Gay & Bisex
Marco passivo #7
Efabilandia
19.03.2026 |
22.068 |
2
"Luca iniziò a scoparlo con spinte profonde e ritmiche, il rumore bagnato della pelle contro pelle che si mescolava al suono dell’acqua e ai bassi della musica in sottofondo..."
Venerdì sera uscii dall’ufficio con le gambe ancora molli per le vibrazioni del Lovense che il mio Tesoro aveva tenuto attive tutto il giorno. Il plug mi aveva tenuto il culo pieno e caldo per ore, facendomi quasi impazzire durante le riunioni. Ogni passo verso casa di Elio era un ricordo costante: il peso del plug che premeva sulla prostata, le vibrazioni improvvise che mi avevano costretto a mordermi il labbro in riunione, il bruciore dolce che ormai era diventato il mio stato normale. Quando finalmente arrivai, il sole stava già tramontando e il cielo aveva quel colore arancione caldo che rende tutto più intimo. Luca era già lì, appoggiato allo stipite della porta con quel sorriso obliquo che mi faceva tremare le ginocchia. Elio aprì subito, già a torso nudo, il profumo di casa sua – legno, sandalo e un velo di incenso – che mi avvolse.«Tesoro…» sussurrai entrando, la voce bassa per l’emozione.
Luca mi prese il viso tra le mani e mi baciò piano, la lingua che mi sfiorava appena, dolce ma possessiva.
«Bentornato, puttanella. Elio è in cucina. Ma prima… hai chiesto una doccia, vero? Sembri esausto… e sporco di voglia.»
Annuii. Ero sudato dopo la giornata, stanco, ma soprattutto sporco di eccitazione accumulata. Elio apparve dal corridoio, già a torso nudo, e mi sorrise complice, gli occhi che brillavano di malizia.
«Vai pure, puttanella. L’acqua è calda. Noi arriviamo subito.»
Entrai nel bagno grande, luminoso, con piastrelle grigie e nere che riflettevano la luce calda. La musica soft della casa di Elio arrivava attutita ma chiara dalla porta socchiusa: una playlist chill con bassi profondi, ritmi lenti e sensuali, synth che vibravano nell’aria come carezze. Aprii il getto della doccia. L’acqua bollente mi colpì la schiena, scivolando lungo la spina dorsale come una lingua calda. Il profumo del bagnoschiuma al sandalo e menta della casa di Elio riempì subito il vapore, denso, speziato, maschile, con quel retrogusto fresco di menta che mi entrava nelle narici e mi faceva girare la testa. Mi spogliai lentamente, tolsi il plug con un gemito lungo e profondo – il bruciore dell’estrazione mi fece tremare le gambe – e lo appoggiai sul lavandino. L’acqua mi riempiva le orecchie, il vapore appannava lo specchio, il mio corpo nudo brillava sotto il getto.
La porta si aprì piano. Luca ed Elio entrarono nudi. Il vapore li avvolse subito, facendo brillare la loro pelle bagnata. Luca davanti a me, il petto scolpito, i capezzoli scuri già duri, il cazzo semi-eretto che dondolava pesante. Elio dietro, spalle larghe, addominali tesi, il cazzo già più duro, venoso, con quella cappella grossa che conoscevo bene. L’acqua li bagnava, scivolando sui loro corpi, creando rivoli che scendevano tra i pettorali, lungo gli addominali, fino alle palle. L’odore del bagnoschiuma si mescolava già al loro odore naturale: pelle calda, sudore leggero, maschio giovane.
Presi in mano entrambi i cazzi. Erano caldi, vivi, pesanti, pulsanti sotto le mie dita. Li lavai con il sapone, insaponandoli dalla base alla cappella con movimenti lenti, reverenti. Il sapore della pelle di Luca era dolce, leggermente salato, con quel retrogusto fresco che amavo. Quello di Elio era più muschiato, virile, con un aroma di cazzo maturo che mi faceva venire l’acquolina. Li accarezzavo, li stringevo, sentivo le vene gonfie sotto il sapone scivoloso. Luca gemette piano, la testa reclinata all’indietro sotto il getto. Elio dietro di me mi allargò le natiche con le mani grandi e cominciò a lavarmi il culo. Le dita scivolose di sapone mi penetrarono piano, prima una, poi due. Ruotavano, spingevano, preparavano. Il mio buco, ancora sensibile dopo la settimana di plug, si aprì subito con un sospiro bagnato. Il bruciore era dolce, familiare, quel calore che mi saliva dallo stomaco fino al petto, facendomi tremare le ginocchia.
Elio non aspettò. Tolse le dita e mi infilò il cazzo dentro con una spinta lenta ma decisa. L’acqua rendeva tutto più scivoloso, più facile. Sentii ogni centimetro entrare: la cappella grossa che mi apriva, il fusto spesso che mi riempiva, il bruciore iniziale che si trasformava in piacere pieno e profondo, quasi insopportabile. Il mio cazzo schizzò duro all’istante, teso, lucido, puntato verso l’alto, la cappella gonfia che gocciolava.
Luca lo notò. Si inginocchiò sotto il getto d’acqua e me lo prese in bocca. La sua lingua calda avvolse la cappella, succhiando forte mentre Elio iniziava a scoparmi da dietro con colpi profondi e ritmici. L’acqua ci batteva addosso, il rumore era assordante: schizzi violenti, gemiti soffocati, pelle bagnata che sbatteva contro pelle bagnata. Il profumo del bagnoschiuma al sandalo si mescolava all’odore di sesso e di corpi nudi, creando un mix inebriante che mi entrava nelle narici e mi faceva girare la testa.
Poi Luca si alzò. Mi guardò negli occhi con quel sorriso malizioso che mi scioglieva.
«Prima volta per te, puttanella.»
Si girò, appoggiò le mani alle piastrelle fredde e spinse indietro il culo sodo e liscio, bagnato e luccicante. Il mio cazzo duro scivolò dentro di lui senza sforzo. Era stretto, caldo, vellutato, le pareti che mi stringevano come una morsa di seta bollente. La sensazione fu pazzesca: entrare nel culo del mio Tesoro per la prima volta. Gemetti forte, le mani sui suoi fianchi bagnati, sentendo i muscoli contrarsi intorno a me. Iniziai a spingere, piano, assaporando ogni centimetro, il bruciore leggero nel mio culo che si mescolava al piacere assoluto di essere dentro di lui.
Ma Elio non mi diede tregua. Continuò a martellarmi da dietro, colpi forti, profondi, che mi spingevano ancora più dentro Luca. Ero incastrato tra i due corpi nudi e bagnati: il mio cazzo nel culo di Luca, il cazzo di Elio nel mio. L’acqua ci inondava, il vapore ci avvolgeva, i nostri respiri si mescolavano pesanti. La musica in sottofondo – quei bassi profondi e sensuali – rendeva tutto ancora più surreale, come se i colpi seguissero il ritmo della playlist.
«Si Elio… adoro il tuo cazzo nel culo… mi sfondi tanto…» ansimai, la voce rotta dall’acqua e dal piacere, il corpo che tremava sotto i colpi.
Non resistetti. Dopo pochi minuti sentii l’orgasmo salire dal profondo. Sborrai dentro Luca con un urlo soffocato, schizzi caldi e potenti che lo riempirono mentre lui stringeva le pareti intorno a me. Il sapore della sua pelle bagnata mi restava sulla lingua, il bruciore nel mio culo si mescolava al piacere di riempirlo. Elio sorrise dietro di me e non si fermò. Anzi, accelerò. Il suo cazzo martellava senza pietà, il mio ormai moscio uscì dal culo di Luca con un suono umido e viscido.
Luca si girò, mi prese il cazzo flaccido in mano e lo lavò con il sapone, stringendomi forte le palle, massaggiandole sotto l’acqua calda. Elio intanto continuava a scoparmi, colpi vibranti, sempre più forti, la cappella che colpiva la prostata a ogni affondo. L’acqua calda ci bagnava tutti e tre, il vapore denso, l’odore di sandalo e menta che si mescolava al nostro odore di sesso. Sentivo l’orgasmo anale avvicinarsi: quella sensazione profonda, soffocata, che partiva dalla prostata e si irradiava ovunque, il bruciore che diventava fuoco liquido, le gambe che tremavano.
Elio aumentò il ritmo. I colpi diventarono violenti, precisi, la base del suo cazzo che sbatteva contro le mie natiche bagnate. Mi arrivò dentro con un grugnito lungo e gutturale, schizzi caldi e abbondanti che mi riempirono il culo mentre l’acqua ci scorreva addosso. Nello stesso istante Luca strinse ancora più forte le mie palle, tirandole piano. L’orgasmo anale mi esplose dentro: un piacere lungo, profondo, senza toccarmi, che mi fece tremare le gambe e urlare sotto il getto, il corpo scosso da ondate violente.
Mi inginocchiai sotto al getto dell’acqua, il culo pieno e pulsante, la sborra di Elio che colava lungo le cosce mescolata all’acqua.
Luca si posizionò dietro Elio proprio mentre io ero ancora in ginocchio sotto il getto d’acqua calda. Il cazzo di Elio, sporco del mio stesso culo e della sborra di prima, pulsava davanti alla mia faccia, lucido, venoso, con quel profumo forte e muschiato di sesso che mi riempiva le narici. Lo presi in bocca, leccando dalla base alla cappella con la lingua piatta, assaporando il sapore salato e terroso del mio buco mischiato al suo. Succhiavo forte, la gola che si apriva per prenderlo più in fondo, mentre l’acqua bollente ci bagnava tutti e tre.
Luca appoggiò le mani sui fianchi di Elio, il cazzo duro e bagnato che premeva tra le sue natiche. Con un movimento lento ma deciso lo infilò dentro di lui. Elio emise un gemito lungo, gutturale, la testa reclinata all’indietro sotto il getto. «Cazzo… Luca…» mormorò, la voce rotta dal piacere. Luca iniziò a scoparlo con spinte profonde e ritmiche, il rumore bagnato della pelle contro pelle che si mescolava al suono dell’acqua e ai bassi della musica in sottofondo. Ogni affondo faceva tremare il corpo di Elio, e il suo cazzo diventava ancora più duro nella mia bocca.
«Leccalo più forte, puttanella» ordinò Luca con voce roca, gli occhi fissi nei miei mentre continuava a martellare Elio. «Succhialo tutto, fino in fondo. Voglio sentirlo godere mentre gli sfondo il culo.»
Obbedii subito. Succhiavo con più fame, la lingua che girava intorno alla cappella gonfia, raccogliendo ogni goccia di pre-eiaculazione e del sapore sporco del mio stesso culo. Elio godeva tantissimo: i suoi gemiti diventavano sempre più alti, il corpo che si tendeva tra me e Luca. Sentivo le sue palle contrarsi contro il mio mento, il cazzo che pulsava sulla mia lingua a ogni spinta di Luca.
«Più forte, Marco… leccalo come una troia» incitò Luca, accelerando gli affondi. «Senti come gli piace? Senti come gli si indurisce in bocca mentre gli riempio il culo?»
Elio ansimava, le mani appoggiate alle piastrelle, il corpo scosso dai colpi di Luca. «Cazzo… sì… così… non fermarti, puttanella…» La sua voce era spezzata, il piacere che lo travolgeva. Io succhiavo senza sosta, la gola che si apriva, la saliva e l’acqua che colavano sul mio mento, il sapore intenso e salato che mi riempiva la bocca.
Luca aumentò il ritmo, scopando Elio con forza, le palle che sbattevano contro le sue natiche. «Ingoia tutto quando viene… leccalo fino all’ultima goccia» mi ordinò, la voce tesa dal piacere.
Elio esplose all’improvviso. Il suo cazzo pulsò violentemente nella mia bocca e schizzò sborra calda, densa, abbondante. Ondate su ondate mi riempirono la gola mentre Luca continuava a martellarlo da dietro. Ingoiai tutto, gemendo intorno al suo cazzo, assaporando ogni goccia salata e viscosa, la lingua che continuava a leccare anche mentre lui tremava di piacere.
Luca sorrise soddisfatto, ancora dentro Elio, e mi accarezzò i capelli bagnati.
«Bravissima, puttanella… hai fatto godere il tuo padrone.»
Luca non aveva ancora finito. Si avvicinò, il cazzo duro e bagnato e sporco del culo di Elio puntato verso la mia faccia. Me lo infilò fino in fondo alla gola con una spinta decisa, tenendomi la testa con entrambe le mani. Affondi profondi, intensi, senza pietà. Elio mi strizzava i capezzoli, tirandoli forte, ruotandoli tra le dita. Luca scopava la mia bocca come un buco, grugnendo, i bassi della musica che accompagnavano ogni colpo. Dopo una serie di affondi violenti mi scaricò in gola: tanta, tantissima sborra calda e densa che ingoiai fino all’ultima goccia, soffocando di piacere, gli occhi lucidi, il corpo che tremava, il sapore salato e denso che mi riempiva la lingua.
Elio mi accarezzò i capelli bagnati, la voce roca sotto il getto che ancora scorreva.
«Ora andiamo di là e ti sfondiamo seriamente il culo come meriti… è quello che desideri vero, puttanella?»
Io, ancora in ginocchio, accarezzai i loro cazzi sotto la doccia, sentendo il peso, il calore, la durezza che tornava. Le mie dita scivolavano sul sapone e sulla pelle bagnata.
«Non desidero altro che essere sfondato…» risposi, la voce rotta dal desiderio e dall’acqua.
La musica continuava a suonare in sottofondo, bassa e profonda, mentre l’acqua ci avvolgeva ancora. Sapevo che la notte era solo all’inizio. Il mio culo pulsava, pieno della sborra di Elio, la gola piena del sapore del mio Tesoro, il corpo esausto e felice. E mentre uscivamo dalla doccia, mano nella mano, capii che non vedevo l’ora di essere sfondato di nuovo, completamente, senza pietà.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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