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La promessa del conte e la moglie pervertita


di Membro VIP di Annunci69.it giorgal73
21.07.2025    |    14.608    |    1 9.8
"Non pensavo che una ragazza così giovane fosse così perversa, ma la natura umana è particolare e la vita difficile, alcune volte reclama la sua vendetta..."
Attenzione: questa è la seconda parte del racconto la La giovane moglie ninfomane e il conte. Se non lo avete letto, leggete il primo capitolo, per non perdervi dettagli importanti!

Dopo un pranzo abbondante, ci spostiamo vicino alla piscina.
Il sole è caldo, e Isabella indossa un bikini minuscolo che mette in mostra ogni curva. La forma della vulva, carnosa e desiderosa, disegna i contorni del mini costume. Aguzzo la vista e mi sembra di intravedere delle goccioline sul tessuto, proprio li in mezzo, ma il resto del corpo è completamente asciutto.

Isabella si alza dalla sedia a sdraio, stiracchiandosi come una gatta al sole. Il suo corpo è perfetto, ogni movimento studiato per catturare lo sguardo, il mio. Mi accorgo che non riesco a distogliere gli occhi dalla macchia umida che scurisce il tessuto del suo costume. Il conte, seduto all'ombra di un grande ombrellone, osserva entrambi con un mezzo sorriso che gli increspa le labbra sottili.

«Vado a fare un tuffo,» annuncia Isabella, lanciandomi un'occhiata carica di promesse. «Vuoi unirti a me?»

Mi alzo, ricordando ancora il piacevole indolenzimento dell'amplesso di questa mattina. Il mio corpo massiccio proietta un'ombra imponente sul pavimento di travertino che circonda la piscina. Sono consapevole della mia mole, ma fortunatamente oltre alla pancia ci sono i muscoli, ma lo sguardo di Isabella mi fa sentire desiderato, potente.

«Certo,» rispondo, avvicinandomi al bordo della piscina.

Lei si tuffa con l'eleganza di una sirena, sollevando appena qualche schizzo. Quando riemerge, i capelli bagnati le aderiscono al viso come alghe scure, rendendo il suo viso ancora più sensuale. Il bikini bagnato le si attacca addosso come una seconda pelle, e quando mi tuffo accanto a lei, sento un brivido che non ha nulla a che fare con la temperatura dell'acqua.

«Ti piace la nostra piscina?» mi chiede, nuotando verso di me con movimenti fluidi. L'acqua cristallina ondeggia intorno a noi, creando un'intimità liquida che ci separa dal resto del mondo.

«È perfetta,» rispondo, sentendo il mio corpo galleggiare con una leggerezza che contrasta con il suo peso reale.

Isabella mi si avvicina, fino a quando i nostri corpi si sfiorano sotto la superficie dell'acqua. Le sue mani trovano la mia vita, scivolando sulla pelle bagnata. Sento il mio respiro accelerare.

«Il conte adora guardarci,» sussurra, lanciando un'occhiata verso il marito che ci osserva dalla sua poltrona. «Gli piace vedere quanto mi piaci. Anche se ti preferivo più grosso, per me sei quasi magro, ma qualcosa di te mi attira.»

Le sue dita scivolano dentro il mio costume, trovando la mia erezione che cresce rapidamente al suo tocco. L'acqua rende ogni movimento più lento, più sensuale, come se fossimo sospesi in un sogno.

Il suo tocco sotto l'acqua è elettrizzante, mi fa dimenticare tutto il resto. Le sue dita danzano sulla mia erezione con una maestria che mi lascia senza fiato. L'acqua amplifica ogni sensazione, rendendo il suo tocco scivoloso e ipnotico.

«Ti piace così?» sussurra, i suoi occhi verdi che brillano di malizia. «Ti piace che mio marito ci guardi mentre ti tocco?»

Giro la testa verso il conte, che si è sporto in avanti sulla poltrona, gli occhi fissi su di noi. Anche da questa distanza posso vedere l'eccitazione che gli illumina il viso rugoso. La sua mano si muove lentamente sotto l'asciugamano che ha in grembo.

«Sì,» riesco a mormorare, la voce roca per il desiderio. «Mi piace tutto di te.»

Isabella sorride, quel sorriso predatorio che ormai conosco bene. Le sue mani si fanno più audaci, scivolando fuori dal mio costume per afferrare i miei fianchi. Mi attira verso di lei, fino a quando i nostri corpi si premono l'uno contro l'altro.

«Luridi porci, non riesco a vedere bene da qui! Uscite dall’acqua e venite qui accanto,» grida il conte dalla sua sdraio.

Isabella sorride, maliziosa. Con un movimento fluido, emerge dall'acqua e cammina verso il bordo della piscina. L'acqua scivola lungo il suo corpo come carezze liquide, il costume aderisce alla sua pelle in modo quasi osceno. La parte alta è un ricordo, il seno è libero e sussulta ad ogni passo. La seguo, ipnotizzato dal movimento dei suoi fianchi, dalla curva della sua schiena.

Anche io esco dalla piscina e mi avvicino al conte come richiesto. Il vecchio ha gli occhi lucidi, febbrili, il respiro accelerato. Isabella si inginocchia davanti a lui, l'acqua gocciola dal suo corpo forma piccole pozze sul pavimento di travertino.

«Ti piace quello che stai vedendo, amore?» chiede al marito, con la voce dolce ma carica di una provocazione che mi fa tremare.

Il conte annuisce, incapace di parlare. Isabella si volta verso di me, mi fa cenno di avvicinarmi.

«Leccami il culo, fai con calma, deve durare ore non secondi!,» sussurra Isabella, abbastanza forte perché il conte possa sentire. «Davanti a mio marito.»

Mi inginocchio dietro Isabella, ipnotizzato dalla perfezione delle sue natiche. La pelle è ancora bagnata, gocce d'acqua scivolano lungo la curva del suo fondoschiena come minuscole gemme liquide. Il suo ano si presenta come un fiore carnoso, leggermente contratto, che sembra pulsare in attesa del mio tocco.

«Ti prego,» mormora, guardando il marito negli occhi mentre si rivolge a me. «Fammi sentire la tua lingua.»

Afferro i suoi fianchi e mi avvicino lentamente. Il primo contatto è elettrico - la mia lingua esplora timidamente il cerchio di quella zona proibita. Isabella sussulta, emettendo un gemito che sembra strappato dal profondo della sua gola. Il sapore è salato, un misto di cloro della piscina e qualcosa di più intimo, più selvaggio.

Il conte ci osserva con uno sguardo febbricitante. La sua mano tremante si muove sotto l'asciugamano con un ritmo sempre più frenetico. Sento il suo sguardo penetrante sulla mia nuca mentre affondo il viso tra le natiche di sua moglie.

Mi perdo nel ritmo di quello che sto facendo. La sua pelle sa di sole e di acqua, ma c'è qualcosa di più profondo che mi fa impazzire. Isabella geme sempre più forte, i suoi suoni si mischiano al respiro pesante del conte che ormai non si nasconde più.

«Più forte,» sussurra Isabella, spingendo il bacino contro la mia bocca. «Voglio che mio marito senta quanto mi piace.»

Obbedisco, aumentando la pressione. Le mie mani scivolano sui suoi fianchi bagnati, la pelle liscia e calda sotto le mie dita. Sento il suo corpo tremare, piccoli spasmi che mi comunicano quanto sia eccitata.

Il conte si alza dalla poltrona, le gambe malferme ma lo sguardo determinato. Si avvicina a noi, l'asciugamano che cade rivelando la sua erezione. Per un uomo di settantacinque anni, è sorprendentemente vigoroso.

«Brava la mia puttanella,» mormora con voce roca. «Fagli vedere quanto sei troia.»

Isabella ride, si volta verso di me, gli occhi brillanti di eccitazione.

Mi fermo per un momento, la lingua ancora premuta contro di lei, e la guardo negli occhi. C'è qualcosa di feroce in quel blu che mi fa perdere ogni controllo. Torno a concentrarmi sul mio compito, la lingua disegna cerchi sempre più ampi, sempre più profondi.

«Adesso voglio che tu mi scopi il culo,» dice Isabella, la voce roca per l'eccitazione. «Qui, davanti a lui.»

Il conte si avvicina ancora di più, il suo membro in mano. Mi guarda con un'espressione che non so decifrare - è invidia? Gratitudine? O qualcosa di più complesso che non riesco a comprendere?

«Sì,» sibila il vecchio. «Scopala forte. Fammi vedere come la prendi.»

Isabella si posiziona a quattro zampe sulla sdraio, il costume da bagno che le scivola di lato rivelando completamente la sua intimità. L'acqua della piscina ha reso tutto più scivoloso, più intenso. Mi posiziono dietro di lei, le mani che tremano leggermente mentre la afferro per i fianchi.

«Piano,» sussurra, voltandosi verso di me. «All'inizio vai piano. Hai il cazzo cicciotto e il mio buchetto è stretto.»

Mi inginocchio di nuovo dietro di lei, il mio cuore batte all'impazzata mentre osservo quel piccolo anello rosato. Prendo del lubrificante che il conte, con sorprendente previdenza, ha fatto apparire da un cassetto vicino. Ne verso abbondantemente sulla mia erezione, poi ne faccio scivolare alcune gocce lungo la fessura delle sue natiche.

«Sei pronta?» le chiedo, la voce roca e bassa.

Isabella annuisce, mordendosi il labbro. «Sempre pronta per un bell'uomo cicciottello come te.»

Premo la punta contro la sua apertura, sentendo la resistenza iniziale. Il conte si è avvicinato ancora di più, il suo respiro affannoso quasi sul mio collo. Spingo lentamente, con delicatezza, attento a ogni suo movimento, a ogni suo respiro.

«Oh dio,» geme Isabella quando la punta entra. «Continua, non fermarti.»

Inizio a penetrarla lentamente, sentendo il suo corpo accogliermi con una resistenza che gradualmente cede. Ogni centimetro è una conquista, ogni spinta un piccolo miracolo di piacere. Il suo ano mi stringe come un guanto di velluto caldo, pulsando attorno al mio sesso. Sento il mio respiro farsi pesante, quasi animale.

«Sì, così,» mormora Isabella, la testa reclinata all'indietro, i capelli bagnati che gocciolano sulla sua schiena. «Riempimi tutto il culo.»

Aumento il ritmo, le mie mani afferrano i suoi fianchi con più forza. La mia pancia sbatte contro le sue natiche ad ogni spinta, creando un suono umido e carnale che riempie l'aria intorno a noi. Il conte è vicinissimo ora, osserva ogni dettaglio con occhi famelici, la mano che lavora freneticamente sul suo membro.

«Ti piace il cazzo di questo ciccione vero?" chiede il conte a Isabella, la voce tremante di eccitazione. «Ti piace sentirlo dentro il tuo culetto stretto?»

«Mhmm, sì,» risponde lei, spingendosi contro di me per accogliermi ancora più a fondo. «È così grosso, così perfetto.»

La sensazione è travolgente. Il calore del sole sulla mia schiena, l'acqua che evapora dalla mia pelle, il profumo inebriante di Isabella, tutto si fonde in un'unica esplosione sensoriale. Sento il mio corpo massiccio dominare il suo, la mia carne che preme contro la sua, e provo un'ondata di potere primordiale.

«Ti faccio male? oppure stò andando bene?» le chiedo, la voce roca per l'eccitazione.

«Dio, sì, vai alla grande» geme lei. «Più forte, ti prego.»

Obbedisco, aumentando il ritmo delle spinte. Il conte si avvicina ancora di più, il suo respiro affannoso quasi sul mio collo. C'è qualcosa di surreale in questa situazione – io, un uomo di cinquantadue anni sovrappeso, che scopa la giovane moglie di un conte settantacinquenne mentre lui si masturba guardandoci. Eppure non c'è niente di più reale del piacere che sto provando.

Isabella inizia a toccarsi, la mano che scivola tra le sue gambe per accarezzare il clitoride mentre continuo a penetrarla. I suoi gemiti si fanno più acuti, più disperanti. Sento il mio orgasmo avvicinarsi come un treno in corsa, le sensazioni che si intensificano fino a diventare quasi insopportabili.

«Sta per godere, lo sento …» sussurra Isabella al conte, i suoi occhi che brillano di eccitazione. «Sento il suo cazzo pulsare dentro di me.»

Il conte geme, la sua mano che si muove sempre più velocemente. «Sì, riempile il culo, falle sentire tutto il tuo sperma.»

Non riesco più a trattenermi. Con un ultimo affondo profondo, esplodo dentro di lei, il mio corpo che si contrae in spasmi di piacere puro. Isabella urla, il suo orgasmo la travolge mentre le sue dita lavorano freneticamente sul clitoride. Il conte viene quasi simultaneamente, il suo seme schizza ovunque, vicino a noi.

Rimaniamo così per lunghi momenti, i nostri respiri si mescolano nell'aria calda del pomeriggio. Il sole continua a battere sulla nostra pelle, asciugando le gocce d'acqua rimaste dalla piscina. Sento ancora il calore del corpo di Isabella contro il mio, la sua pelle che pulsa sotto le mie mani.

«Magnifico,» mormora il conte, la voce esausta ma soddisfatta. «Proprio magnifico.»

Isabella si volta verso di me, un sorriso stanco ma appagato sul viso. «Ti è piaciuto il mio culetto?» chiede, la voce ancora roca per l'eccitazione.

«È stato incredibile, ho ancora il cazzo in tiro, per quanto mi è piaciuto.» rispondo, ancora senza fiato.

Il conte si siede pesantemente sulla sua poltrona, l'asciugamano che gli copre di nuovo il grembo. Mi guarda con un'espressione che non riesco a decifrare del tutto.

«E’ un incredibile puttana, questo si! Per tutto il tempo la sua espressione da lurida porca mi ha eccitato e sfidato. L’estasi che ha provato a farsi inculare mi ha regalato grande soddisfazione.»

Sento il sudore colarmi lungo la schiena mentre mi stacco lentamente da Isabella. Il suo corpo è ancora tremante, piccoli spasmi che le attraversano le cosce. Mi guarda con quegli occhi blu che sembrano divorarmi, una fame che non si è ancora placata nonostante quello che è appena successo.

«Non è finita qui,» sussurra, leccandosi le labbra. «La giornata è ancora lunga.»

Il conte ride, un suono rauco che mi fa accapponare la pelle. Si alza dalla poltrona con movimenti lenti, quasi cerimoniali, e si avvicina a noi. I suoi occhi brillano di una luce che non so se sia soddisfazione o qualcos'altro.

«Andiamo dentro,» dice, la voce ancora tremula per l'eccitazione. «ho preparato qualcosa di speciale per stasera.»

La promessa del conte mi incuriosisce e mi fa quasi paura allo stesso tempo.

--- Continua ---

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La storia che avete appena letto è una storia basata su eventi veri, accaduti l'ultimo weekend di Giugno 2025. I nomi e i link, ovviamente sono di fantasia, quindi è inutile che cerchiate i protagonisti. Le sensazioni e le emozioni che ho provato sono state intense. La perversione della situazione è stata così assurda che neanche uno sceneggiatore di film porno avrebbe potuto immaginare tutti gli eventi. All' inizio ho creduto in uno scherzo, ma poi , mi sono ricreduto. Non pensavo che una ragazza così giovane fosse così perversa, ma la natura umana è particolare e la vita difficile, alcune volte reclama la sua vendetta. Isabella si vendica degli abusi giovanili che ha subito da uno zio pervertito, sottomettendo gli uomini con la sua stessa fisicità al suo desiderio e al suo godimento.
Spero abbiate letto il primo capitolo, se così non fosse, vi siete persi dettagli importanti.

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Bene, ora tocca a voi giudicare se sono un genio incompreso o solo un tizio che si crede uno scrittore. Un voto, dai, non fate i tirchi! E se vi va, lasciate pure un commento, anche uno di quelli che fanno ridere.

Scrivo queste storie perché mi piace farvi sognare, ma anche perché mi piace farmi un po' di pubblicità. Diciamo che sono un po' come un venditore ambulante di sogni proibiti. E sì, ho un debole per le donne, ma non sono fissato su un solo tipo. Anzi, mi piace sperimentare!

Se vi va di far parte della mia cerchia di ammiratori (o complici), contattatemi pure. Magari insieme possiamo inventare o vivere(meglio) una storia ancora più pazza. Io sono come la pubblicità occulta, mi sponsorizzo tra le righe, quindi la cosa migliore è conoscermi e poi si vedrà!

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