incesto
La Notte del Peccato – Courmayeur
Angel1965
07.08.2025 |
1.005 |
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"— «Ricordi la prima volta che mi hai guardata così? Tua sorella era in cucina..."
Prefazione:Ci sono notti che sanno di trasgressione, di neve che copre e al tempo stesso scopre. In uno chalet nascosto tra i boschi di Courmayeur, uno zio, la sua giovane compagna e la cognata più sensuale del mondo si lasciano andare a una notte che non perdona. Non è solo sesso. È il piacere di infrangere ciò che è vietato.
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Il racconto:
La neve cadeva lenta, silenziosa, come se volesse proteggere i peccati che stavano per consumarsi dentro quello chalet di legno e velluto. Il fuoco nel camino proiettava ombre calde sulle pareti, mentre Angelo, lo zio, versava tre bicchieri di vino rosso.
Nicole, la sua giovane brasiliana, era già mezza nuda: solo un maglione rubato da lui, senza nulla sotto. Le gambe lisce si piegavano sul divano, e la bocca umida sorrideva con malizia.
Gis, la cognata di Angelo, era appoggiata alla finestra, vestita solo con una vestaglia trasparente. Era arrivata nel tardo pomeriggio, dicendo che aveva bisogno di una pausa. In realtà, i suoi occhi parlavano chiaro da giorni. Era stanca di trattenersi.
— «Questa notte la ricorderemo, zio…» — sussurrò Nicole, avvicinandosi a lui e abbassandogli la cerniera dei pantaloni. — «Ti abbiamo aspettato entrambe…»
Gis non rispose. Si avvicinò alle spalle della ragazza, le slacciò il maglione e le accarezzò i fianchi. Poi lo sguardo si incrociò con quello di Angelo.
— «Falla tua mentre io la preparo. Non ho mai smesso di volerti, cognato…»
Nicole si inginocchiò e prese il membro di Angelo in bocca, affamata, mentre Gis si posizionava dietro di lei, le dita che scorrevano lente tra le sue labbra calde, bagnate. Era come se aspettassero quella notte da sempre. E ora nulla poteva fermarle.
— «Guarda come la divori, zio… sei il suo padrone. Ma anche il mio…» — sussurrò Gis, passandosi la lingua sulle labbra mentre si spogliava lentamente.
Nicole gemeva con la bocca piena. Il piacere rimbalzava sulle pareti in legno, amplificato dal silenzio della montagna.
Poi toccò a Gis. Si sdraiò sul tappeto, gambe aperte, occhi fissi su Angelo.
— «Ricordi la prima volta che mi hai guardata così? Tua sorella era in cucina. Tu mi spiavi come un vizioso. Ora puoi farlo davanti a lei. Scopami come quella volta hai solo immaginato…»
Nicole si abbassò a leccarla, mentre Angelo la prendeva da dietro. I gemiti si mescolavano con il crepitio del fuoco.
Le ore passavano come minuti. Le posizioni cambiavano. Nicole cavalcava lo zio con la lingua sulla cognata. Gis si faceva prendere a quattro zampe mentre la giovane le baciava i seni.
Quella notte fu tutto. Vino, sudore, squilibri familiari trasformati in pura carne. Il piacere sapeva di proibito e di perfetto.
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Epilogo:
La neve continuava a cadere quando i tre si addormentarono nudi sul tappeto. Nicole tra le braccia dello zio. Gis ancora accarezzava la schiena di lui, il corpo stremato ma colmo.
Courmayeur aveva avuto il suo tributo.
Una notte sola. Mille peccati.
E la certezza che non sarebbe mai rimasta l’unica.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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