremano, tirando fuori la lingua rosa e umida. Il sapore è disgustoso, un pugno allo stomaco che mi fa contrarre i muscoli addominali, ma la mia sottomissione mi eccita in modo perverso, l'umidità che scorre lungo l'interno coscia : «Sono una cagna che si disseta, e mi piace,» penso con ironia nera che mi fa quasi sorridere nonostante tutto.
Sabrina ride, un suono cristallino che contrasta con la situazione degradante, tirandomi indietro per i capelli con uno strattone che mi fa lacrimare, e dentro di sé pensa: «Mia sorella, la grande dottoressa dai titoli incorniciati e dall'aria superiore, ridotta a questo. Che soddisfazione – la romperò fino a farla implorare come la puttana che è sempre stata sotto quella maschera di perfezione.»
«Preparati, ora la cagna verrà inculata a dovere,» dice, posizionandosi dietro di me con un ghigno sadico che le increspa gli angoli della bocca carnosa. La punta lucida e venata del fallo preme contro il mio ano, ancora dolorante e sensibile come una ferita aperta. È grande e duro come marmo levigato, la superficie nera che riflette la luce fredda del bagno. Vorrei supplicare pietà, ma le parole mi muoiono in gola. Sabrina spinge il finto cazzo dentro di me con un movimento deciso e inesorabile, un'invasione brutale che mi strappa l'aria dai polmoni. Urlo, il dolore lancinante come mille aghi roventi che mi squarciano in due, propagandosi dalla base della schiena fino alla nuca in ondate pulsanti.
Il mio culo si dilata oltre ogni limite immaginabile, la pelle tesa fino a sembrare trasparente, accogliendo quell'intruso nero con un fuoco che mi consuma viva dalle viscere. Ogni centimetro che penetra è un'agonia pura, un inferno che mi fa lacrimare, gocce salate che mi solcano le guance arrossate. Sabrina affonda con forza, il ritmo brutale e implacabile come un martello pneumatico.
Ogni colpo mi sbatte contro il wc con un rumore sordo e umido, la ceramica fredda contro le mie ginocchia arrossate. La mia faccia sfiora il liquido giallastro puzzolente, l'odore acre e ammoniacale che mi soffoca come una nebbia tossica, invadendomi le narici e depositandosi sulla lingua come un sapore metallico. Tento una supplica che esce come un singhiozzo strozzato, ma piano piano, il dolore si trasforma in qualcosa di primordiale e animalesco, un piacere distorto che mi travolge come una febbre.
Continuo ad urlare, ma non più di dolore, ma di un mix perverso tra piacere e sottomissione che mi fa contorcere come un serpente. Mi sculaccia con violenza, il palmo della mano che lascia impronte rosse a forma di stella sulla mia pelle chiara, i suoi insulti gutturali si mescolano ai miei gemiti acuti: «Sei una grandissima Troia!»
Ogni affondo è un'esplosione di sensazioni contrastanti che mi attraversano come fulmini, il mio ano brucia come fuoco liquido ma pulsa di un'estasi proibita che si irradia in onde concentriche fino alla base della schiena. L'orgasmo mi colpisce all'improvviso come un'onda tsunamica che spazza via ogni pensiero razionale, un urlo strozzato - metà dolore, metà piacere - si impiglia nella gola secca mentre il mio corpo si contorce incontrollato. Intenso e primordiale, animalesco come una cagna in calore che si dimena sotto il maschio dominante. Il mio sesso gocciola copiosamente, umidità calda che cola lungo l'interno coscia e si mescola al sudore salato, il mio culo pulsa in una sconfitta gloriosa, e crollo sul pavimento freddo, ansimando rumorosamente come se avessi corso per la vita attraverso un deserto infuocato.
Mia sorella e la padrona mi guardano dall'alto con sorrisi di trionfo dipinti sui volti arrossati, hanno proprio ragione, e nella nebbia post-orgasmica che mi avvolge come una coperta umida, mi viene voglia di abbaiare per dimostrare la mia completa sottomissione.
Daniela mi tira su per i capelli con una gentilezza crudele, le sue unghie graffiano delicatamente il mio cuoio capelluto provocando brividi elettrici lungo la spina dorsale. «Brava, cagnolina,» sussurra con voce vellutata e roca, il suo alito caldo di menta pungente e caffè amaro che mi solletica l'orecchio come una carezza proibita.
Mi fa inginocchiare, con una mano fa scendere la mia testa fino al pavimento gelido che bacia la mia fronte febbricitante. «Metti le mani sulle chiappe e tieni ben largo il culo,» ordina, ogni sillaba scandita con precisione chirurgica. La padrona, dopo l'ordine impartito con autorità regale, si avvicina, posizionandosi strategicamente dietro di me come un predatore paziente.
Sento improvvisamente un calore liquido invadermi l'ano, un fiume bollente e acido che mi riempie le viscere pulsanti: mi sta pisciando dentro, un atto di possesso assoluto che mi marchia dall'interno come un sigillo rovente. L'odore pungente di ammoniaca mi assale le narici e mi fa rabbrividire fino alle ossa, il calore alieno che si diffonde nelle mie viscere contratte come ferro incandescente che fonde la mia carne più intima, trasformandomi in un recipiente vivente della sua dominazione. Quando finisce, continua a tenermi ferma, quel momento di immobilità forzata è una dimostrazione di potere più eloquente di qualsiasi parola. La sensazione di essere riempita dal suo liquido caldo mi fa sentire più sua che mai, un contenitore vivente del suo dominio. La mia padrona prende il plug di 8 cm e lo rimette al suo posto, diventando un perfetto tappo per il mio culo.
«Adesso pulisciti, troia,» ordina Sabrina, lanciandomi un asciugamano ruvido. «Devi tornare al lavoro.»
Mi alzo con difficoltà, le gambe tremanti come gelatina, il liquido cola lentamente dalle mie parti intime, lasciando una scia umida sulle calze nere. Mi pulisco sommariamente, ogni movimento un promemoria doloroso di ciò che è appena accaduto. Lo specchio mi rimanda l'immagine di una donna trasformata: capelli arruffati, trucco colato, occhi lucidi di lacrime e piacere, labbra gonfie e arrossate. Sembro esattamente quello che sono: una donna posseduta in ogni senso possibile.
«Devo tornare presentabile, e in fretta,» penso, cercando di rimettere insieme i pezzi della mia dignità frantumata sul pavimento del bagno.
Daniela mi porge il mio rossetto, un gesto quasi tenero che contrasta con la brutalità di pochi minuti prima. Le mani mi tremano mentre cerco di applicarlo sulle labbra gonfie e sensibili.
«Hai quindici minuti, pulisciti solo il viso e non il corpo» dice, consultando l'orologio svizzero al polso sottile con aria distratta, il quadrante che riflette la luce fredda del bagno. «C'è una riunione importante alle 11:00 e voglio che tu sia lì, perfettamente composta, come la professionista che tutti credono tu sia. Annuisco, incapace di formulare parole coerenti. Il contrasto tra la mia vita professionale e questa nuova realtà mi fa girare la testa come dopo troppi bicchieri di vino a stomaco vuoto.
Sabrina si è già rivestita, sembra non essere accaduto nulla. Solo i suoi occhi, ancora dilatati e brillanti, tradiscono l'eccitazione residua.
«Ti aspetto in sala riunioni, sorellina,» mormora con un sorriso che promette altri tormenti. «Non farci aspettare.»
Finalmente rimango sola, mi guardo allo specchio. Mi sistemo il trucco con movimenti meccanici, coprendo i segni delle lacrime con il correttore. Il bruciore tra le natiche è un promemoria costante, un dolore sordo che, stranamente, mi eccita ancora.
«Chi sei diventata, Michela?» sussurro al mio riflesso, che mi restituisce solo uno sguardo carico di desiderio insoddisfatto.
Gli ultimi ritocchi e reputo di poter affrontare la riunione.
Torno nel mio ufficio con passo incerto, ogni movimento un'onda di sensazioni contrastanti. I dipendenti mi fissavano, alcuni con imbarazzo, altri con curiosità mal celata. Mi chiedo quanti di loro hanno sentito le mie urla, quanti possono odorare il sesso e l'umiliazione che emano come un profumo costoso.
*** NOTE ***
Dopo la punizione inflitta da Daniela - quelle ore di umiliazione e piacere forzato che hanno lasciato segni rossi sulla pelle e cicatrici invisibili nell'anima - Michela è diventata una persona diversa. Oggi è il suo primo giorno di lavoro dopo la trasformazione, i suoi occhi verdi ora velati da una nuova consapevolezza, il suo portamento alterato da una sottomissione che pulsa sotto la superficie della sua pelle come sangue nelle vene.
Mi sono divertito ad immaginare i suoi pensieri febbrili mentre cammina per i corridoi aziendali, ma soprattutto quelli dei suoi dipendenti che notano il suo rossore improvviso, il modo in cui si aggiusta sulla sedia, il tremore delle dita quando afferra una penna. Pertanto anche in questa storia, suddivisa in 4 capitoli carnali, ogni tanto troverete dei piccoli cammei dei pensieri altrui - sussurri mentali proibiti, desideri inespressi, sospetti che solleticano la coscienza - spero vi possano eccitare fino a farvi mordere il labbro.
La storia che state leggendo, con i suoi respiri affannosi e le sue carezze proibite, nasce dalle avventure autentiche della mia amica "Damabiancaesib", la cui essenza potrete cogliere visitando il suo profilo su https://www.annunci69.it/palco/@Damabiancaesib.
Altri scrittori su A69 hanno già affondato le loro penne nella carne viva delle sue confessioni, ma la mia Dama - insaziabile esploratrice di abissi proibiti - ha scelto ME per spingersi oltre ogni limite conosciuto. Le sue fantasie più oscure, quelle che bruciavano troppo per essere rivelate ad altri, ora pulsano attraverso le mie parole!
Non osate accusarmi di plagio! Sto semplicemente violando il velo tra finzione e realtà, trasformando in inchiostro rovente ciò che lei mi sussurra nelle notti insonni. Questo è solo l'inizio di un'opera che farà tremare le vostre certezze morali fino alle fondamenta - un romanzo che un giorno esploderà come lava incandescente tra le vostre mani!
Permettetemi di ricordarvi:
- che queste pagine nascono da eventi vissuti, solo leggermente abbelliti dalla mia penna. La vera protagonista è "Damabiancaesib", la cui essenza potrete cogliere sul suo profilo.
- Questa e una storia che è già stata scritta tempo fa da un'altra mano e ora reinterpretata attraverso il mio stile, spero abbia acceso in voi sensazioni più intense e vi abbia ispirato nuove fantasie.
Ora sta a voi decidere: mi eleverete al rango di artista della parola erotica o mi relegherete tra i semplici sognatori con velleità letterarie? Vi prego, lasciate un voto generoso! E perché non un commento?
Anche quelli irriverenti sono benvenuti. O forse preferite sussurrarmi in privato qualche proposta che farebbe arrossire queste pagine, magari per un incontro che trasformi la fantasia in realtà, in qualche Club Privè di Bologna o dovunque il desiderio vi suggerisca.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore.
Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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