Annunci69.it è una Community rivolta ad un pubblico adulto e maggiorenne.
Puoi accedere solo se hai più di 18 anni.

SONO MAGGIORENNE ESCI
Racconti Erotici > bdsm > Nipote Devota - La Mano che Educa - #7di13
bdsm

Nipote Devota - La Mano che Educa - #7di13


di Membro VIP di Annunci69.it giorgal73
07.09.2026    |    443    |    2 9.0
"La stanza puzza di sudore e di umori, la luce fioca della lampada mi fa brillare la saliva sulle labbra e il liquido trasparente che mi scorre sul mento..."
La Mano che Educa Parte 7 di 13

**Premessa**

Questa storia, come tutte le altre che ho scritto, nasce da fatti reali. Non è una vicenda personale, ma l’esperienza di una coppia amica che ha deciso di affidarmela. I contenuti uniscono dinamiche BDSM a situazioni delicate legate a temi incestuosi.

Questo capitolo narra i fatti accaduto nel secondo incontro avvenuto un paio di settimane dopo il primo. Alcune dinamiche vengono ripetute, come Chiara che viene legata in bagno, per il semplice fatto che è una scena ricorrente e che effettivamente avviene ciclicamente. Il Racconto sarà diviso in 13 parti, ogni settimana ne pubblicherò 3.

Accompagnate Alessandro ed Elena in questo percorso con mente aperta e senza giudizi. Non si tratta di un racconto singolo, ma di una storia lunga e complessa, che verrà pubblicata in più parti — tre a settimana.

Vi chiedo un commento per capire se la storia vi piace e vi intriga e anche il pollice in su. Se poi siete stregati dal mio cervellino e volete conoscermi dal vivo, scrivetemi e magari vivremo la nostra avventura che potrebbe diventare la nuova serie Hot di A69.

**ALESSANDRO**

Quando finalmente esce, ha il viso bagnato e le guance ancora segnate da una sfumatura rossastra, come se avesse pianto o si fosse schiaffeggiata per restare sveglia. Indossa solo il body nero, quello che questa sera era cucito addosso come una seconda pelle, ora appiccicato tra le gambe per il sudore e altro. Elena mi guarda, e negli occhi le vedo un abisso: non è solo desiderio, è qualcosa che sembra dolore e insieme vendetta, una fame che contiene anche la paura di essere realmente se stessi. Si sfila il body con un gesto rapido, quasi rabbioso, come una benda che si strappa da una ferita ancora aperta. Rimane nuda davanti a me, le spalle dritte e il petto immobile, lo sguardo che non chiede permesso.

Non dice una parola. Si avvicina, si siede sul letto e poi mi afferra la mano, guidandola tra le sue gambe con un’urgenza che non ha nulla a che vedere con la dolcezza. Apre le gambe a poco a poco, poi in un colpo netto, e mi costringe a toccarla, a sentire quanto sia bagnata, quanto la carne tremi sotto le dita. Non è un invito: è un ordine. Resto pietrificato, quasi intimidito, poi cedo e lascio che sia il corpo a guidare il resto.

La bacio sulle labbra, ma lei si scosta, non vuole romanticismi. Mi volta di spalle, mi offre la schiena e si piega in avanti come per consegnarmi un segreto. La linea della sua schiena, le scapole che sporgono sotto la pelle sottile, la curva dei fianchi che scivola nella carne tesa delle cosce—tutto mi sembra una mappa nuova, qualcosa che non ho mai davvero posseduto fino ad ora. La prendo per i fianchi con una forza che sfiora la brutalità, lei geme e si lascia schiacciare, la testa affondata nel cuscino per non emettere suoni che possano arrivare oltre quelle mura.

Quando la penetro, sento che stringe tutto, anche gli occhi, anche le mani che artigliano il lenzuolo come se volessero strapparlo. Muovo il bacino con un ritmo che non decido io, ma che mi impone lei, con piccoli cenni, con il corpo che si inarca e risponde come una leva meccanica. Ogni fitta di piacere è sdoppiata, perché la mente è rimasta nella taverna, incollata all’immagine di Chiara stesa sul tavolo, al modo in cui urlava e si dimenava e mordeva le labbra come per non lasciar uscire la voce. Più vado avanti, più sento che il mio cazzo non è in Elena, ma è in tutte le donne che abbiamo guardato e desiderato stasera, e il pensiero mi fa venire voglia di scoppiare.

Elena si volta di lato, mi prende la testa tra le mani e mi costringe a guardarla negli occhi. Sento le sue dita intrecciate nei miei capelli, la presa dura che mi obbliga a non distogliere lo sguardo. Mi parla piano, ma le parole sono lame: «Non fermarti. Fai ancora più forte.» E io obbedisco, alzo il ritmo, sento il letto che sbatte contro la parete, le lenzuola che si attorcigliano tra i nostri corpi sudati. Il corpo di Elena diventa un’altra cosa, una bestia sotto di me: non più fragile, non più in fuga, ma una creatura che cerca, che preme, che risucchia ogni mia briciola di energia. Ogni volta che la spingo al limite sento la schiena di lei tremare, le costole che si sollevano come ali, il respiro che si incatena al mio ritmo. Siamo animali nella tana, e l’istinto si mangia ogni sovrastruttura: Elena non è più mia moglie, ma la mia nemesi, la mia pari, la tempesta che non so se sarò in grado di attraversare senza schiantarmi.

Le mani di lei si fanno artigli e poi carezze, mi tira e poi mi spinge via, come se non sapesse decidere se divorarmi o lasciarmi andare. Mi guarda, ride, poi mi bacia e si morde la mia lingua a sangue. La lascio fare, voglio vedere fino a dove arriva, fino a quando riesce a controllare questa forza che ci sta sventrando entrambi. Il letto cigola, il sudore gocciola tra i nostri corpi e ogni odore ci mescola in una pozione oscena. Quando la sento raggiungere il primo orgasmo, la sua voce non è un urlo ma uno squarcio, un suono che sembra provenire da un abisso. Le gambe mi stringono la vita, quasi a farmi male, e io accelero ancora, voglio che le resti addosso il mio odore, la mia impronta, il mio ricordo.

Ma proprio quando sto per perdere il controllo, quando sento la pressione salire e il mio cazzo minaccia di esplodere, Elena mi sorprende ancora: si sfila da sotto di me, con uno scatto felino, e si inginocchia ai piedi del letto. La bocca aperta, le labbra rosse e gonfie, gli occhi che mi sfidano a resisterle. Non mi dà tempo di pensare, mi afferra e comincia a succhiare con una fame che non avevo mai visto in lei, neanche nei nostri momenti più sporchi. Sento che mi sta svuotando, non solo fisicamente, ma anche di tutto il passato che ci portiamo addosso. Le sue mani mi accarezzano le cosce, la lingua danza attorno al glande, e ogni movimento è una promessa di annientamento.

Chiudo gli occhi per un istante, e nella mente torna l’immagine di Chiara che si inginocchia davanti a Luca, leccando e succhiando senza nessun pudore, come se fosse la cosa più naturale del mondo. Rivedo la sua testolina scura, il modo in cui si strofina le labbra sulle vene del cazzo dello zio, la lingua che scatta rapida a raccogliere ogni goccia. Sento che Elena ha visto tutto, lo ha fatto suo, lo sta replicando perché vuole essere migliore, vuole farmi impazzire ancora più di quella ragazzina sfacciata. La cosa mi eccita a livelli che non pensavo possibili: il corpo di mia moglie che si trasforma, che impara dalla rivale, che diventa desiderio puro, un desiderio che non ha più paura di niente.

Quando le vengo in bocca, il piacere è devastante, mi rompe in due, strappa via tutte le corazze e mi lascia nudo, vulnerabile e insieme invincibile. Elena non si ferma: beve tutto, ogni goccia, senza smettere di guardarmi negli occhi. Lo fa con una lentezza metodica, quasi ipnotica, come se stesse celebrando un rito antico, come se sapesse che da quel momento in poi non le negherò più nulla. Mi sento prosciugato e insieme pieno, come se in quell’istante lei avesse riscritto tutte le regole della nostra storia.

La guardo, stordito, e vedo che sorride. Si lascia cadere supina sul letto, le gambe aperte e il ventre che si solleva ancora come per chiedere altro. Ha la bocca sporca di me e non la pulisce: la tiene così, esibendola come un trofeo, un segno di vittoria e sottomissione insieme. Il mio corpo risponde subito, il sangue riprende a martellare nelle vene e il desiderio torna a crescere, ancora più feroce di prima.

Non voglio darle tregua. Mi avvicino, la bacio sulle labbra e sento il sapore di me stesso, un gusto che ci mescola in un’unica creatura. Le mani le accarezzano la pelle, trovano subito i punti in cui lei si fa più docile, più cedevole. La giro di lato, la stringo a me, le bacio il collo fino a sentire il battito accelerato che le scorre sotto la pelle.

Quando infilo un dito nel suo culo, lo faccio con la stessa delicatezza e insieme ferocia con cui lei mi ha succhiato via la vita. Sento il corpo di Elena irrigidirsi di colpo, poi si ammorbidisce, accoglie e si apre come se avesse atteso tutta la notte solo quel gesto. La sua bocca si riattacca al mio cazzo, ancora umido e già di nuovo duro, e questa volta la sento che geme e succhia anche più forte, con la gola che vibra tutta.

*** ELENA ***

Sono ancora inginocchiata ai piedi del letto, i polpacci doloranti per la tensione e la mascella tesa dallo sforzo. La stanza puzza di sudore e di umori, la luce fioca della lampada mi fa brillare la saliva sulle labbra e il liquido trasparente che mi scorre sul mento. Guardo Alessandro dritto negli occhi e mi accorgo di quanto lo desidero, di quanto voglio annientarlo e insieme farmi annientare. Gli afferro il cazzo con tutte e due le mani, lo porto alla bocca e sento la pelle calda che pulsa sotto le dita. Lo punto verso di me, contro il palato, e inizio a succhiarlo come se volessi risucchiare dentro tutto quello che lui ha visto, toccato, desiderato fino adesso.

In quell’attimo ho un flash: Chiara, la sua bocca piccola, la lingua rapida, il modo spudorato in cui si era inginocchiata davanti a Luca senza esitare un secondo. Era stato uno spettacolo osceno e perfetto, e in quel momento io avevo capito che non avrei più potuto competere. Ma adesso mi accorgo che non è vero. Mi infilo il cazzo di Alessandro sempre più in fondo, con un ritmo che si fa ossessivo, mi faccio venire le lacrime agli occhi e li tengo spalancati su di lui. Voglio che veda cosa sono disposta a fare, quanto posso spingermi oltre, quanto posso essere porca e umiliante per lui e per me stessa. Voglio che si ricordi di questa notte per sempre, che quando penserà a Chiara abbia il terrore di trovare il mio odore, la mia voce, la mia saliva che lo incolla al ricordo.

Prendo fiato solo quando mi serve davvero—il resto del tempo resto immersa, spalancata, affamata. Sento che Alessandro trattiene il respiro, che si appoggia allo schienale del letto per non crollare. Gli massaggio le palle con il palmo, sento la pelle tirarsi e rilassarsi a ogni colpo di lingua. Gli lecco tutto: le vene, la punta, la base, il retro, i peli biondi che mi si impastano in bocca. Schiocco le labbra, faccio rumore, lo guardo sempre. Non voglio essere una comparsa, voglio essere l’unica scena che ricorderà quando chiuderà gli occhi. Mi sento invincibile, in un certo senso addirittura felice.

Non so quanto dura, mi sembra di essere in apnea da un’eternità. Poi sento il suo corpo che si irrigidisce, le sue mani che mi stringono la testa e capisco che sta per venire. So cosa devo fare: non mi tiro indietro, lo guardo spalancare la bocca e poi chiudere gli occhi. Quando arriva lo sento scoppiare, la sborra che mi inonda la gola, calda e salata, il gusto che mi riporta di colpo a tutte le notti in cui ci siamo odiati e amati nello stesso istante. Deglutisco tutto, ogni goccia, e continuo a succhiare anche quando lui trema e cerca di allontanare la mia faccia.

Poi sento il suo dito scivolarmi dentro, lento e implacabile come la marea che risale la riva. La pressione è un dolore dolce, una fitta che si scioglie in calore, in un languore che mi attraversa le ossa. Mi inarco contro di lui, le unghie affondano nel lenzuolo, la bocca ancora piena del suo sapore. Il respiro si spezza in piccoli ansiti, ogni spinta del dito è un’onda che mi travolge, che mi svuota e mi riempie allo stesso tempo. Voglio che questo momento non finisca mai, che il buio mi prenda così, con il suo peso addosso e il suo dito dentro, a disegnare cerchi lenti nel mio corpo fino a quando il sonno non mi porterà via.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Voto dei Lettori:
9.0
Ti è piaciuto??? SI NO

Commenti per Nipote Devota - La Mano che Educa - #7di13:

Altri Racconti Erotici in bdsm:




® Annunci69.it è un marchio registrato. Tutti i diritti sono riservati e vietate le riproduzioni senza esplicito consenso.

Condizioni del Servizio. | Privacy. | Regolamento della Community | Segnalazioni