incesto
Desiderio sotto il sole
Angel1965
23.05.2026 |
2.433 |
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"Angelo poté vedere i suoi succhi
che le colavano lungo le cosce mentre si masturbava..."
Angelo e Nicole continuano il loro giocoproibito durante un pranzo domenicale in
famiglia. Lei lo provoca con un vestito
trasparente, lui cede alla passione nel
bagno, ma il loro segreto è sempre a
rischio.
La domenica estiva si stendeva pigra e afosa sulla casa dei cognati di Angelo. L'aria condizionata lavorava a pieno
regime, ma il calore sembrava filtrare ugualmente attraverso le finestre, portando con sé il profumo di erba
tagliata e di cloro della piscina del vicino. Angelo si sistemò meglio sulla sedia del terrazzo, sorseggiando
lentamente il suo caffè amaro. Il pranzo era appena terminato, e i piatti ancora sporchi ammuffivano sul tavolo
della cucina.
Nicole entrò nel terrazzo, e Angelo notò immediatamente il vestito. Era un abito estivo leggero, di un tessuto
quasi trasparente che aderiva ai suoi contorni come una seconda pelle. Il colore era un pallido giallo limone, che
faceva risaltare la sua abbronzatura scura. Ma ciò che catturò l'attenzione di Angelo non era solo il vestito, ma
ciò che non c'era sotto.
"Zio, vuoi altro caffè?" chiese Nicole, appoggiandosi al tavolo accanto a lui.
Angelo alzò lentamente lo sguardo dal suo bicchiere. Il movimento le fece inclinare leggermente il busto in
avanti, e attraverso il tessuto sottile del vestito, i suoi seni si disegnavano chiaramente. I capezzoli scuri e turgidi
spingevano contro il materiale, creando piccole protuberanze che catturavano la luce del sole. Lui deglutì,
sentendo la gola seccarsi improvvisamente.
"No, grazie," rispose, la voce più roca del previsto. "Ne ho già avuto abbastanza."
Nicole sorrise, un piccolo movimento delle labbra che non raggiunse completamente i suoi occhi. Si girò
lentamente, come se avesse bisogno di afferrare qualcosa dalla tavola dietro di loro. Il vestito si sollevò
leggermente quando si piegò, rivelando la parte inferiore delle sue natiche tonde e lisce. Non portava nulla
sotto.
Angelo sentì i pantaloni stringergli improvvisamente all'inguine. Si spostò sulla sedia, cercando di nascondere
l'erezione che si stava formando. Nicole lo stava provocando deliberatamente, come faceva spesso quando era
vogliosa. Era il loro gioco, il loro segreto sporco che si consumava sotto il naso di tutti, specialmente sotto
quello di suo padre, il fratello di Angelo.
"Tua madre sta riposando," disse Nicole, tornando a sedersi di fronte a lui. "Papà è sul divano, probabilmente si
addormenterà tra poco."
Angelo annuì, incapace di distogliere lo sguardo da lei. Nicole aprì leggermente le gambe sotto il tavolo, e il
vestito scivolò via, rivelando una fessura di pelle abbronzata. Lui poté vedere i peli pubici scuri che ricoprivano la
sua figa, tagliati corti ma non completamente rasati. Il suo cuore batté più forte nel petto.
"Mi sa che oggi fa troppo caldo per fare qualsiasi cosa," continuò Nicole, passandosi una mano tra i capelli. Il
movimento le sollevò ancora il vestito, questa volta più in alto, quasi fino all'inguine. Angelo poté vedere le
labbra della sua vagina, gonfie e scure contro la pelle chiara delle sue cosce interne.
Lui si alzò di scatto, quasi rovesciando la sedia. "Devo... devo andare in bagno."
Nicole lo seguì con gli occhi mentre si allontanava, un piccolo sorriso soddisfatto sulle labbra. Sapeva già cosa
sarebbe successo dopo. Era il loro rituale domenicale, una danza di desiderio proibito che si ripeteva da mesi.
Angelo chiuse a chiave la porta del bagno, si appoggiò allo specchio e si guardò. Il suo cazzo era già duro come il
marmo, pulsando contro i pantaloni. Si sfilò la camicia, poi i pantaloni, finendo nudo in mezzo al piccolo bagno.
L'acqua della doccia stillava lentamente dal rubinetto, creando un rumore monotono che quasi copriva i suoni
provenienti dal salotto.
Ci fu un bussare leggero alla porta. "Zio? Sei dentro?"
Angelo si avvicinò alla porta, la aprì appena un crepaccio. Nicole era lì, il vestito leggero sollevato fino alla vita, le
dita che accarezzavano leggermente i suoi peli pubici.
"Ho detto a papà che mi sentivo male," sussurrò, entrando nel bagno e chiudendo la porta a chiave dietro di sé.
"Che dovevo stare un po' tranquilla."
Senza perdere tempo, Nicole si inginocchiò davanti a lui. La sua bocca era calda e umida quando lo prese tra le
labbra, la lingua che danzava attorno alla testa del suo cazzo. Angelo si appoggiò allo specchio, le mani che si
affondavano nei suoi capelli scuri. Lei lo prese tutto in bocca, fino alle palle, la gola che si contraeva attorno a lui
mentre lo ingoiava.
"Merda, Nicole," gemette lui, i fianchi che spingevano involontariamente avanti. "Sei così brava."
Nicole lo guardò dall'alto, gli occhi pieni di desiderio mentre continuava a succhiarglielo. Le sue mani si
muovevano tra le sue gambe, le dita che si affondavano nella sua figa bagnata. Angelo poté vedere i suoi succhi
che le colavano lungo le cosce mentre si masturbava.
"Vieni in bocca, zio," sussurrò lei, prendendolo fuori dalla bocca per un attimo. "Voglio assaggiarti."
Angelo non resistette a lungo. Con un gemito soffocato, venne, la sborra che le colò sul mento e sul seno.
Nicole lo pulì con la lingua, leccando ogni goccia prima di rialzarsi.
"Ora tocca a me," disse, appoggiandosi al lavandino e sollevando il vestito. "Scopami, zio. Scopami forte."
Angelo la prese da dietro, il suo cazzo ancora duro che si affondava nella sua figa calda e bagnata. Nicole
gemette quando lui entrò, le mani che si aggrapparono al bordo del lavandino. Lui la scopò con forza, i colpi che
facevano tremare il mobile sotto di loro.
"Più forte," gridò lei, la voce che si rompeva in gemiti. "Fammi sentire tutto."
Angelo la prese per i capelli, tirando indietro la sua testa mentre la scopava ancora più duramente. Il corpo di
Nicole tremava sotto di lui, le gambe che si allargavano di più per accoglierlo meglio. Poté sentire la sua figa
contrarsi attorno al suo cazzo mentre si avvicinava all'orgasmo.
"Vengo, zio," gridò lei, il corpo che si arcò all'indietro. "Sto venendo!"
Angelo sentì le sue contrazioni mentre lei veniva, e quasi venne di nuovo dentro di lei. Si ritirò appena in tempo,
la sborra che le colò sulla schiena e sulle natiche. Rimasero così per un momento, entrambi ansimanti, il sudore
che gli colava addosso.
"Dobbiamo tornare fuori," disse finalmente Angelo, pulendosi con un asciugamano. "Tuo padre si chiederà dove
siamo."
Nicole si rialzò, si sistemò il vestito e si guardò allo specchio. "Sembri come se avessi appena fatto sesso," disse
ridendo.
Angelo la guardò, il cuore che batteva ancora forte nel petto. "E tu sembri come se avessi appena preso il cazzo
di tuo zio."
Nicole si avvicinò, lo baciò sulla bocca. "La prossima volta," sussurrò, "voglio che mi vieni dentro."
Uscirono dal bagno separatamente, tornando al pranzo domenicale come se nulla fosse successo. Ma entrambi
sapevano che il loro gioco era appena iniziato, e che ci sarebbero state molte altre domeniche come questa,
piene di segreti e desiderio proibito.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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