incesto
Veronica Segreti in Famiglia #10
Efabilandia
23.04.2026 |
19.179 |
6
"Strinfo la fica intorno al suo cazzo e vengo di nuovo, violentemente, il corpo che vibra e la lingua piantata in fondo nella fica di mia madre..."
La notte sulla barca è stata una continua esplosione di suoni e corpi.Dormiamo tutti e quattro nella grande cabina principale. Io sono abbracciata a papà, la testa sul suo petto, il suo cazzo ancora mezzo duro contro la mia coscia. Dall’altra parte del letto matrimoniale, Moses sta scopando mamma senza sosta. I rumori sono costanti: il suono bagnato e ritmico del suo cazzo enorme che entra ed esce dalla fica e dal culo di Cristina, i suoi gemiti rochi da troia, i bassi profondi di una playlist R&B lenta che papà ha lasciato accesa. Ogni tanto mamma urla di piacere quando Moses le sborra dentro, poi ricominciano. Io mi addormento e mi sveglio più volte con il rumore osceno dei loro corpi che sbattono e l’odore denso di sesso che riempie la cabina.
Al mattino, il sole filtra dalle finestrelle. Papà ha il cazzo duro contro la mia schiena. Non resisto. Mi giro, scendo lungo il suo corpo e glielo prendo in bocca. È caldo, ha ancora il sapore della mia fica di ieri sera. Lo succhio con calma, assaporando ogni vena, ogni pulsazione. Papà geme piano, mi accarezza i capelli. Quando sento che sta per venire lo prendo più a fondo e ingoio tutto, fiotti caldi e densi che mi scendono in gola. Il sapore è forte, salato, familiare. Lo pulisco con la lingua fino all’ultima goccia.
Quando saliamo in coperta, l’aria è fresca, il mare calmo, il cielo di un azzurro intenso. Cristina prepara la colazione nuda, i seni pesanti che ondeggiano mentre muove la padella. Mauro propone, con voce tranquilla:
«Siccome siamo al largo… stiamo tutti nudi sulla barca. Niente vestiti per tutto il giorno.»
Cristina accetta subito, sorridendo da troia. Si sfila il pareo che si era messa e resta completamente nuda, il corpo maturo lucido di crema solare. Moses fa lo stesso: il suo cazzo enorme, nero, pesante, dondola all’aria aperta. Poi si spoglia anche Mauro.
Io sono un po’ titubante. Tolgo solo il reggiseno, resto con gli slip. Ma dopo colazione, sotto gli sguardi di tutti e tre, mi alzo e mi tolgo anche quelli. Il sole caldo mi accarezza la pelle, il vento leggero mi sfiora la fica. Mi sento esposta, vulnerabile, eccitata.
Mamma e io prendiamo il sole sul prendisole in prua, sdraiate una accanto all’altra. Moses fuma nella dinette, Mauro è al timone a calcolare la rotta. Il mare è uno specchio blu, il sole brilla forte.
A un certo punto sento voci e risate. Un gommone a motore si avvicina. Tre coppie di ragazzi sui venticinque anni ci salutano allegri. Quando vedono Cristina nuda in piedi sul ponte che risponde al saluto, restano a bocca aperta. Apprezzamenti, fischi, inviti a salire sul gommone. Le ragazze dei ragazzi tirano pugni ai loro compagni, gelose ma si divertono.
Cristina ride, scherza: «Se ripassate più tardi magari salgo a bordo e vi do una ripassata…»
I ragazzi salutano e se ne vanno. Io mi alzo per guardare. Moses esce dalla dinette. Le ragazze sul gommone lo vedono e restano senza fiato davanti al suo cazzo enorme e gli fanno segno di venire sul gommone. Applausi e risate anche da loro.
Quando il gommone si allontana, Moses viene a sdraiarsi in prua tra me e mamma. Appena si stende, Cristina allunga la mano e gli prende il cazzo, cominciando a segarlo lentamente. Io guardo, il cuore che batte forte, e non dico niente. Dopo qualche secondo allungo anch’io la mano e gli massaggio le palle pesanti.
Mauro, dal timone, guarda la scena. È gelosissimo, lo vedo dalla mascella contratta, ma non interviene. Il suo cazzo è duro nei pantaloncini.
Il cazzo di Moses diventa durissimo. Cristina, con una mossa repentina, sale sopra di lui e si impala con quel pezzo di carne enorme nella fica. Io, spinta dal momento, mi siedo sulla faccia di Moses. La sua lingua ruvida e forte mi lecca la fica con fame. È una sensazione bellissima. Comincio a toccare i capezzoli di mamma che sta cavalcando Moses come una pazza. Lei fa lo stesso con i miei. Ci baciamo sulle labbra, lingue che si intrecciano, saliva che si mescola. La prima a venire è Cristina, urlando. Poi vengo anch’io sulla faccia di Moses, bagnandogliela tutta.
Moses non resiste e sborra dentro la fica di mamma con fiotti potenti. Tengo mamma mentre vibra per quell’orgasmo.
Poi si scosta, lecca un po’ il cazzo di Moses per pulirlo, poi apre le gambe e mi guarda:
«Vuoi leccarmi un po’…?»
Non ho mai leccato una fica, tantomeno quella di mia madre. Ma Moses mi spinge dolcemente la testa tra le sue cosce. Il sapore è intenso: sborra calda, fica matura, un mix dolce-salato e muschiato. All’inizio è strano, poi mi piace. Lecco con sempre più passione. Mamma si muove sulla mia bocca, gode, mi afferra i capelli. Finisce per squirtarmi in bocca, un getto caldo che mi riempie.
Mentre sto ancora leccando, sento papà dietro di me. Mi apre le cosce e mi penetra nella fica da dietro. Sono piegata con la testa nella fica di mamma, il culo all’aria, mentre papà mi scopa forte. Moses inizia a toccarmi il clitoride e i seni è un vero porco. Papà è super eccitato dalla scena. Dopo poco sborra dentro di me con un gemito profondo. Sento il suo sperma entrarmi tutto dentro fino in fondo. Strinfo la fica intorno al suo cazzo e vengo di nuovo, violentemente, il corpo che vibra e la lingua piantata in fondo nella fica di mia madre.
Tutti sporchi di sborra facciamo un bagno in mare, ridendo, toccandoci. Poi pranziamo nudi sul ponte, sotto il sole caldo. Ormai è ora di tornare e ci rivestiamo tutti.
Il ritorno al porto è tranquillo. Ritroviamo le tre coppie del gommone. Cristina, senza perdere tempo, li invita la prossima volta a uscire in barca con noi “se non hanno paura di stare nudi”. I maschi fanno subito allusioni ed uno di loro mi manda un bacio con la mano. Anche le ragazze fanno appressamenti su Moses. Il più intraprendente della comitiva alla fine dà il suo numero a mamma.
Moses torna a casa a piedi. Noi tre torniamo in macchina, felici, esausti, con l’odore di mare e di sesso addosso.
Arrivata a casa, il primo pensiero è scrivere a Silvio. Gli do appuntamento per domani.
Ho intenzione di portarlo allo scoperto. E questa volta non sarò sola.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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